Amazzonia, deforestazione al livello più basso degli ultimi 40 anni

Tra agosto 2025 e luglio 2026, sono stati disboscati 3.335 chilometri quadrati di foresta amazzonica, un calo di quasi il 42% rispetto all'anno precedente

Il governo del Brasile ha annunciato che la deforestazione dell’Amazzonia brasiliana ha raggiunto il livello più basso degli ultimi quasi 40 anni. Tra agosto 2025 e luglio 2026, sono stati disboscati 3.335 chilometri quadrati di foresta, un calo di quasi il 42% rispetto all’anno precedente, raggiungendo il livello più basso da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1988, secondo le statistiche ufficiali. La notizia del netto calo della deforestazione nell’Amazzonia brasiliana rappresenta un segnale politico e ambientale di enorme rilievo internazionale.

Il risultato evidenzia una differenza sostanziale nella gestione del territorio: il cambio di rotta rispetto agli anni precedenti (in particolare al periodo dell’amministrazione Bolsonaro, caratterizzato da tagli alle agenzie di controllo) dimostra che le politiche pubbliche e la volontà politica fanno un’effettiva differenza. La reintroduzione e il potenziamento di agenzie di controllo federale come l’Ibama e l’impiego dei sistemi di monitoraggio satellitare dell’Inpe stanno producendo effetti concreti.

Perché l’Amazzonia è fondamentale

L’Amazzonia funge da uno dei principali “polmoni” del pianeta e da gigantesco serbatoio di carbonio. Ridurre il ritmo di disboscamento significa: frenare l’emissione di CO₂ derivante dagli incendi e dal taglio di vegetazione; tutelare la biodiversità, conservando l’habitat di centinaia di migliaia di specie animali e vegetali; proteggere i territori indigeni, che rappresentano storicamente i custodi più efficaci della foresta primaria.

Nonostante il dato sia estremamente positivo, l’emergenza non può dirsi superata: 3.335 km² di foresta persa equivalgono comunque a un’area di dimensioni rilevanti (superiore, per fare un confronto, all’intera provincia di Roma o a quella di Milano). Mentre la deforestazione nell’Amazzonia si riduce, la pressione dell’agroalimentare spesso si sposta su altri ecosistemi vulnerabili (come la savana del Cerrado). Inoltre, i prolungati periodi di siccità e gli incendi spontanei aggravati dal cambiamento climatico globale continuano a minacciare la resilienza dell’ecosistema.