Un’aquila minore è morta dopo essere stata colpita da una fucilata nel Lazio. Un nuovo, grave episodio di bracconaggio ai danni di una specie protetta che ha provocato la dura reazione della Lipu-BirdLife Italia, pronta a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri e a chiedere interventi più incisivi per contrastare l’uccisione illegale degli uccelli selvatici. Il rapace era stato ritrovato nei giorni scorsi da una cittadina nel territorio di Velletri. Grazie all’intervento delle guardie zoofile Kronos dei Castelli romani, l’animale era stato successivamente trasferito al Centro recupero della Lipu di Roma, dove è stato sottoposto agli accertamenti veterinari. Le condizioni dell’aquila, tuttavia, erano estremamente gravi e le ferite riportate ne hanno causato la morte. Il caso riaccende l’attenzione sul fenomeno del bracconaggio durante la stagione venatoria, con la Lipu che denuncia una successione di episodi ai danni di rapaci particolarmente protetti e annuncia nuove iniziative sul piano giudiziario e istituzionale.
Otto pallini nel corpo e un’ala fratturata: le ferite mortali dell’aquila
Gli accertamenti effettuati al Centro recupero della Lipu di Roma hanno permesso di ricostruire la gravità delle lesioni provocate dagli spari. L’aquila minore presentava una frattura scomposta ed esposta all’altezza del radio e dell’ulna dell’ala sinistra, oltre a otto pallini conficcati in diverse parti del corpo. Un quadro clinico particolarmente compromesso, con ferite che non hanno lasciato possibilità di sopravvivenza al rapace. La morte dell’animale rappresenta un ulteriore episodio di abbattimento illegale di fauna protetta, sul quale l’associazione ambientalista intende chiedere l’intervento dell’autorità giudiziaria.
Quattro rapaci colpiti dall’apertura della stagione venatoria: i precedenti tra Lazio e Toscana
Quello dell’aquila minore è il quarto caso segnalato dalla Lipu a poche settimane dall’apertura della stagione venatoria. Gli episodi riguardano uccelli appartenenti a specie protette, feriti gravemente o uccisi da colpi d’arma da fuoco. Prima dell’aquila minore, al Centro recupero della Lipu di Roma erano stati ricoverati uno sparviere e un lodolaio, entrambi colpiti da pallini. A questi casi si aggiunge quello di un falco pellegrino ucciso a settembre a Firenze, successivamente consegnato al Centro recupero del Mugello della Lipu. Secondo l’associazione, la successione di questi episodi evidenzia la necessità di rafforzare le iniziative di prevenzione e repressione del bracconaggio, soprattutto in un periodo nel quale l’apertura della caccia può essere sfruttata da chi spara illegalmente contro animali appartenenti a specie particolarmente protette.
Esposto alla Procura di Velletri e possibili denunce alla Commissione europea
La Lipu-BirdLife Italia ha annunciato la preparazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Velletri per il caso dell’aquila minore. L’associazione intende inoltre valutare ogni altra iniziativa consentita dai fatti, comprese ulteriori denunce alla Commissione europea, che sta monitorando la situazione italiana in relazione alla caccia legale e illegale. Nel mirino della Lipu finiscono anche il Governo e il ministero dell’Ambiente, ai quali l’associazione contesta l’assenza di interventi adeguati rispetto a una casistica di bracconaggio giudicata ormai eccessiva. La questione viene posta anche sul piano della tutela della biodiversità, considerata un bene di primaria rilevanza costituzionale. Per la Lipu, gli abbattimenti illegali rappresentano una minaccia alla conservazione delle specie selvatiche e richiedono una risposta istituzionale più efficace.
La proposta della Lipu: introdurre il Daspo venatorio e sospendere la caccia negli Atc
Accanto alle iniziative giudiziarie, la Lipu avanza una proposta destinata ad aprire un confronto sulle regole dell’attività venatoria: l’introduzione del cosiddetto Daspo venatorio. Si tratterebbe di una norma che preveda la sospensione dell’attività di caccia negli Ambiti territoriali di caccia (Atc) nei quali si verificano abbattimenti di specie particolarmente protette, fino all’individuazione dei responsabili. L’obiettivo dichiarato è responsabilizzare il mondo venatorio nel contrasto al bracconaggio, introducendo uno strumento capace di incidere direttamente sulle aree interessate dagli episodi illegali. Il modello richiamato dall’associazione è quello del Daspo utilizzato per contrastare la violenza nel tifo calcistico, ritenuto dalla Lipu un riferimento utile per sviluppare misure preventive anche nell’ambito della caccia. In vista delle prossime elezioni politiche, l’associazione rivolge quindi un appello diretto ai partiti affinché inseriscano nei propri programmi elettorali una proposta legislativa che introduca questo meccanismo.
Il presidente Alessandro Polinori: “la misura è colma da tempo”
A intervenire sulla morte dell’aquila minore e sulla necessità di rafforzare le misure contro il bracconaggio è il presidente della Lipu-BirdLife Italia, Alessandro Polinori, che sollecita un cambiamento nell’azione delle istituzioni e degli organismi competenti. “La misura è colma da tempo – dichiara il presidente della Lipu-BirdLife Italia Alessandro Polinori – ma ora è il momento di un salto di livello nell’azione preventiva e repressiva. Denunce alle procure, richiesta forte di intervento delle istituzioni, sblocco del piano d’azione antibracconaggio, ad oggi fallimentare, provvedimenti dell’Unione europea e Daspo venatorio sono una rosa di soluzioni che va attivata e spinta il più possibile per debellare questo fenomeno, indegno di un paese civile”. Nelle parole del presidente emerge anche la richiesta di sbloccare il piano d’azione antibracconaggio, giudicato finora fallimentare, e di promuovere provvedimenti a livello europeo per rendere più incisivo il contrasto al fenomeno.
L’appello ai partiti politici in vista delle elezioni: una legge contro gli abbattimenti illegali
La proposta del Daspo venatorio diventa anche una richiesta politica, rivolta alle forze che si preparano alle prossime elezioni. Per la Lipu, l’inserimento della misura nei programmi elettorali rappresenterebbe un impegno concreto a favore della legalità e della protezione della fauna selvatica. Il presidente Polinori conclude il suo intervento chiedendo ai partiti di assumere una posizione chiara sulla proposta legislativa. “Ci rivolgiamo dunque anche ai partiti politici – conclude il presidente Polinori – già proiettati alle prossime elezioni politiche: inseriscano il Daspo venatorio nei programmi elettorali e chiedano la sua previsione di legge il prima possibile. Dimostrino, in tal modo, di tenere davvero alla natura, alla legalità e alla Costituzione che difende entrambe”.
