Peggiora il quadro epidemiologico legato al virus West Nile in Italia. Il settimo bollettino settimanale diffuso dall’Istituto superiore di sanità registra un aumento sia delle infezioni confermate sia dei decessi. I casi sono arrivati complessivamente a 594, rispetto ai 521 indicati nel rapporto precedente, mentre le vittime sono salite da 26 a 41. Il nuovo aggiornamento evidenzia quindi, nell’arco di una sola settimana, 73 ulteriori casi confermati e 15 nuovi decessi. Numeri che portano il bilancio del 2026 leggermente al di sopra di quello osservato nello stesso periodo dell’anno precedente per quanto riguarda le infezioni e le vittime. Il bollettino registra, infatti, “594 casi confermati di infezione nell’uomo (521 nel report precedente), di cui 306 si sono manifestati nella forma neuroinvasiva (di cui 5 casi importati: 1 Maldive, 1 Francia, 1 Belgio, 1 Grecia e 1 Olanda), 81 casi asintomatici identificati in donatori di sangue, 202 casi di febbre (1 caso importato da Burkina Faso), 4 casi con altri sintomi e 1 caso asintomatico. Tra i casi confermati sono stati notificati 41 decessi (di cui 1 in 1 caso importato)”.
Aumentano i decessi: il confronto con il 2025
Il dato più rilevante del nuovo rapporto riguarda il rapido incremento dei decessi associati al virus West Nile, passati dai 26 della settimana precedente agli attuali 41. L’aumento porta il bilancio del 2026 su livelli lievemente superiori rispetto a quelli registrati nello stesso momento della stagione epidemiologica del 2025. “Lo scorso anno – riporta l’Iss – nello stesso periodo erano 582 i casi segnalati, con 39 decessi”. Il confronto mostra come il numero complessivo delle infezioni confermate sia passato dai 582 casi del 2025 ai 594 del 2026, con una differenza di 12 contagi. Anche il numero delle vittime risulta più elevato, con 41 decessi rispetto ai 39 rilevati nello stesso periodo dello scorso anno. Il West Nile virus può determinare manifestazioni cliniche differenti. La parte più consistente dei casi riportati dall’Iss è rappresentata dalle forme neuroinvasive, che ammontano a 306. Seguono i 202 casi di febbre e gli 81 casi asintomatici individuati attraverso i controlli effettuati sui donatori di sangue. Il report segnala inoltre quattro infezioni caratterizzate da altri sintomi e un ulteriore caso asintomatico.
La letalità delle forme neuroinvasive raggiunge il 13,3%
In crescita anche la letalità calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone. Nel precedente bollettino il valore indicato era del 9,4%, mentre il nuovo aggiornamento dell’Istituto superiore di sanità lo colloca al 13,3%. “La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive autoctone finora segnalate e confermate, è pari al 13,3% (15% nello stesso periodo del 2025)”, si legge nel report. Nonostante l’aumento rispetto alla settimana precedente, la letalità rimane quindi inferiore al 15% registrato nello stesso periodo del 2025. Il dato viene calcolato esclusivamente sulle forme neuroinvasive autoctone finora segnalate e confermate, ossia sui casi contratti in Italia che hanno interessato il sistema nervoso. Tra le 306 forme neuroinvasive complessivamente registrate figurano anche cinque casi importati: uno con esposizione alle Maldive, uno in Francia, uno in Belgio, uno in Grecia e uno nei Paesi Bassi. Tra i 202 casi di febbre è invece indicata un’infezione importata dal Burkina Faso.
Il virus West Nile circola in 79 province e 19 regioni
Continua ad allargarsi anche la diffusione geografica del West Nile virus sul territorio nazionale. Le province nelle quali è stata dimostrata la circolazione virale sono diventate 79, distribuite in 19 regioni italiane. “Salgono a 79 le province con dimostrata circolazione del Wnv, appartenenti a 19 regioni (nello scorso bollettino erano 75 province in 19 regioni)”. Rispetto alla settimana precedente, il numero delle regioni coinvolte resta dunque invariato, mentre le province interessate passano da 75 a 79. L’incremento conferma un’ulteriore estensione territoriale della circolazione del virus, parallelamente alla crescita delle infezioni confermate nell’uomo.
Usutu virus, i casi aumentano da 10 a 12
Il bollettino dell’Iss contiene anche un aggiornamento sulla diffusione dell’Usutu virus. I casi segnalati nello stesso periodo sono saliti a 12, due in più rispetto ai 10 riportati una settimana prima. “Nello stesso periodo sono stati segnalati 12 casi di Usutu virus (7 Lombardia, 1 Emilia-Romagna, 1 Marche, 1 Lazio, 1 Piemonte, 1 Veneto)”. La Lombardia è la regione con il numero più elevato di casi, pari a sette. Le altre cinque infezioni risultano distribuite tra Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Piemonte e Veneto, con un caso per ciascuna regione.
Dengue, 265 casi confermati dall’inizio dell’anno
Accanto al peggioramento del quadro relativo alla West Nile, l’Istituto superiore di sanità segnala una crescita significativa anche dei casi di Dengue in Italia. Dal primo gennaio all’8 settembre 2026 sono state confermate 265 infezioni, rispetto alle 227 indicate nel precedente rapporto. “Dal 1 gennaio all’8 settembre 2026 al sistema di sorveglianza nazionale dell’Iss risultano 265 casi confermati di Dengue: 24 di questi sono autoctoni, mentre tutti gli altri casi sono associati a viaggi all’estero (56% con luogo di esposizione Maldive)”. Dei 265 casi complessivi, 24 sono autoctoni, mentre i restanti 241 sono associati a soggiorni o viaggi all’estero. Tra questi ultimi, il 56% presenta come luogo di esposizione le Maldive. Tra le persone contagiate non è stato segnalato alcun decesso: “nessun decesso”. Il confronto con la settimana precedente mette in evidenza un aumento complessivo di 38 casi confermati. Ancora più marcata è la crescita delle infezioni considerate autoctone, passate da tre a 24 in seguito all’identificazione di due distinti episodi di trasmissione locale.
Focolaio di Dengue in provincia di Livorno con 20 casi
Il principale episodio di trasmissione locale della Dengue è stato individuato in Toscana e comprende 20 persone contagiate. Tutti i casi sono sintomatici e presentano un’esposizione riconducibile a un Comune della provincia di Livorno. “Per il virus Dengue – riferisce l’Iss – sono stati identificati 2 episodi di trasmissione locale: un focolaio composto da 20 casi confermati di infezione, tutti sintomatici, con esposizione in un Comune della Provincia di Livorno (Toscana). Sono attualmente in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore; un altro focolaio è composto da 4 casi confermati di infezione, tutti sintomatici, con esposizione in alcuni Comuni della Provincia di Lecce (Puglia). Anche in questo caso sono in corso ulteriori indagini epidemiologiche e attività di contrasto al vettore”. Nel territorio interessato dal focolaio della provincia di Livorno sono quindi in corso sia gli approfondimenti epidemiologici sia gli interventi destinati al contrasto del vettore.
Quattro casi autoctoni di Dengue in provincia di Lecce
Il secondo focolaio di Dengue autoctona riguarda la provincia di Lecce. In questo caso le infezioni confermate sono quattro, tutte sintomatiche, con esposizione avvenuta in alcuni Comuni del territorio provinciale. Anche in Puglia proseguono le indagini epidemiologiche e le attività di contrasto al vettore. Il dato assume particolare rilievo nel confronto con il rapporto precedente, nel quale erano stati indicati complessivamente 227 casi di Dengue, ma soltanto tre erano stati identificati come autoctoni: due con esposizione in Puglia e uno in Toscana. Il nuovo aggiornamento porta invece a 24 il totale dei casi autoctoni, riconducendoli ai due episodi di trasmissione locale individuati nelle province di Livorno e Lecce.
Chikungunya, un caso autoctono su 25 infezioni confermate
Il quadro delle infezioni trasmesse da vettori comprende anche 25 casi confermati di Chikungunya. Uno è stato classificato come autoctono, mentre tutti gli altri risultano associati a viaggi all’estero. Per il 42% dei casi importati il luogo di esposizione indicato sono le Seychelles. “Sono inoltre stati registrati – aggiunge il bollettino Iss – 25 casi confermati di Chikungunya: 1 di questi casi è stato identificato come autoctono, mentre tutti gli altri sono associati a viaggi all’estero (42% con luogo di esposizione Seychelles). Nessun decesso” riportato. Anche per la Chikungunya, dunque, il bilancio non comprende vittime, mentre la presenza di un caso autoctono conferma l’avvenuta identificazione di almeno un’infezione acquisita sul territorio nazionale.
Zika, tre casi importati e nessun decesso
Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità si completa con i dati riguardanti lo Zika virus. Le infezioni confermate sono tre e risultano tutte collegate a viaggi all’estero. Sono stati segnalati infine “3 casi di Zika virus, tutti associati a viaggi all’estero, nessun decesso”. Il settimo bollettino settimanale consegna così un quadro caratterizzato soprattutto dal forte aumento dei decessi per West Nile, dalla crescita dei casi complessivi e dall’ulteriore estensione della circolazione virale sul territorio italiano. Parallelamente, il sistema di sorveglianza nazionale ha individuato due focolai autoctoni di Dengue, facendo salire da tre a 24 il numero delle infezioni acquisite localmente dall’inizio del 2026.
