Brusca frenata per il commercio estero della Svizzera. Dopo la forte progressione registrata a luglio, nel mese di agosto le esportazioni svizzere sono diminuite del 17,2% rispetto al mese precedente, risentendo in maniera determinante dell’andamento del settore chimico-farmaceutico, che continua a esercitare un peso decisivo sui dati complessivi dell’interscambio della Confederazione. La contrazione arriva immediatamente dopo un mese particolarmente dinamico: a luglio, infatti, il valore delle esportazioni era aumentato del 14,6%. Il passaggio dal +14,6% al -17,2% evidenzia quindi una marcata volatilità mensile dei flussi commerciali, legata soprattutto alle oscillazioni registrate dal principale comparto esportatore del Paese. In diminuzione sono risultate anche le importazioni svizzere, che ad agosto hanno fatto segnare una flessione dell’11,6%, dopo essere già diminuite del 2,5% a luglio. I dati sono stati pubblicati dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) e mostrano un arretramento particolarmente evidente dei valori nominali dell’interscambio.
Export a 23,1 miliardi di franchi, importazioni a 17,4 miliardi
Nel corso di agosto la Svizzera ha esportato complessivamente merci per 23,1 miliardi di franchi, mentre il valore dei beni entrati nel Paese si è attestato a 17,4 miliardi di franchi. Nonostante la marcata contrazione registrata sia dalle esportazioni sia dalle importazioni, il saldo rimane nettamente favorevole alla Confederazione. La differenza tra merci esportate e importate determina infatti un’eccedenza commerciale di 5,6 miliardi di franchi nel periodo considerato. Il dato conferma quindi come, anche in un mese caratterizzato da una significativa diminuzione dei flussi commerciali, il valore delle esportazioni svizzere continui a superare ampiamente quello delle importazioni. Particolarmente importante è distinguere tra le variazioni nominali e quelle reali. Le percentuali del -17,2% per l’export e del -11,6% per l’import fanno riferimento ai valori nominali. Correggendo i dati per l’effetto dei prezzi, la flessione risulta sensibilmente meno accentuata. In termini reali, ad agosto le esportazioni sono diminuite dell’8,6%, mentre le importazioni hanno registrato una contrazione del 3,1%.
Chimica e farmaceutica crollano del 32,2% e trascinano l’export
Il dato che più di ogni altro contribuisce a spiegare la brusca frenata delle esportazioni riguarda il settore chimico-farmaceutico, di gran lunga il comparto più importante dell’export svizzero. Ad agosto le esportazioni di prodotti appartenenti a questo settore sono diminuite, in termini nominali, del 32,2% rispetto al mese precedente, attestandosi a un valore complessivo di 11 miliardi di franchi. Si tratta di una variazione di dimensioni tali da condizionare l’intero dato nazionale. L’UDSC sottolinea infatti un elemento particolarmente significativo: facendo astrazione dal comparto chimico-farmaceutico, l’andamento complessivo delle esportazioni sarebbe stato positivo. Il -17,2% dell’export totale non descrive dunque una contrazione generalizzata di tutti i principali settori produttivi svizzeri. Al contrario, diversi comparti hanno chiuso agosto in crescita, mentre la pesante diminuzione della chimica e della farmaceutica ha avuto un impatto dominante sul risultato complessivo.
Macchine ed elettronica crescono, arretra l’orologeria
Il quadro settoriale delle esportazioni appare infatti fortemente differenziato. Alle spalle della chimica-farmaceutica si colloca il comparto delle macchine e dell’elettronica, che ha mostrato una dinamica opposta rispetto al principale settore dell’export. Le esportazioni di macchinari ed elettronica sono aumentate del 6,3%, raggiungendo un valore di 4,7 miliardi di franchi. È uno dei segnali positivi che emergono dai dati di agosto e che contribuiscono a ridimensionare l’idea di una frenata uniforme dell’apparato esportatore svizzero. Diversa la situazione dell’orologeria, altro settore fortemente identificativo dell’economia elvetica e particolarmente esposto alla domanda internazionale. Le esportazioni di orologi sono diminuite del 7,2%, attestandosi a 2,2 miliardi di franchi. Positivo invece il risultato dei gioielli, le cui esportazioni sono aumentate del 6%, raggiungendo 1 miliardo di franchi. Sostanzialmente stabile il settore delle derrate alimentari, che ha registrato una variazione negativa limitata allo 0,1%, per un valore complessivo di 800 milioni di franchi. La fotografia settoriale mostra quindi una Svizzera a più velocità: alla forte contrazione della chimica-farmaceutica e alla flessione dell’orologeria si contrappongono gli incrementi di macchinari, elettronica e gioielleria.
Export svizzero verso l’Italia in calo del 21,4%
La frenata assume una particolare rilevanza anche osservando la distribuzione geografica delle esportazioni. L’Europa rimane nettamente il principale mercato di destinazione dei prodotti svizzeri, nonostante una diminuzione complessiva del 9,1%. Ad agosto le esportazioni della Confederazione verso i Paesi europei hanno raggiunto 15 miliardi di franchi, confermando la centralità del continente per gli scambi commerciali elvetici. All’interno dell’Europa, tuttavia, le dinamiche sono molto differenti da un Paese all’altro. La Germania, uno dei partner commerciali più importanti della Svizzera, ha registrato una crescita del 2%, con esportazioni svizzere per 3,9 miliardi di franchi. Particolarmente marcata è stata invece la diminuzione relativa alla Slovenia, verso la quale l’export è sceso del 41,1%, attestandosi comunque a 2,9 miliardi di franchi. Significativo anche il dato riguardante l’Italia. Le merci svizzere esportate sul mercato italiano hanno raggiunto un valore di 1,6 miliardi di franchi, con una contrazione del 21,4% rispetto al mese precedente. In diminuzione anche la Francia, dove le esportazioni svizzere sono scese del 4,1%, fermandosi a 1,2 miliardi di franchi.
Stati Uniti, brusca frenata delle esportazioni: -31,2%
La contrazione risulta ancora più evidente spostando l’attenzione dall’Europa al Nord America. Le esportazioni svizzere verso il continente sono diminuite complessivamente del 31%, raggiungendo un valore di 3,2 miliardi di franchi. A pesare è soprattutto l’andamento degli Stati Uniti, uno dei mercati più importanti in assoluto per l’economia svizzera. L’export verso gli USA è diminuito del 31,2%, scendendo a 3 miliardi di franchi. Nonostante questa pesante contrazione mensile, gli Stati Uniti rimangono il secondo importatore di merci provenienti dalla Confederazione, a conferma della rilevanza del mercato statunitense per le imprese esportatrici elvetiche.
Cina in calo del 28,9%, arretrano le esportazioni verso l’Asia
Il rallentamento non riguarda soltanto Europa e Nord America. Anche l’Asia ha registrato una significativa diminuzione degli acquisti di merci svizzere. Le esportazioni dirette verso il continente asiatico sono diminuite complessivamente del 18,9%, attestandosi a 4,1 miliardi di franchi. All’interno di questo scenario spicca la debolezza della Cina. Le esportazioni svizzere destinate al mercato cinese sono diminuite del 28,9%, scendendo a 1,1 miliardi di franchi. Il dato cinese contribuisce così alla flessione complessiva registrata dall’Asia e si inserisce in un mese nel quale le vendite svizzere all’estero hanno mostrato arretramenti consistenti in alcuni dei principali mercati mondiali.
Importazioni svizzere, il chimico-farmaceutico perde il 35,8%
Anche sul fronte delle importazioni il comparto chimico-farmaceutico si conferma quello di maggiore peso e, contemporaneamente, quello caratterizzato dalla flessione più marcata tra i principali settori. Le importazioni di prodotti chimici e farmaceutici sono diminuite del 35,8%, attestandosi a 4,4 miliardi di franchi. Anche in questo caso il dato contribuisce in maniera determinante alla contrazione complessiva dell’import svizzero, che ad agosto è diminuito nominalmente dell’11,6%. Il secondo settore per valore è quello delle macchine e dell’elettronica, le cui importazioni sono invece aumentate dell’1,4%, raggiungendo 3,8 miliardi di franchi.
Aumentano le importazioni di veicoli, metalli e prodotti alimentari
Tra i comparti in crescita spiccano soprattutto i veicoli. Ad agosto le importazioni svizzere del settore sono aumentate del 10,3%, raggiungendo un valore di 1,9 miliardi di franchi. Lieve incremento anche per le derrate alimentari, con un +0,1% e un valore complessivo di 1,4 miliardi di franchi. Più consistente la crescita delle importazioni di metalli, aumentate del 7% fino a raggiungere 1,2 miliardi di franchi. Anche il quadro dell’import conferma dunque come la flessione generale non sia stata uniforme. Alcuni settori hanno registrato aumenti anche significativi, ma questi non sono stati sufficienti a compensare la forte diminuzione del comparto chimico-farmaceutico.
Europa principale fonte delle importazioni svizzere
Dal punto di vista geografico, l’Europa rimane anche la principale area di provenienza delle merci importate dalla Svizzera. Ad agosto le importazioni provenienti dai Paesi europei hanno raggiunto 13,2 miliardi di franchi, registrando una contrazione del 7,5% rispetto al mese precedente. La diminuzione è stata decisamente più contenuta per gli acquisti provenienti dall’Asia, scesi dell’1,2% a 3,6 miliardi di franchi. Ancora più limitata in termini assoluti, ma leggermente superiore in termini percentuali, la contrazione delle importazioni dal Nord America, diminuite del 2,7% e attestatesi a 1,2 miliardi di franchi.
Commercio estero svizzero, agosto segna una netta inversione rispetto a luglio
I dati di agosto delineano quindi una netta inversione di tendenza rispetto alla forte progressione delle esportazioni osservata a luglio. Il passaggio da una crescita nominale del 14,6% a una flessione del 17,2% è particolarmente marcato, ma la composizione settoriale del dato permette di comprenderne meglio la portata. Il principale fattore alla base della contrazione è infatti il crollo del 32,2% delle esportazioni chimico-farmaceutiche. Al netto di questo settore, secondo quanto evidenziato dall’UDSC, il risultato dell’export sarebbe stato positivo. Parallelamente, alcuni comparti hanno continuato a crescere: macchine ed elettronica hanno guadagnato il 6,3% sul fronte delle esportazioni e i gioielli il 6%, mentre tra le importazioni sono aumentati soprattutto i veicoli, con un +10,3%, e i metalli, con un +7%. Sul piano internazionale, invece, emergono le forti contrazioni registrate verso alcuni mercati strategici: Italia -21,4%, Stati Uniti -31,2% e Cina -28,9%. L’Europa, nonostante il calo del 9,1%, continua a rappresentare di gran lunga il principale mercato di destinazione delle merci svizzere. Il mese si chiude infine con un elemento che rimane nettamente positivo per la bilancia commerciale della Confederazione: a fronte di 23,1 miliardi di franchi di esportazioni e 17,4 miliardi di importazioni, la Svizzera conserva un’eccedenza commerciale di 5,6 miliardi di franchi.
