Allerta Meteo, prima spallata fredda dell’autunno: arriva la neve sulle Alpi, giovedì al Nord la giornata più fredda da 5 mesi

Allerta Meteo, l'ingresso di un'intensa perturbazione nord-atlantica porterà fiocchi abbondanti sotto i duemila metri e le temperature più basse degli ultimi cinque mesi al Nord-Ovest

Il quadro meteorologico sull’Europa e sull’Italia sta per subire una trasformazione radicale e di stampo prettamente autunnale. A partire dalla serata di domani, mercoledì 7 ottobre, una vasta saccatura alimentata da aria decisamente fredda d’origine nord-atlantica riuscirà a varcare la barriera alpina, facendo il suo ingresso trionfale sulle regioni del Nord-Ovest. Non ci troviamo di certo di fronte a un’ondata di gelo invernale anticipato, dal momento che siamo soltanto all’inizio della stagione autunnale e i grandi serbatoi freddi continentali devono ancora formarsi. Tuttavia, l’impatto di questa perturbazione fredda sarà notevole sia per l’ampiezza del calo termico sia per la violenza dei fenomeni associati. Il contrasto tra l’aria fresca in quota e i mari ancora miti genererà un profondo perno depressionario, capace di richiamare correnti via via più rigide direttamente dalle latitudini settentrionali europee, segnando il definitivo tramonto delle ultime velleità estive su gran parte del Paese.

Crollo delle temperature in pianura Padana e valori minimi da metà maggio

Le conseguenze più evidenti di questo primo vero strappo stagionale si manifesteranno con chiarezza nella giornata di dopodomani, giovedì 8 ottobre. Le regioni settentrionali, e in particolar modo il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Lombardia occidentale, sperimenteranno un brusco e generalizzato crollo termico, toccando le colonnine di mercurio più basse registrate negli ultimi cinque mesi. Nelle principali località della pianura Padana, tra cui Torino, Novara, Vercelli, Alessandria, Asti, Milano e Pavia, i valori massimi faticheranno a superare la soglia dei +17/+18°C, rimanendo diffusamente sotto la quota dei venti gradi centigradi. Un valore di questo tipo non si registrava dalla metà dello scorso mese di maggio, a conferma del fatto che la massa d’aria in arrivo spezzerà in modo netto la continuità climatica mite osservata finora. La drastica flessione delle temperature, combinata con la presenza di forti precipitazioni e forti venti dai quadranti settentrionali, regalerà un’atmosfera tipicamente di fine ottobre o addirittura inizio novembre, con uno scalino termico di circa dieci gradi rispetto ai giorni precedenti.

Bufere di neve e dettagli geografici sulle Alpi occidentali e sulle Alpi francesi

Il piatto forte di questa forte fase di maltempo sarà rappresentato dal ritorno della neve abbondante sulle Alpi occidentali. Le prime spolverate si faranno notare già nella tarda serata di mercoledì, per poi intensificarsi in modo imponente nella notte e nella giornata di giovedì. La quota neve crollerà vertiginosamente fino a posizionarsi tra i 1.700 e i 1.800 metri di altitudine, con accumuli particolarmente abbondanti ed eccezionali per il periodo al di sopra dei duemila metri. La geografia dell’evento vedrà in prima linea le Alpi Liguri e le Alpi Marittime, con fiocchi spettacolari che imbiancheranno le cime sopra Limone Piemonte, il valico del Colle della Maddalena, le alture di Entracque e i comprensori della Valle Vermenagna e della Valle Gesso, spingendosi verso il monregalese attorno a Prato Nevoso e Artesina. Spostandosi verso le Alpi Cozie e le Alpi Graie, l’effetto dello sbarramento orografico regalerà un paesaggio pienamente invernale a Sestriere, Claviere, Bardonecchia, Cesana Torinese e lungo i rilievi della Val di Susa e della Val Chisone, oltre che sulle balze rocciose attorno al Monviso, a Pian della Regina, in Valle Varaita sul Colle dell’Agnello e nella remota Valle Maira.

In Valle d’Aosta, la neve cadrà copiosa su celebri località turistiche come Breuil-Cervinia, Courmayeur, La Thuile, Cogne e nei valloni di Gressoney e Valtournenche, imbiancando le pendici del Monte Bianco, del Cervino e del massiccio del Gran Paradiso. Il manto nevoso risalirà con decisione anche le Alpi Pennine e le Alpi Lepontine, regalando un panorama incantato alle pareti del Monte Rosa sopra Macugnaga, alle alture di Alagna Valsesia, alla Val Formazza e ai valici di confine attorno a San Domenico di Varzo. Oltre il confine di Stato, anche il versante estero delle Alpi francesi vivrà ore di autentico sferzata invernale: le rinomate stazioni di Val d’Isère, Tignes, Montgenèvre, Serre Chevalier e Isola 2000, assieme ai leggendari valici automobilistici come il Col du Galibier e il Col de l’Iseran, verranno sommersi da decine di centimetri di neve fresca, offrendo uno scenario da piena stagione invernale.

allerta neve mercoledì 7 ottobre sera

La neve si estende a tutto l’arco alpino tra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Nord-Est

Nel corso della giornata di giovedì 8 ottobre, il fronte freddo proseguirà la sua marcia verso oriente, garantendo un’estensione dei fenomeni a tutto l’arco alpino. Sebbene al Nord-Ovest la quota neve risulterà leggermente più bassa a causa dell’aria fredda più concava e protetta, sulle regioni centrali ed orientali i fiocchi di neve faranno comunque la loro comparsa a quote di tutto rispetto per la prima decade di ottobre, assestandosi attorno ai 1.900/2.100 metri di altitudine. In Lombardia, la dama bianca tornerà ad ammantare le vette dell’Alta Valtellina e della Valchiavenna, imbiancando in modo suggestivo le strade di Livigno, le imponenti rampe del Passo dello Stelvio, il Passo del Tonale, Santa Caterina Valfurva e la conca di Bormio 2000.

Spostandosi più a est, il calo termico investirà in pieno il Trentino-Alto Adige, dove le nevicate colpiranno i principali valici e le vette delle Dolomiti. Località come Madonna di Campiglio, Solda, il Passo di Resia, Canazei, la Val Gardena, la Val Badia e i valici alpini del Passo Pordoi, del Passo Sella e del Passo Gardena vedranno un deciso abbassamento del limite delle nevicate, con accumuli scenografici sulle cime e sulle piste più alte. Infine, il peggioramento raggiungerà il Nord-Est, interessando le montagne del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia. I rilievi attorno a Cortina d’Ampezzo, dal Passo Falzarego alle Tre Cime di Lavaredo, fino alla Marmolada, a Sappada e alla zona di Sella Nevea nel tarvisiano, assisteranno alla trasformazione della pioggia in neve, chiudendo il cerchio di una giornata di maltempo davvero memorabile per le nostre montagne.

L’Europa ripiomba nell’inverno tra il ciclone sul Baltico e il freddo in pianura

Il netto raffreddamento che colpirà l’Italia settentrionale rappresenta in realtà solo l’appendice meridionale di un ben più vasto e severo stravolgimento atmosferico a scala continentale. Nella serata di giovedì, l’Europa centro-settentrionale assaporerà infatti qualche ora d’inverno vero e proprio. La genesi di un profondo e minaccioso ciclone sul Baltico funzionerà come una vera e propria pompa aspirante, in grado di attirare masse d’aria di estrazione sub-polare direttamente verso il cuore del continente. Paesi come la Francia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Germania e la Danimarca vedranno le temperature crollare vertiginosamente anche in pianura, con valori serali e notturni che scenderanno al di sotto dei +6/+7°C su aree pianeggianti ed urbane. Questa imponente colata rigida nordica spingerà l’isotermia invernalizzata fin verso la catena delle Alpi, fungendo da carburante essenziale per alimentare la depressione italica e garantendo che il calo delle temperature e l’instabilità atmosferica persistano sulla nostra Penisola per più giorni consecutivi. E nel cuore del Continente bisognerà accendere i riscaldamenti in anticipo: non una buona notizia, vista la situazione energetica.

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