Nel trevigiano, e più precisamente a Godega Sant’Urbano presso la distilleria Bottega, ha preso il via il periodo della vendemmia del celebre spumante. In questo luogo si respira ancora l’autentica tradizione agricola, portando avanti usanze oggi quasi del tutto desuete, come la meticolosa raccolta a mano dei grappoli e la pigiatura direttamente nei tini, per poi concludere con una festosa libagione di fine lavoro a base di prodotti locali. Rispetto ad alcune notizie diffuse di recente che parlavano di una raccolta anticipata al mese di luglio, è necessario precisare e spiegare che l’anticipo è in realtà di pochi giorni. Il problema principale di questi mesi, infatti, è stato la grandine e quindi l’intenso maltempo che ha colpito duramente i filari danneggiando una parte della produzione sul territorio.
Il meteo estremo e le previsioni
La stagione ha messo alla prova i produttori a causa di condizioni meteorologiche severe. “La vendemmia 2026 è stata caratterizzata da temperature notevolmente più elevate nel periodo compreso tra maggio e agosto – ha spiegato Sandro Bottega – solo paragonabili a quelle del 2003, ma con un picco storico delle giornate con oltre i 35°C; inoltre la piovosità si è ridotta dal 10 al 30% a seconda delle zone e soprattutto con fenomeni di grandine che hanno provocato in alcuni vigneti, perdite anche del 50%“. Tale andamento climatico ha determinato una vendemmia anticipata di circa 2 settimane nelle zone collinari e di 5 o 7 giorni in quelle pianeggianti. Complessivamente il 2026, secondo la previsione di Stefano Bottega, “sarà una buona annata, ma con quantitativi inferiori e con vini dalle caratteristiche organolettiche più moderne dato il grado alcolico più basso, ma dotati di maggior morbidezza e con una buona armonia di profumi“.
Mercato internazionale e nuove generazioni
Il settore vitivinicolo italiano ha subito una contrazione a causa dei dazi statunitensi, “ma a soffrire di più – rileva Sandro Bottega – sono stati i vini di più bassa qualità ma non nel Prosecco che è sempre più lo spumante preferito“. Il Prosecco rappresenta nel mondo il vero traino per il vino italiano e la Francia rappresenta saldamente il 3° mercato globale. Il prodotto subisce purtroppo imitazioni da parte di molti paesi, come australiani e brasiliani, la cui produzione reca danni ai volumi commerciali, “ma soprattutto all’ immagine del prodotto. Abbiamo però la speranza – auspica Sandro Bottega – che le normative riescano a proteggere la nostra denominazione“.
