Un video realizzato con l’intelligenza artificiale, ambientato in una versione “videoludica” della Toscana e caratterizzato da scene di guerra, esplosioni e attacchi contro alcuni luoghi simbolo di Firenze, è finito al centro di un’indagine della Procura di Firenze. Un uomo originario dell’Empolese è stato individuato come presunto autore del contenuto, pubblicato sui social network e successivamente rilanciato anche da alcune pagine satiriche. L’ipotesi di reato contestata dagli inquirenti è quella di istigazione alla violenza. Nei giorni scorsi la Digos e la Polizia postale hanno effettuato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, nell’ambito degli accertamenti avviati per ricostruire origine, finalità e contesto della produzione del filmato.
Il video generato con l’IA ispirato a “Call of Duty” con esplosioni e attacchi a Firenze
Il contenuto finito sotto osservazione è stato pubblicato online il 17 agosto e presenta una ricostruzione in stile videoludico di alcuni scenari della regione Toscana. Il riferimento principale è al celebre videogioco “Call of Duty”, una delle saghe più note nel panorama degli sparatutto militari. Nel filmato compaiono sequenze con combattimenti, sparatorie ed esplosioni, realizzate attraverso strumenti di intelligenza artificiale generativa. Tra le immagini che hanno attirato l’attenzione degli investigatori ci sono quelle relative a presunti attacchi contro alcuni dei luoghi più riconoscibili di Firenze. In una delle scene, un militare viene rappresentato mentre lancia un razzo contro il Palazzo di giustizia, mentre in un’altra sequenza il Ponte Vecchio viene mostrato durante una simulazione di distruzione. Le immagini, pur inserite in un contesto dichiaratamente ispirato al mondo dei videogiochi, hanno portato all’apertura di un fascicolo per verificare la possibile rilevanza penale dei contenuti diffusi.
La perquisizione della Digos e della Polizia postale nell’abitazione dell’autore
L’attività investigativa ha portato nei giorni scorsi alla perquisizione dell’abitazione dell’uomo da parte degli agenti della Digos e della Polizia postale. L’obiettivo degli accertamenti è stato quello di acquisire eventuale materiale utile alle indagini e verificare la presenza di altri contenuti collegati alla vicenda. Secondo quanto riferito dallo stesso indagato attraverso i propri canali social, la perquisizione sarebbe stata effettuata da otto agenti e avrebbe riguardato anche la ricerca di eventuale materiale riconducibile a ipotesi più gravi come terrorismo o attentati. Gli investigatori stanno ora analizzando il materiale raccolto per chiarire ogni aspetto della vicenda e stabilire se il contenuto possa essere ricondotto esclusivamente a una forma di satira e rappresentazione virtuale oppure se presenti elementi penalmente rilevanti.
L’autore: “realizzato con intenti ironici e satirici”
L’uomo ha spiegato pubblicamente di aver realizzato il video con finalità ironiche e satiriche, sostenendo quindi che il contenuto fosse stato concepito come una provocazione creativa attraverso gli strumenti dell’intelligenza artificiale e il linguaggio tipico dei videogiochi. Il filmato, secondo quanto emerso, risulta ancora disponibile online. La sua diffusione aveva attirato l’attenzione di diverse pagine social, comprese alcune realtà che lo avevano ripreso con finalità satiriche. A distanza di pochi giorni dalla prima pubblicazione, l’autore aveva inoltre diffuso un secondo contenuto ispirato questa volta al videogioco “Grand Theft Auto”, con ulteriori ambientazioni e personaggi collegati alla Toscana.
L’indagine dovrà chiarire natura e finalità dei contenuti diffusi online
La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione di immagini e video realistici, strumenti che consentono oggi di creare scenari estremamente dettagliati e difficilmente distinguibili, a un primo impatto, da produzioni tradizionali. Gli accertamenti della Procura di Firenze dovranno ora stabilire il contesto nel quale sono stati realizzati e pubblicati i due filmati, valutando in particolare la natura dei contenuti, le modalità della loro diffusione e le finalità perseguite dall’autore. Al momento l’unico elemento contestato formalmente è l’ipotesi di istigazione alla violenza, mentre saranno le verifiche investigative a determinare gli eventuali sviluppi della vicenda.
