Terremoto, forte scossa di terremoto al confine Messico-Guatemala | DATI e MAPPE

Una forte scossa di terremoto si è verificata davanti alla costa del Messico meridionale alle 06:28 locali (le 14:28 italiane) di oggi

Una forte scossa di terremoto si è verificata davanti alla costa del Messico meridionale alle 06:28 locali (le 14:28 italiane) di oggi, mercoledì 2 settembre. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 5.6 con epicentro individuato in mare, più precisamente 71km a ovest-sudovest di Puerto Madero, vicino al confine con il Guatemala. Il terremoto è avvenuto ad una profondità di 10km. Non sono noti al momento danni a persone o cose. Il tratto di oceano al largo di Puerto Madero, nel Chiapas meridionale, rappresenta la manifestazione visibile di uno dei motori geologici più dinamici del pianeta. In quest’area del Pacifico orientale, la placca oceanica di Cocos scivola verso nord-est e si incunea al di sotto della placca nordamericana e di quella dei Caraibi, in un processo geologico noto come subduzione che dà origine alla Fossa Mesoamericana.

La tettonica del Pacifico messicano e la subduzione della placca di Cocos

La dinamica che caratterizza il settore costiero tra il Messico meridionale e il Guatemala è dominata dalla convergenza ad alta velocità della placca di Cocos. Questa placca oceanica, relativamente giovane e densa, avanza verso il continente a una velocità media compresa tra i 6 e gli 8 centimetri all’anno. Quando la roccia oceanica spinge contro la crosta continentale sovrastante, l’attrito blocca temporaneamente i margini di contatto. Le rocce accumulano così un quantitativo immenso di energia elastica per decenni, fino a quando il punto di rottura viene superato e la frattura si propaga istantaneamente lungo il piano di faglia, liberando le onde sismiche che avvertiamo in superficie.

Il fatto che l’ipocentro della scossa sia stato individuato a una profondità ridotta, circa 10 chilometri, indica che la rottura è avvenuta nella porzione più superficiale della zona di contatto o all’interno della crosta superiore sovrastante. I terremoti superficiali in prossimità della costa tendono a produrre un risentimento sismico distinto nelle località costiere più vicine come Puerto Madero e Tapachula, pur dissipando la propria energia su distanze minori rispetto ai grandi eventi ipocentrali più profondi.

Perché la costa tra Chiapas e Guatemala registra terremoti continui

La zona di confine tra lo stato messicano del Chiapas e il Guatemala non è semplicemente una fascia di subduzione standard, ma un nodo geologico di straordinaria complessità. Nelle vicinanze di questo tratto costiero si trova una giunzione tripla, un punto ideale in cui interagiscono tre differenti placche tettoniche: la placca di Cocos, la placca nordamericana e la placca dei Caraibi. Questa convergenza multipolare genera un campo di deformazione estremamente articolato, caratterizzato non soltanto da faglie inverse collegate al piano di subduzione principale, ma anche da sistemi di faglie trascorrenti e intraplacca che attraversano sia la crosta oceanica che quella continentale.

L’intensa attività sismica del Chiapas e della regione del Soconusco rappresenta il meccanismo naturale attraverso cui la Terra scarica le tensioni accumulate da questo costante movimento coordinato. Centinaia di piccoli e medi eventi sismici si verificano ogni anno in questo settore marino, agendo come piccoli aggiustamenti di assestamento lungo i blocchi crostali. Tuttavia, la presenza di settori di faglia che rimangono bloccati per lunghi periodi crea le premesse per eventi di magnitudo ben più elevata.

I grandi precedenti storici dei terremoti nel Messico meridionale

La storia sismica del Messico meridionale è costellata di eventi di grande e grandissima intensità che hanno plasmato la memoria e la prevenzione del Paese. Il precedente più rilevante ed emblematico dell’era moderna risale al 7 settembre 2017, quando un devastante terremoto di magnitudo 8.2 colpì proprio il Golfo di Tehuantepec, al largo della costa del Chiapas. Quel sisma, generato da una rottura intraplacca all’interno della placca di Cocos che si stava piegando mentre affondava nel mantello, fu uno dei più forti mai registrati nella storia del Messico, provocando ingenti danni, numerose vittime e attivando un’allerta tsunami in gran parte del Pacifico.

Andando più indietro nel tempo, la regione di confine tra Chiapas e Guatemala ha visto altri eventi catastrofici, come il grande terremoto di San Marcos del 1902, stimato con una magnitudo superiore a 7.5, che causò distruzioni diffuse nell’America Centrale occidentale. In tempi più recenti, scosse di magnitudo compresa tra 6.9 e 7.4 hanno interessato la medesima area costiera, confermando come il segmento di subduzione del Chiapas sia costantemente attivo e in grado di generare sequenze sismiche prolungate.