Un borgo può diventare un vero e proprio laboratorio di innovazione digitale, energetica e territoriale. È questa la prospettiva alla base del progetto Borghi Digitali Sostenibili, che sarà presentato il prossimo 6 ottobre a Roma da ENEA, Open Fiber e dal Comune di Pitigliano. L’iniziativa punta a definire un modello concreto per accompagnare Comuni, Pubbliche Amministrazioni e territori di nuova generazione verso una gestione più efficiente dei servizi, sfruttando le potenzialità offerte dalla connettività ultraveloce, dalle tecnologie digitali e dagli strumenti per il monitoraggio e l’efficienza energetica. Il punto di partenza è proprio Pitigliano, in provincia di Grosseto, dove negli ultimi anni è stato sviluppato un vero e proprio “laboratorio a cielo aperto”. Nel borgo toscano, l’infrastruttura in fibra ottica FTTH realizzata da Open Fiber non viene considerata soltanto come uno strumento per garantire connessioni internet più veloci, ma come una base tecnologica sulla quale costruire una serie di nuovi servizi destinati all’amministrazione comunale e ai cittadini.
La fibra FTTH come infrastruttura per servizi pubblici più evoluti
Il cuore tecnologico del progetto è rappresentato dalla rete FTTH, Fiber To The Home, capace di portare la fibra ottica direttamente fino agli edifici e alle abitazioni. Nel caso di Pitigliano, questa infrastruttura viene utilizzata come elemento abilitante per sperimentare soluzioni che vanno ben oltre la semplice connettività. L’obiettivo è verificare come una rete digitale ad alte prestazioni possa diventare il supporto per una gestione più moderna del territorio, migliorando la capacità degli enti locali di raccogliere informazioni, controllare consumi e infrastrutture e sviluppare nuovi servizi. Il progetto mostra quindi come la fibra ottica possa essere considerata una vera infrastruttura strategica per la trasformazione dei piccoli centri, soprattutto in un contesto nel quale molti borghi italiani devono affrontare problemi legati alla distanza dai grandi centri urbani, alla disponibilità di servizi e alla necessità di contenere i consumi energetici.
La piattaforma ENEA PELL per scuole, ospedali e illuminazione pubblica
Uno degli elementi centrali della sperimentazione riguarda l’applicazione della piattaforma ENEA PELL, Public Energy Living Lab, a diversi ambiti del patrimonio pubblico. Il sistema viene applicato a scuole, ospedali e illuminazione pubblica, con l’obiettivo di raccogliere e organizzare dati utili alla gestione energetica e al miglioramento dell’efficienza delle infrastrutture. L’integrazione tra dati energetici, connettività e servizi digitali può consentire alle amministrazioni di disporre di una conoscenza più precisa del funzionamento degli edifici e degli impianti pubblici. Una gestione fondata su dati aggiornati permette infatti di individuare criticità, valutare possibili interventi e definire strategie di efficientamento più aderenti alle effettive esigenze del territorio. In questa prospettiva, la digitalizzazione non viene proposta come un intervento isolato, ma come uno strumento per rendere più razionale e misurabile la gestione delle risorse pubbliche.
Efficientamento energetico e comunità energetiche tra gli obiettivi del progetto
Accanto allo sviluppo dei servizi digitali, Borghi Digitali Sostenibili affronta direttamente anche il tema dell’energia. A Pitigliano sono previste attività di efficientamento energetico e uno studio di fattibilità per la realizzazione di una comunità energetica, con l’obiettivo di valutare soluzioni che possano favorire una produzione e una gestione dell’energia più sostenibili a livello locale. Le comunità energetiche rappresentano uno dei possibili strumenti attraverso i quali cittadini, imprese ed enti pubblici possono condividere energia prodotta da fonti rinnovabili all’interno di un determinato territorio. Nel progetto di Pitigliano, questo tema viene inserito all’interno di una strategia più ampia nella quale innovazione digitale ed efficienza energetica vengono affrontate in maniera integrata. Il territorio viene quindi considerato come un sistema nel quale infrastrutture digitali, edifici pubblici, consumi, produzione energetica e monitoraggio possono dialogare tra loro.
La fibra ottica diventa un sensore per monitorare il territorio
Particolarmente innovativo è anche il coinvolgimento dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che utilizza la fibra ottica come sensore distribuito per il monitoraggio del territorio. Si tratta di una delle applicazioni più avanzate previste all’interno della sperimentazione. La rete in fibra, oltre a trasportare dati, può infatti essere utilizzata per rilevare segnali e variazioni lungo il percorso dell’infrastruttura, aprendo la strada a nuove modalità di osservazione del territorio. La presenza dell’INGV consente quindi di estendere il progetto anche all’ambito del monitoraggio geofisico, rafforzando l’idea di una rete digitale capace di svolgere funzioni molto più ampie rispetto alla tradizionale connessione internet. Questo utilizzo della fibra ottica evidenzia uno degli aspetti più interessanti del progetto: la possibilità di valorizzare infrastrutture già realizzate per sviluppare applicazioni scientifiche e tecnologiche ulteriori, trasformandole in strumenti al servizio della conoscenza e della gestione del territorio.
Pitigliano come “laboratorio a cielo aperto”
L’esperienza di Pitigliano rappresenta quindi il banco di prova dal quale ENEA, Open Fiber e amministrazione comunale intendono ricavare un modello applicabile anche altrove. Il borgo toscano viene utilizzato come ambiente reale nel quale verificare concretamente l’interazione tra rete FTTH, piattaforme digitali, gestione energetica, monitoraggio scientifico e servizi pubblici. La scelta di partire da un piccolo Comune assume particolare rilevanza perché il progetto non nasce per essere limitato a grandi città o aree metropolitane. Al contrario, l’obiettivo dichiarato è quello di costruire soluzioni adatte proprio alle dimensioni e alle caratteristiche dei territori più piccoli. Il modello punta quindi a dimostrare che anche i borghi possono diventare luoghi di sperimentazione avanzata, capaci di integrare innovazione tecnologica e sostenibilità senza perdere le proprie caratteristiche territoriali.
L’obiettivo è replicare il modello negli altri piccoli Comuni italiani
La finalità principale di Borghi Digitali Sostenibili è infatti rendere l’esperienza sviluppata a Pitigliano replicabile negli altri piccoli Comuni italiani. Non si tratta quindi di realizzare una singola sperimentazione territoriale, ma di mettere a punto un modello che possa essere adattato alle caratteristiche di centri differenti per dimensioni, infrastrutture disponibili, fabbisogni energetici e servizi pubblici. L’Italia è caratterizzata da una presenza particolarmente diffusa di piccoli Comuni e borghi, molti dei quali si trovano in aree interne o territori nei quali la disponibilità di servizi digitali e infrastrutture avanzate può rappresentare un elemento determinante per contrastare marginalizzazione e difficoltà di accesso ai servizi. La replicabilità del modello diventa quindi uno degli aspetti più rilevanti dell’iniziativa, perché consente di trasformare l’esperienza maturata in un singolo territorio in un possibile riferimento per numerose amministrazioni locali.
Urban Check-Up Model, lo strumento per misurare il livello di innovazione
Per permettere l’applicazione del progetto su territori differenti viene utilizzato l’Urban Check-Up Model, UCUM, una metodologia sviluppata da ENEA insieme all’Università dell’Insubria. Lo strumento è stato concepito per definire uno standard minimo di innovazione adattabile alle caratteristiche specifiche di ciascun territorio. L’elemento centrale è proprio la possibilità di evitare un approccio identico per tutti i Comuni. Ogni territorio presenta infatti condizioni differenti dal punto di vista demografico, urbanistico, energetico, infrastrutturale e digitale. L’UCUM permette quindi di analizzare il contesto locale e individuare un livello di innovazione coerente con le necessità e le possibilità del territorio, mettendo a disposizione delle amministrazioni una metodologia strutturata per definire priorità e possibili interventi. In questo modo il progetto mira a superare una visione standardizzata della digitalizzazione, favorendo invece modelli calibrati sulla realtà dei singoli borghi.
Innovazione digitale, sostenibilità e territorio in un unico modello
Il progetto Borghi Digitali Sostenibili riunisce in un’unica sperimentazione alcuni dei principali temi che interessano oggi le amministrazioni locali: connettività ultraveloce, digitalizzazione dei servizi, efficienza energetica, comunità energetiche, gestione degli edifici pubblici e monitoraggio territoriale. La rete FTTH di Open Fiber rappresenta l’infrastruttura tecnologica di base, mentre ENEA mette a disposizione piattaforme e metodologie dedicate alla gestione energetica e alla valutazione del livello di innovazione dei territori. A queste componenti si aggiunge il contributo scientifico dell’INGV per l’utilizzo della fibra ottica come strumento di monitoraggio distribuito. L’esperienza di Pitigliano diventa così un esempio di integrazione tra soggetti pubblici, ricerca e infrastrutture digitali, con l’obiettivo di sviluppare un modello capace di essere trasferito ad altri territori.
Il 6 ottobre a Roma la presentazione del progetto
La presentazione prevista per 6 ottobre a Roma servirà a illustrare l’esperienza maturata nel “laboratorio a cielo aperto” di Pitigliano e il modello elaborato da ENEA, Open Fiber e Comune di Pitigliano. Al centro dell’iniziativa ci sarà quindi non soltanto quanto già sperimentato nel borgo toscano, ma soprattutto la possibilità di utilizzare quelle soluzioni come riferimento per i piccoli Comuni italiani interessati ad avviare percorsi di innovazione digitale e sostenibile. La sfida sarà trasformare la sperimentazione locale in un modello operativo capace di adattarsi a territori diversi, utilizzando la connettività come base per migliorare servizi, gestione energetica e monitoraggio. Con Urban Check-Up Model, piattaforma PELL, infrastruttura FTTH e applicazioni dedicate al territorio, il progetto prova così a definire una nuova idea di borgo digitale: non semplicemente più connesso, ma capace di utilizzare dati, energia e tecnologia in maniera integrata per costruire servizi pubblici più moderni e una gestione territoriale più efficiente.
Il programma
9.30 – 10.45
Saluti istituzionali
- Associazione Civita, Segretario generale Simonetta Giordani;
- Ministero della cultura: Sottosegretario Lucia Borgonzoni;
- ENEA, Direttrice Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili, Giulia Monteleone;
Il progetto Borghi Digitali Sostenibili
- ENEA: Nicoletta Gozo, Divisione Strumenti e Servizi per le Infrastrutture Critiche e le Comunità Energetiche Rinnovabili. Visione, strategie di innovazione e percorso innovativo per i piccoli comuni
- Open Fiber: Francesca Parasecolo. Presentazione del progetto pilota “Pitigliano borgo digitale sostenibile”
- INGV: Andrè Herrero, Senior Researcher. Opportunità e importanza del monitoraggio del territorio per la prevenzione
- Politecnico di Torino: Prof. Guglielmina Mutani, Dipartimento energia. Soluzioni per una pianificazione energetica sostenibile
- Università dell’Insubria: Prof. Roberta Rita Pezzetti, Direttrice scientifica Centro di Ricerca Smarter. Scalabilità del modello, replicabilità tecnologica e sostenibilità sociale: dall’Urban Check-Up Model (UCUM), alla clusterizzazione dei piccoli Comuni
- Sindaco di Pitigliano, Giovanni Gentili, Il punto di vista del Comune pilota
10.50-11.20 Panel Istituzionale Nazionale
Le iniziative a livello nazionale: Il Borgo Digitale può diventare un modello nazionale di innovazione urbana se sostenuto da una governance multilivello, fondata su dati, infrastrutture e cooperazione istituzionale.
- Presidente Infratel, Daniela Faraoni;
- Ministero delle imprese e del Made in Italy, Capo di Gabinetto Ministro Urso, Federico Eichberg;
- Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento per la Trasformazione Digitale, Luca Rigoni, Responsabile delle Relazioni Istituzionali e della Programmazione
11.25-12.25 Panel Istituzionale Locale
Partendo dall’esperienza del Laboratorio a cielo aperto, il panel approfondisce gli strumenti e le risorse economiche per l’attuazione a livello regionale della trasformazione digitale dei territori.
- Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento Coesione, capo servizio contratti istituzionali di sviluppo e di investimento territoriale, Dora Di Francesco;
- Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI), Responsabile Area innovazione tecnologica, cultura, politiche giovanili, mobilità sostenibile, tpl, transizione energetica, statistica, Antonella Galdi;
- Regione Toscana: Capo segreteria Assessore al lavoro e innovazione tecnologica, Francesco Romizi;
- Regione Sicilia: Assessore per l’Economia, Alessandro Dagnino;
- Regione Lombardia, Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile della, Franco Lucente;
12.30-13 Conclusioni
Video messaggio Ministro per gli affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti.
- Open Fiber: AD, Giuseppe Gola;
Modera l’evento Ida Molaro, Giornalista Mediaset.
