Terremoto, scossa davanti alle coste della Grecia centrale | DATI e MAPPE

Una scossa di terremoto si è verificata davanti alle coste della Grecia centrale alle 20:51 locali (le 19:51 italiane) di oggi, sabato 12 settembre

Una scossa di terremoto si è verificata davanti alle coste della Grecia centrale alle 20:51 locali (le 19:51 italiane) di oggi, sabato 12 settembre. I sismografi hanno registrato un sisma di magnitudo 4.8, con profondità di appena 12km. Non sono noti danni a persone o cose. La scossa odierna si inserisce in uno dei contesti geologici più dinamici dell’intero Mediterraneo. La Grecia si trova infatti in una zona nella quale interagiscono grandi placche tettoniche e numerosi blocchi crostali più piccoli, sottoposti contemporaneamente a compressione, scorrimento ed estensione.

A sud del Paese, lungo l’Arco Ellenico, la placca africana si immerge progressivamente al di sotto della microplacca egea. Questo processo, conosciuto come subduzione, non produce effetti esclusivamente lungo le coste meridionali e nelle isole, ma condiziona la deformazione di una parte molto più vasta del territorio greco.

La regione egea tende inoltre ad allargarsi in direzione nord-sud. La crosta viene lentamente stirata e suddivisa da numerose faglie attive, molte delle quali sono di tipo normale: lungo queste strutture un blocco roccioso scende rispetto a quello adiacente, liberando l’energia accumulata nel tempo. È questo il meccanismo responsabile di una parte rilevante dei terremoti superficiali della Grecia centrale.

Non è quindi una singola faglia a spiegare tutta la sismicità della regione. Il territorio è attraversato da un mosaico di strutture tettoniche, alcune note e studiate in modo dettagliato, altre riconoscibili soprattutto attraverso la distribuzione degli epicentri e le moderne misurazioni satellitari.

Il Golfo di Corinto e le faglie della Grecia centrale

Uno dei principali motori della sismicità regionale è il Golfo di Corinto, considerato uno dei sistemi di rift continentale più attivi e studiati al mondo. In quest’area la crosta si sta estendendo e le due sponde del golfo tendono ad allontanarsi di alcuni millimetri ogni anno. Il settore occidentale è particolarmente attivo, ma terremoti significativi possono verificarsi lungo l’intero sistema. Una ricerca scientifica dedicata alla sismicità del settore orientale descrive il Rift di Corinto come una delle aree sismicamente più attive d’Europa. Le sequenze possono comprendere una scossa principale seguita da repliche, ma anche sciami composti da numerosi eventi senza un terremoto nettamente dominante.

Più a nord, la Tessaglia e le zone interne della Grecia centrale presentano altri sistemi di faglie capaci di generare terremoti superficiali anche forti. Verso est, inoltre, l’isola di Eubea, il golfo omonimo e la regione dell’Attica risentono di un quadro strutturale altrettanto articolato. Senza conoscere le coordinate definitive e il meccanismo focale della scossa odierna, non è possibile associarla con certezza a una specifica faglia: il riferimento corretto rimane quindi quello al più ampio contesto tettonico della Grecia centrale.

I grandi terremoti storici nel Golfo di Corinto

Le testimonianze storiche documentano terremoti distruttivi nell’area del Golfo di Corinto fin dall’antichità. Uno degli episodi più importanti avvenne il 26 dicembre 1861 nei pressi di Eliki, lungo la sponda meridionale del golfo. Le ricostruzioni attribuiscono all’evento una magnitudo compresa approssimativamente tra 6.6 e 6.7. La rottura provocò gravi danni su entrambe le coste e fu accompagnata da onde di maremoto locali.

Ancora più nota è la sequenza iniziata il 24 febbraio 1981 nel settore orientale del golfo. Nell’arco di pochi giorni si verificarono tre forti terremoti, rispettivamente di magnitudo 6.7, 6.4 e 6.4. Le scosse interessarono Corinto e furono avvertite con grande intensità anche ad Atene. Migliaia di edifici subirono danni e la sequenza provocò vittime e centinaia di feriti.

Il terremoto di Sofades del 1954 e la sismicità della Tessaglia

Tra i precedenti più rilevanti della Grecia centrale figura il terremoto di Sofades del 30 aprile 1954. La magnitudo è stata stimata tra 6.7 e 7.0 e gli effetti furono particolarmente pesanti nelle province di Karditsa, Larissa, Trikala, Ftiotide, Magnesia ed Evritania. Il sisma causò vittime, centinaia di feriti e il danneggiamento o la distruzione di migliaia di costruzioni. L’evento è tuttora considerato uno dei terremoti più importanti della storia sismica moderna della Grecia continentale. La sua origine viene collegata a un sistema di faglie attive interno alla Tessaglia, a conferma del fatto che i terremoti più forti non si concentrano esclusivamente lungo l’Arco Ellenico o nelle isole.

Più recentemente, nel marzo 2021, la zona di Larissa e Tyrnavos è stata interessata da una nuova sequenza significativa. La scossa principale, di magnitudo superiore a 6, fu seguita da numerose repliche e provocò danni in diversi centri abitati. Anche questa crisi sismica è stata ricondotta alla distensione della crosta che caratterizza la Grecia centrale.

Atene e il terremoto del 1999

Un altro precedente fondamentale è rappresentato dal terremoto di Atene del 7 settembre 1999. La magnitudo, circa 6.0, non fu eccezionale rispetto ad altri grandi terremoti greci, ma la vicinanza dell’epicentro a un’area densamente popolata trasformò l’evento in una catastrofe. La scossa provocò il crollo di numerosi edifici, oltre cento vittime e migliaia di feriti. Quel terremoto dimostrò che il rischio non dipende soltanto dalla quantità di energia liberata, ma nasce dall’incontro tra pericolosità sismica, vulnerabilità degli edifici ed esposizione della popolazione. Un terremoto moderatamente forte vicino a una metropoli può produrre conseguenze molto più gravi di un evento energeticamente superiore avvenuto lontano dai centri abitati.