Lo sversamento rilevato nelle acque del Naviglio non sarebbe collegato alle attività di manutenzione fognaria svolte da Gruppo Cap. È quanto precisa l’azienda, intervenendo sulla vicenda e chiarendo la propria posizione rispetto all’origine dell’episodio che ha interessato il corso d’acqua. Secondo quanto riferito da Gruppo Cap, l’evento sarebbe infatti estraneo agli interventi di manutenzione effettuati nella zona, che non avrebbero previsto alcuna operazione in grado di determinare lo sversamento. L’azienda sottolinea inoltre che furono proprio i propri tecnici, impegnati nelle normali attività di cantiere, a rilevare per primi la presenza anomala del liquido nelle acque.
Gruppo Cap: “nessuna attività di scavo, individuata una presenza anomala di liquido”
Nel dettaglio, l’azienda ha spiegato che le operazioni in corso riguardavano esclusivamente interventi di manutenzione della rete fognaria e non comprendevano attività di scavo o lavorazioni che potessero essere all’origine della criticità ambientale riscontrata. “L’evento è totalmente estraneo alle proprie attività di manutenzione fognaria, interventi che non prevedevano alcuna operazione di scavo. Sono stati proprio i tecnici di Gruppo Cap, presenti in zona per le regolari operazioni di cantiere, a individuare per primi la presenza anomala di liquido sversato da terzi”, precisa il gruppo. Una ricostruzione che punta quindi a chiarire il ruolo dell’azienda nell’accaduto: non come soggetto coinvolto nello sversamento, ma come realtà che ha contribuito alla tempestiva individuazione della situazione e all’avvio delle procedure di intervento.
L’allarme alle autorità e le prime misure di contenimento
Dopo aver rilevato la presenza del liquido anomalo nel Naviglio, il personale di Gruppo Cap avrebbe immediatamente attivato le procedure previste, informando gli enti competenti e mettendo in campo le prime azioni per limitare la diffusione della sostanza. “Constatata la criticità, il personale ha immediatamente dato l’allarme alle autorità competenti e si è attivato con tempestività per mettere in atto le prime misure di contenimento, fondamentali per arginare la diffusione della sostanza e tutelare l’ambiente”, conclude l’azienda. L’intervento immediato avrebbe avuto come obiettivo principale quello di contenere gli effetti dello sversamento ambientale e ridurre il possibile impatto sul delicato equilibrio del corso d’acqua.
Indagini in corso, Gruppo Cap a disposizione degli enti competenti
Sul caso restano ora gli approfondimenti delle autorità incaricate di ricostruire l’origine dello sversamento nel Naviglio e individuare eventuali responsabilità. Gruppo Cap ha confermato la propria disponibilità a collaborare fornendo il supporto tecnico necessario alle verifiche. “L’azienda resta a completa disposizione delle autorità preposte per fornire tutto il supporto tecnico necessario ad agevolare le indagini”, conclude la società. La vicenda rimane quindi al centro delle verifiche ambientali, con l’obiettivo di chiarire la provenienza del liquido riversato nelle acque e garantire la tutela del territorio interessato.
