Vortice polare in rinforzo sull’Artico, il super El Niño potrebbe stravolgere l’inverno 2027

I venti stratosferici stanno accelerando al Polo Nord, ma le previsioni a lungo termine indicano un possibile e drastico indebolimento tra gennaio e febbraio

L’emisfero Nord si prepara alla stagione fredda e il vortice polare sta seguendo la sua normale tabella di marcia, rinforzandosi progressivamente sopra i cieli dell’Artico. I dati più recenti raccolti dalla NASA indicano che la circolazione atmosferica ha ripreso il suo tipico andamento occidentale alla fine del mese di agosto 2026, per poi accelerare in modo netto durante la 1ª metà di settembre. Con la rapida diminuzione del riscaldamento diretto fornito dal Sole sulle regioni polari, la stratosfera si raffredda in modo repentino e l’anello di venti che isola l’aria gelida dalle medie latitudini diventa sempre più robusto. Le dinamiche di questa nuova stagione invernale potrebbero tuttavia essere pesantemente alterate da un altro protagonista assoluto del clima globale, ovvero un evento climatico di fortissima intensità che si sta sviluppando sul Pacifico e che promette di destabilizzare il vortice all’inizio del 2027.

I dati di settembre e l’attuale robustezza del vortice

Le misurazioni elaborate attraverso i sistemi di assimilazione della NASA confermano una partenza stagionale piuttosto vigorosa. Lo scorso 15 settembre i venti zonali calcolati a 60° di latitudine Nord e alla quota di 10 hPa, che corrisponde all’incirca a 30 km di altitudine, hanno raggiunto la velocità di 10,40 m/s, superando in modo evidente la media climatologica di riferimento fissata a 8,10 m/s. Si tratta di un processo del tutto fisiologico, guidato dal costante calo delle temperature nell’alta atmosfera del circolo polare che genera un’estesa area di bassa pressione chiusa in quota. Secondo le analisi basate sul modello ECMWF, questo anello di venti stratosferici continuerà a organizzarsi per tutto il mese di ottobre, mantenendo la vasta massa di aria gelida ben confinata alle latitudini più estreme e limitando di conseguenza eventuali ondate di freddo precoci.

L’interferenza del Niño e il possibile cedimento invernale

Se la 1ª fase della stagione fredda sembra dominata da un vortice polare compatto, gli scenari a lungo termine delineano un panorama nettamente differente per l’inizio del nuovo anno. La NOAA ha stimato una probabilità superiore al 90% per lo sviluppo di un episodio di El Niño estremamente intenso durante l’autunno e l’inverno, con un indice termico oceanico che potrebbe superare la soglia di anomalia di +2,5°C. Come evidenziato da recenti studi di settore, le forti anomalie del Pacifico possono amplificare l’attività delle onde planetarie, capaci di spingersi fino alla stratosfera e di disturbare la compattezza del vortice. Le proiezioni stagionali del programma Copernicus, che integrano i modelli ECMWF e del Met Office britannico, mostrano infatti un marcato calo della velocità dei venti zonali tra gennaio e febbraio del 2027, un chiaro segnale di un potenziale e profondo indebolimento della struttura barica polare.

Differenza tra indebolimento e collasso stratosferico

Va evidenziato che un segnale di indebolimento espresso dai modelli stagionali non equivale alla previsione certa di un riscaldamento stratosferico improvviso. Per decretare il collasso del vortice è necessario che i venti a 60° Nord invertano la loro direzione passando da occidentali a orientali, un evento che in genere innesca profonde alterazioni meteorologiche fino alla bassa troposfera. Un esempio lampante si è verificato nel corso della passata stagione invernale, quando una violenta divisione del vortice avvenuta all’inizio di marzo ha favorito una massiccia discesa di aria gelida verso l’Europa, manifestatasi nella 2ª metà di aprile del 2026 con temperature capaci di crollare fino a 10-15°C al di sotto delle medie. Al momento, l’odierna modellistica indica unicamente una tendenza a una maggiore vulnerabilità del vortice per la fase centrale dell’inverno, uno scenario affascinante ma che richiederà ulteriori conferme.