A un anno dall’uragano Melissa, alcune zone della Giamaica sono ancora devastate

Alcune aree della Giamaica si stanno riprendendo lentamente, un anno dopo che l'uragano Melissa ha colpito l'isola con venti a 300km/h, classificandosi come tempesta di categoria 5

In Giamaica sta iniziando l’alta stagione turistica, ma l’economia del Paese fatica ancora a riprendersi dopo il passaggio dell’uragano Melissa, avvenuto esattamente un anno fa. La tempesta di categoria 5 ha investito la costa giamaicana il 28 ottobre 2025, con venti a 300km/h, lasciando il 77% dell’isola senza elettricità e radendo al suolo le località costiere sotto la spinta di un eccezionale storm surge (innalzamento di marea) e venti violentissimi. Kingston, la capitale, è stata risparmiata dagli effetti peggiori, ma le zone occidentali dell’isola hanno subito una devastazione totale. I danni a edifici e vegetazione hanno interessato l’intera traiettoria della tempesta, da un capo all’altro dell’isola. Si contano almeno 45 vittime.

Una ripresa lenta

Secondo quanto riportato dall’Associated Press, 20 hotel rimangono chiusi e il 61% di coloro che hanno presentato richieste di risarcimento assicurativo non ha ancora ricevuto l’indennizzo completo. Le perdite totali coperte da assicurazioni private potrebbero raggiungere i 4,2 miliardi di dollari. Le compagnie assicurative spiegano che i ritardi sono dovuti alla complessità delle procedure e alla carenza di periti assicurativi in ​​Giamaica. Anche la situazione delle scuole è tutt’altro che normale: un rapporto governativo, citato da un quotidiano locale, indica che 80 scuole pubbliche continuano a svolgere le lezioni “in tende e con turni a rotazione“.

Questa settimana, il Rio Times Online ha riferito che, ad aprile 2026, era stato utilizzato solo il 2,6% (26,2 milioni di dollari) degli 1,4 miliardi di dollari ricevuti in donazioni in denaro; un dato che solleva dubbi sull’efficacia del governo nel trasformare le donazioni in aiuti tempestivi. Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha reso noto che, a settembre, oltre 100.000 persone erano state identificate come aventi diritto a un sostegno; tuttavia, non è chiaro quante di esse abbiano effettivamente ricevuto assistenza o completato i lavori di riparazione.

L’eredità di Melissa

Cinque mesi dopo l’approdo sulla terraferma, la NOAA ha rivisto al rialzo la stima della velocità dei venti sostenuti di Melissa mentre si trovava sull’oceano, portandola a 305km/h: un dato che la pone, a pari merito, come l’uragano atlantico più intenso mai registrato. Melissa ha inoltre stabilito il record per la raffica di vento più forte mai rilevata da un velivolo da ricognizione, un primato confermato nel novembre 2025. A causa della devastazione causata in Giamaica, il nome “Melissa” è diventato il centesimo nome di un ciclone atlantico a essere ritirato dall’elenco ufficiale.