Biometano, svolta green a Cortona: dagli scarti agricoli fino a 3,5 milioni di metri cubi di gas rinnovabile all’anno

Centria, società del Gruppo Estra, completa il collegamento alla rete di un nuovo impianto di produzione di biometano. Realizzati oltre 1,4 chilometri di infrastrutture e un sistema digitale per il monitoraggio in tempo reale

Una nuova infrastruttura per trasformare gli scarti agricoli in energia rinnovabile e contribuire alla transizione energetica del territorio. A Cortona, in provincia di Arezzo, Centria, società di distribuzione del gas del Gruppo Estra, ha completato la connessione alla rete di un nuovo impianto di produzione di biometano, destinato a immettere nel sistema di distribuzione fino a 3,5 milioni di standard metri cubi (Smc) di gas rinnovabile all’anno. L’intervento rappresenta un ulteriore passo nello sviluppo delle infrastrutture energetiche dedicate alle fonti rinnovabili e nella valorizzazione delle risorse disponibili sul territorio. Il biometano sarà infatti prodotto attraverso il recupero degli scarti provenienti dalle attività agricole, secondo un modello che punta a trasformare materiali di origine organica in una risorsa energetica utilizzabile attraverso la rete del gas. Il progetto si inserisce nella strategia del Gruppo Estra per favorire l’economia circolare, promuovendo soluzioni capaci di coniugare la produzione energetica con la valorizzazione delle attività agricole e delle infrastrutture già presenti.

Da impianto elettrico a produzione di biometano: la riconversione energetica

La nuova connessione è stata realizzata a seguito della conversione di un impianto esistente, precedentemente destinato alla produzione di energia elettrica e successivamente trasformato per produrre biometano. La struttura dispone di una capacità produttiva di circa 400 Smc all’ora, un valore che consente di raggiungere un potenziale annuo di distribuzione fino a 3,5 milioni di Smc. La riconversione costituisce uno degli aspetti centrali dell’operazione: anziché partire dalla realizzazione di una struttura completamente nuova, il progetto valorizza un impianto già presente, adattandone la funzione alle esigenze del sistema energetico e alle opportunità offerte dalla produzione di gas rinnovabili. Il risultato è un’infrastruttura in grado di contribuire alla disponibilità di biometano nella rete di distribuzione, utilizzando come materia prima gli scarti agricoli e rafforzando il collegamento tra attività produttive locali ed energia.

Oltre 1.400 metri di nuova rete e controllo digitale in tempo reale

Per rendere possibile il collegamento dell’impianto al sistema di distribuzione, Centria ha realizzato un’estensione della propria rete in media pressione per oltre 1.400 metri. L’intervento infrastrutturale permette di trasferire il biometano prodotto dall’impianto alla rete gas, rendendolo disponibile per la distribuzione attraverso le infrastrutture gestite dalla società. Accanto alla realizzazione del collegamento fisico, Centria assicurerà anche la gestione delle attività tecniche necessarie alla corretta immissione del gas rinnovabile. Un ruolo fondamentale sarà svolto dal sistema digitale di telegestione, attraverso il quale le operazioni potranno essere monitorate in tempo reale. La tecnologia consentirà alla società di controllare le attività di immissione del biometano e di gestire il funzionamento della connessione nell’ambito della propria rete. L’integrazione tra infrastrutture tradizionali e sistemi digitali rappresenta un elemento significativo del progetto, perché accompagna l’evoluzione delle reti gas verso un modello capace di accogliere anche la produzione energetica da fonti rinnovabili.

Il progetto Twist di Asciano e la nuova frontiera delle reti del gas

La connessione dell’impianto di Cortona rientra in un percorso più ampio avviato dal Gruppo Estra per sviluppare l’integrazione del biometano nelle infrastrutture energetiche dei territori serviti. Tra le iniziative più significative figura Twist, il primo impianto italiano di grid reverse-flow per biometano, realizzato da Centria ad Asciano, in provincia di Siena. Si tratta di una soluzione tecnologica che consente di trasferire il biometano dalla rete di distribuzione alla rete di trasporto del gas, superando il tradizionale schema di funzionamento delle infrastrutture, nel quale il gas viene normalmente trasferito dalla rete di trasporto verso quella di distribuzione. Il sistema permette così di aumentare la capacità complessiva di accogliere nuova produzione rinnovabile, favorendo una maggiore integrazione del biometano nel sistema energetico. L’esperienza di Asciano e il nuovo collegamento di Cortona rappresentano due interventi differenti ma inseriti nella stessa strategia: rendere le reti esistenti sempre più compatibili con la produzione di gas di origine rinnovabile.

Macrì: “il biometano è una risorsa strategica per la transizione energetica”

Il presidente di Estra, Francesco Macrì, sottolinea il significato dell’intervento nell’ambito del percorso di trasformazione del sistema energetico e della valorizzazione delle infrastrutture esistenti. “Con l’avvio dell’immissione in rete del biometano prodotto dall’impianto di Cortona compiamo un ulteriore passo nel percorso di transizione energetica dei territori, che per essere davvero sostenibile deve poter passare da una valorizzazione di tutti i vettori a nostra disposizione. Il biometano, in particolare, è una risorsa strategica perché consente di utilizzare infrastrutture già esistenti e contribuire alla decarbonizzazione del settore gas senza disperdere il patrimonio rappresentato dalle reti. È un esempio concreto di come la transizione energetica possa essere costruita nei territori. In questo senso, ogni nuova connessione alla rete di gas rinnovabili è un investimento in un sistema energetico più sicuro, più sostenibile e più autonomo. La sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di rendere le infrastrutture esistenti sempre più aperte alla produzione rinnovabile”, dichiara Macrì. Le parole del presidente evidenziano uno dei principali obiettivi del progetto: accompagnare la decarbonizzazione del settore gas senza rinunciare al patrimonio infrastrutturale esistente. In questa prospettiva, il biometano assume un ruolo rilevante perché può essere immesso nelle reti già utilizzate per la distribuzione del gas, favorendo l’integrazione di una fonte rinnovabile all’interno del sistema energetico.

Rappuoli: “Centria al lavoro per integrare sempre più biometano nelle reti”

Sull’importanza dell’intervento si sofferma anche Roberto Rappuoli, presidente di Centria, che richiama il percorso intrapreso dalla società per favorire lo sviluppo del biometano e l’evoluzione delle infrastrutture energetiche. “Questo intervento si inserisce perfettamente nel percorso di Centria per accompagnare lo sviluppo del biometano e favorirne una crescente integrazione nelle infrastrutture energetiche dei territori serviti. Un impegno che trova espressione in progetti virtuosi come Twist il primo impianto di grid reverse-flow per biometano realizzato in Italia, e che testimonia la volontà di contribuire concretamente all’evoluzione del sistema energetico e alla transizione verso un modello sempre più sostenibile. Un percorso reso possibile dalle competenze e dalla professionalità della nostra struttura”, afferma Rappuoli. Il presidente di Centria pone quindi l’accento sia sull’importanza delle nuove connessioni sia sulle competenze tecniche necessarie per accompagnare l’ingresso delle fonti rinnovabili nelle reti di distribuzione.

Economia circolare e decarbonizzazione: il ruolo degli scarti agricoli

Uno degli aspetti più rilevanti dell’operazione di Cortona riguarda l’origine del gas prodotto. Il nuovo impianto utilizza infatti scarti agricoli, valorizzando materiali provenienti dalle attività del territorio per ottenere una risorsa energetica rinnovabile. È proprio questo il principio alla base dell’economia circolare perseguita dal Gruppo Estra: utilizzare risorse già disponibili nei processi produttivi, trasformandole in nuove opportunità per il sistema energetico. Nel caso del biometano, questo approccio consente di collegare il mondo agricolo alla distribuzione del gas, attraverso una filiera che punta a recuperare materia organica e a convertirla in energia. La possibilità di immettere direttamente il biometano nella rete costituisce inoltre un elemento importante per la sua integrazione nelle infrastrutture esistenti. Il progetto di Cortona dimostra come la riconversione degli impianti produttivi e l’adeguamento delle reti possano procedere parallelamente, contribuendo allo sviluppo di un sistema energetico più orientato alle fonti rinnovabili.

La transizione energetica passa dalle infrastrutture dei territori

Con il completamento del collegamento a Cortona, Centria amplia il proprio impegno nello sviluppo delle connessioni dedicate al biometano, affiancando alle opere infrastrutturali tradizionali strumenti di gestione digitale e soluzioni tecnologiche per migliorare l’integrazione della produzione rinnovabile. Il nuovo impianto, con una capacità di circa 400 Smc all’ora, l’estensione della rete per oltre 1,4 chilometri e il potenziale di distribuzione fino a 3,5 milioni di Smc all’anno, costituisce un ulteriore tassello della strategia energetica del Gruppo Estra. Insieme al progetto Twist di Asciano, l’intervento contribuisce a delineare un percorso nel quale le reti gas non rappresentano soltanto infrastrutture di distribuzione, ma diventano anche strumenti per valorizzare la produzione energetica rinnovabile realizzata sui territori. La prospettiva indicata da Estra e Centria è quella di rendere queste infrastrutture progressivamente più aperte alle nuove produzioni, valorizzando le risorse agricole, le competenze tecniche e le tecnologie digitali per accompagnare la transizione verso un sistema energetico più sostenibile e autonomo.