Prosegue il percorso nazionale dedicato alle tecnologie trenchless e alle nuove regole tecniche destinate a incidere sulla progettazione, realizzazione e gestione delle infrastrutture del sottosuolo. Dopo le tappe di Fano, Milano e Napoli, il ciclo di incontri organizzato da UNI – Ente Italiano di Normazione e IATT Impresa Sociale ETS arriverà il 7 ottobre a Piacenza, con un appuntamento dedicato alle nuove norme tecniche UNI 11990-1/2/3 e alla loro applicazione nei settori strategici delle reti idriche, energetiche, delle telecomunicazioni e dell’oil & gas. L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 9:00 presso PIACENZA EXPO – Località Le Mose, Via Tirotti 11, nell’ambito di GEOFLUID, nella Sala Padiglione 3. Il calendario degli appuntamenti proseguirà fino agli inizi del 2027, con l’obiettivo di approfondire il ruolo della normazione tecnica nella diffusione delle soluzioni a basso impatto per le infrastrutture interrate.
Nuove norme UNI per le infrastrutture del sottosuolo
Al centro del confronto ci saranno le tre nuove norme UNI 11990-1/2/3, nate per introdurre riferimenti condivisi nella progettazione e nella realizzazione di infrastrutture interrate attraverso tecnologie trenchless, cioè sistemi in grado di consentire la posa, la manutenzione e il rinnovamento delle reti nel sottosuolo limitando o eliminando il ricorso ai tradizionali scavi a cielo aperto. Le norme forniscono strumenti tecnici comuni a progettisti, imprese, gestori e stazioni appaltanti, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza, migliorare la qualità degli interventi e rafforzare la sostenibilità ambientale delle opere. A completare il quadro normativo interviene anche la UNI/PdR 196:2026, dedicata in particolare alla gestione dei fluidi e dei fanghi bentonitici utilizzati nelle lavorazioni trenchless. Il nuovo sistema di riferimenti tecnici assume così un’importanza crescente in settori nei quali la necessità di intervenire su reti e infrastrutture esistenti deve confrontarsi con esigenze ambientali, operative e urbane sempre più stringenti.
Cosa sono le tecnologie trenchless e perché riducono gli scavi
Le tecnologie trenchless consentono di operare nel sottosuolo riducendo sensibilmente, o in determinati casi eliminando del tutto, gli scavi tradizionali a cielo aperto. Si tratta di un approccio particolarmente rilevante nei contesti urbani, dove gli interventi sulle reti dei sottoservizi possono determinare chiusure stradali, problemi alla circolazione, occupazione prolungata del suolo pubblico e impatti significativi sulle attività cittadine. L’utilizzo di tecniche a basso impatto consente invece di intervenire sulle infrastrutture interrate limitando l’estensione degli scavi e riducendo le interferenze con la superficie, con ricadute importanti sul fronte della mobilità urbana, della sicurezza dei cantieri e della sostenibilità complessiva degli interventi. Le nuove norme UNI puntano quindi a rafforzare un settore destinato ad assumere un ruolo sempre più significativo nell’ammodernamento delle reti idriche, energetiche e di telecomunicazione.
Standard tecnici comuni per progettisti, imprese e Pubblica Amministrazione
La definizione di criteri tecnici condivisi e di procedure standardizzate punta anche a migliorare il rapporto tra i diversi soggetti coinvolti nella realizzazione delle opere. Le nuove norme rafforzano infatti il quadro di riferimento per progettisti, imprese, gestori e Pubblica Amministrazione, creando una base comune sulla quale impostare progettazione, esecuzione, controllo e valutazione degli interventi. Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le gare d’appalto, nelle quali la disponibilità di standard riconosciuti permette di definire in maniera più chiara caratteristiche tecniche, requisiti e modalità operative. In questo ambito IATT svolge il ruolo di interlocutore tecnico qualificato a supporto delle stazioni appaltanti, mettendo a disposizione competenze specialistiche legate all’impiego delle tecnologie a basso impatto.
Trombetti: “la normazione è uno strumento fondamentale”
Sul valore delle nuove norme interviene Paolo Trombetti, Presidente IATT, sottolineando il ruolo della standardizzazione nella diffusione delle tecnologie trenchless e nel consolidamento della loro affidabilità all’interno del settore infrastrutturale. “La normazione è uno strumento fondamentale per accompagnare la crescita delle tecnologie trenchless e consolidarne il riconoscimento, aumentandone la fiducia come soluzioni valide e sicure per le infrastrutture del sottosuolo. IATT ha contribuito alla pubblicazione di numerose prassi di riferimento UNI dedicate al settore, alla loro diffusione e allo sviluppo della successiva normativa tecnica, oltre che al riconoscimento delle tecnologie a basso impatto nella categoria OS35 del Codice degli Appalti”, commenta Paolo Trombetti, Presidente IATT. Il richiamo alla categoria OS35 del Codice degli Appalti evidenzia il percorso di riconoscimento delle tecnologie a basso impatto all’interno del sistema degli appalti pubblici e il progressivo consolidamento del loro ruolo nella realizzazione delle infrastrutture del sottosuolo.
Spinetto: più sicurezza e meno disagi al traffico
Il presidente di UNI, Marco Spinetto, pone invece l’accento sulle ricadute concrete che la normazione può produrre sulla qualità del lavoro e sulla vivibilità degli spazi urbani. “La normazione da sempre ha come obiettivo finale il benessere delle persone, che nel caso delle tecnologie trenchless si esplicita sotto forma di condizioni di lavoro più sicure, eliminazione dei disagi al traffico cittadino e quindi città più vivibili. Quanto più le norme UNI 11990 e la UNI/PdR 196 diventeranno “la regola” tanto più avremo raggiunto il nostro obiettivo di creare «un mondo fatto bene”, afferma Marco Spinetto, Presidente UNI. Il tema della riduzione dei disagi al traffico rappresenta uno degli elementi centrali nella diffusione delle tecnologie trenchless, soprattutto negli interventi eseguiti all’interno dei centri abitati e lungo le principali arterie urbane. Ridurre gli scavi significa infatti limitare l’occupazione della sede stradale, contenere le interruzioni alla circolazione e diminuire l’impatto dei cantieri sulla vita quotidiana delle città.
Sicurezza, sostenibilità e qualità delle opere al centro delle nuove regole
Le nuove norme rappresentano quindi un passaggio verso interventi trenchless più sicuri, trasparenti e sostenibili, con una maggiore uniformità delle procedure adottate dai diversi operatori. La standardizzazione può contribuire a ridurre le differenze operative tra un intervento e l’altro, favorendo una più chiara definizione delle responsabilità, dei requisiti tecnici e delle modalità di esecuzione. L’obiettivo è costruire un linguaggio condiviso capace di accompagnare l’intero ciclo dell’opera, dalla fase di progettazione alla realizzazione, fino alla gestione degli aspetti tecnici e ambientali collegati alle lavorazioni. La UNI/PdR 196:2026, in particolare, completa questo percorso intervenendo sulla gestione dei fluidi e dei fanghi bentonitici, elementi caratteristici di numerose lavorazioni trenchless.
A Piacenza tecnici ed esperti del settore
L’appuntamento del 7 ottobre a Piacenza sarà anche occasione di confronto tra rappresentanti degli enti di normazione, professionisti e soggetti direttamente coinvolti nello sviluppo delle infrastrutture del sottosuolo. All’evento parteciperanno, tra gli altri, Andrea Mora, Funzionario Tecnico UNI, Filippo Cappotto, Presidente Fondazione Centro Studi del Consiglio Nazionale dei Geologi e Paola Finocchi, Segretario Generale IATT. La tappa di GEOFLUID si inserisce in un percorso di approfondimento che continuerà nei prossimi mesi e fino agli inizi del 2027, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle nuove norme e favorirne l’utilizzo nei diversi comparti interessati. Il confronto sulla normazione delle tecnologie trenchless assume così un valore strategico nel processo di modernizzazione delle infrastrutture interrate, dove sicurezza, sostenibilità, qualità delle opere e riduzione dell’impatto urbano diventano elementi sempre più centrali nella progettazione degli interventi.
