Terremoto scuote la provincia di Foggia, epicentro nel Golfo di Manfredonia | DATI e MAPPE

Un sisma è stato registrato alle 06:48 di questa mattina a 27 km di profondità, con epicentro a 12 km a Est di Manfredonia

La terra è tornata a tremare in Puglia nella prima mattina di oggi, 22 settembre 2026: un terremoto magnitudo 3.2 è stato registrato dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’evento sismico si è verificato alle 06:48, con epicentro localizzato nelle acque del Golfo di Manfredonia, in provincia di Foggia. Secondo i rilevamenti tecnici rilasciati dalla sala sismica, il sisma ha avuto un ipocentro situato a 27 km di profondità. Le coordinate geografiche posizionano l’epicentro a 12 km a Est del centro abitato di Manfredonia, a 35 km a Nord/Ovest della città di Barletta e a 38 km a Nord/Est di Cerignola. La scossa si è originata inoltre a 44 km a Nord/Ovest di Andria e a 45 km a Est di Foggia, coinvolgendo un’ampia porzione di territorio densamente popolata che si affaccia sul mare Adriatico.

Le cause geologiche dei terremoti nell’area garganica

Il promontorio del Gargano e il vicino Golfo di Manfredonia rappresentano una delle aree sismogeniche più complesse e attive dell’intera penisola italiana. Questa continua dinamica sotterranea è il risultato diretto dello scontro tettonico in atto tra la microplacca Adriatica e la catena montuosa degli Appennini. La crosta terrestre in questo specifico settore pugliese è attraversata da un denso reticolo di faglie, in particolar modo strutture geologiche con un andamento orientato da Est verso Ovest e da Nord/Ovest verso Sud/Est. La complessa faglia di Mattinata è una delle strutture tettoniche più note e studiate di questo blocco crostale, ed è responsabile del costante accumulo e successivo rilascio di enorme stress meccanico. Quando l’energia elastica accumulata nel tempo lungo questi piani di rottura sotterranei supera la resistenza intrinseca delle rocce, si verifica uno scivolamento improvviso che genera le onde sismiche avvertite in superficie. La profondità di 27 km registrata per il terremoto odierno indica una rottura avvenuta nella parte medio-inferiore della crosta, una dinamica assolutamente tipica delle deformazioni profonde che caratterizzano il margine adriatico.

La sismicità storica del foggiano e del promontorio

L’intero blocco geologico del promontorio e delle zone costiere limitrofe vanta una storia sismica di estrema rilevanza, classificando il territorio come zona ad alta pericolosità. Analizzando i cataloghi sismici storici, emerge in modo inequivocabile come il Gargano sia stato teatro di eventi tellurici devastanti nel corso dei secoli passati. Il terremoto più noto e distruttivo documentato in questa specifica area è senza dubbio quello avvenuto nel 1627, un sisma di magnitudo stimata intorno a 6.7 che colpì duramente l’area di San Severo e del Gargano settentrionale, sprigionando un’energia tale da innescare persino un violento maremoto lungo le coste adriatiche. Altri eventi sismici altamente significativi si sono verificati nel 1893, con scosse molto forti che hanno interessato pesantemente l’area di Mattinata, e nel 1889, a testimonianza di una sismicità regionale costante e mai completamente dormiente. La registrazione strumentale di scosse minori, come quella odierna di magnitudo 3.2, rientra perfettamente nel normale e prevedibile rilascio di energia di un territorio geologicamente vivo e in costante mutamento.