Oggi il mondo celebra l’Ada Lovelace Day, un appuntamento annuale di assoluta rilevanza dedicato al ruolo determinante delle donne nei campi della scienza, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica. Questa ricorrenza speciale nasce con il preciso intento di smantellare gli storici stereotipi di genere e di offrire solidi modelli di riferimento per le future generazioni. Istituita nel 2009 su iniziativa della giornalista e blogger britannica Suw Charman-Anderson, la giornata ha come scopo primario quello di garantire la giusta visibilità ai traguardi eccezionali ottenuti dai talenti femminili all’interno delle materie Stem. Tramite eventi divulgativi, iniziative scolastiche e campagne digitali, si lavora incessantemente per infondere fiducia nelle ragazze e incoraggiarle a intraprendere carriere scientifiche e tecnologiche senza alcun timore. L’intero movimento globale trae la propria ispirazione dal genio assoluto di una donna dell’epoca vittoriana, la cui visione pionieristica ha letteralmente gettato le fondamenta per lo sviluppo dei moderni sistemi informatici.
Chi era Ada Lovelace e l’intuizione che ha cambiato la tecnologia
Augusta Ada Byron, conosciuta universalmente come la 1ª programmatrice di computer al mondo, era una brillante matematica britannica vissuta nel XIX secolo. La sua fama è legata in modo indissolubile alla fitta collaborazione con Charles Babbage per lo sviluppo della Macchina Analitica, un complesso dispositivo meccanico che rappresenta a tutti gli effetti l’antenato dei calcolatori. A differenza di tutti i suoi contemporanei, i quali consideravano l’invenzione di Babbage come un banale strumento destinato al mero calcolo numerico, lei intuì che la macchina avrebbe potuto elaborare e manipolare qualsiasi tipo di informazione traducibile in numeri. All’interno dei suoi dettagliati appunti sviluppò un sofisticato algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli, un procedimento logico oggi riconosciuto all’unanimità dagli storici come il 1° vero programma informatico mai realizzato dall’umanità. Il suo lavoro fortemente visionario dimostra quanto l’impronta femminile sia stata cruciale fin dagli albori per la nascita della rivoluzione digitale su cui poggia l’intera società contemporanea.
