Nuove restrizioni alle costruzioni nell’area dei Campi Flegrei, contributi economici per consentire il rientro nelle abitazioni danneggiate e risorse destinate al recupero degli edifici religiosi. Sono questi i principali interventi illustrati dal ministro della Protezione civile e delle Politiche del Mare, Nello Musumeci, nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri. Le misure riguardano la gestione del territorio, la sicurezza degli immobili e il sostegno alle famiglie che devono affrontare interventi di ripristino delle proprie abitazioni. La novità più significativa riguarda l’estensione del divieto di realizzare nuove cubature nell’area dei Campi Flegrei. Alle limitazioni già previste per l’edilizia residenziale si aggiunge infatti il blocco delle nuove costruzioni destinate alle attività produttive e lavorative, superando le deroghe precedentemente consentite. Parallelamente, viene introdotta una procedura semplificata per gli edifici che presentano lesioni leggere, con contributi fino a 30mila euro, mentre ulteriori 10 milioni di euro vengono destinati al ripristino delle chiese.
Campi Flegrei, Musumeci annuncia lo stop alle nuove cubature anche per le attività produttive
Il governo interviene sulla disciplina delle costruzioni nell’area dei Campi Flegrei, rafforzando le limitazioni già introdotte per contenere il consumo di suolo. L’obiettivo delle disposizioni illustrate dal ministro è impedire la realizzazione di nuovi volumi edilizi non soltanto a destinazione abitativa, ma anche per le attività economiche e lavorative. “Stiamo applicando misure per il contenimento del consumo del suolo”, ha annunciato Nello Musumeci, richiamando gli interventi adottati dal governo fin dall’inizio della propria attività. Il ministro ha ricordato che il primo provvedimento dell’esecutivo aveva già introdotto una restrizione specifica per le abitazioni, mantenendo tuttavia alcune possibilità di intervento per strutture con destinazione diversa da quella residenziale. “Il nostro primo provvedimento di governo prevedeva che nell’area dei Campi non si dovesse più costruire alcuna abitazione; la deroga era consentita solo per gli stabilimenti, opifici e non cubature non residenziali. La Campania ha adottato un’apposita legge, facendo suo questo nostro provvedimento”.
Il riferimento è al percorso normativo che ha già interessato il territorio campano, con il recepimento regionale delle limitazioni introdotte a livello nazionale. La nuova iniziativa amplia ulteriormente il perimetro dei divieti, eliminando la possibilità di creare nuove cubature anche per gli insediamenti produttivi. Musumeci ha chiarito la portata dell’intervento: “si interviene per impedire nuove cubature sia per le abitazioni, come già vigente, sia per altre attività di produzione e lavoro”. La distinzione rispetto alla disciplina precedente riguarda quindi proprio le costruzioni non residenziali, che fino a questo momento erano escluse dal divieto previsto per le nuove abitazioni. Con l’estensione annunciata, le restrizioni vengono applicate anche a questa tipologia di interventi edilizi.
Sanatorie edilizie, previsti tempi più brevi per l’esame delle domande
Accanto alle nuove limitazioni urbanistiche, il governo interviene anche sulle procedure amministrative relative agli immobili presenti nell’area dei Campi Flegrei. Una delle disposizioni annunciate riguarda infatti la riduzione dei tempi necessari per pronunciarsi sulle domande di sanatoria edilizia. Sul punto, il ministro ha spiegato che “sono previsti termini ridotti per la pronuncia sulle domande di sanatoria edilizia”. La misura riguarda dunque le tempistiche entro le quali dovranno essere esaminate le richieste, introducendo una maggiore rapidità nelle relative procedure amministrative. L’intervento annunciato si concentra comunque sulla necessità di abbreviare l’iter di valutazione delle istanze, distinguendo questa attività dalle nuove restrizioni previste per la realizzazione di ulteriori cubature.
Case danneggiate ai Campi Flegrei, contributi fino a 30mila euro per gli interventi di ripristino
Un’altra parte delle misure riguarda direttamente gli edifici danneggiati e la possibilità di eseguire interventi di riparazione attraverso un percorso amministrativo semplificato. Il governo ha previsto uno specifico meccanismo di sostegno economico per gli immobili che presentano lesioni di lieve entità, purché tali danni non compromettano la stabilità della struttura. Musumeci ha annunciato “una procedura semplificata per quegli edifici che hanno subito lesioni leggere, non tali da pregiudicare la stabilità dell’immobile: in questo caso la concessione di un contributo è fino a 30mila euro per il pronto ripristino”. Il contributo potrà quindi raggiungere un importo massimo di 30mila euro, destinato agli interventi necessari a ripristinare le parti danneggiate dell’immobile. La condizione indicata dal ministro è che le lesioni non siano tali da mettere in discussione la stabilità complessiva dell’edificio. La procedura illustrata riguarda pertanto una categoria specifica di immobili, per i quali il ripristino può avvenire attraverso interventi circoscritti alle parti interessate dai danni. Il meccanismo combina due elementi: la semplificazione delle procedure e la disponibilità di un sostegno economico per rendere possibile una riparazione tempestiva.
Rientro nelle abitazioni, la procedura semplificata può accelerare il ritorno delle famiglie
Le disposizioni sugli immobili con danni lievi sono legate anche alla possibilità di consentire ad alcune famiglie di tornare nelle proprie case dopo gli interventi necessari. Secondo quanto spiegato dal ministro, il contributo e la procedura semplificata sono pensati per favorire il pronto ripristino delle condizioni di sicurezza delle parti danneggiate, nei casi in cui la stabilità dell’edificio non sia stata compromessa. L’intento è evitare che lesioni di entità limitata comportino tempi prolungati prima del possibile rientro, quando siano sufficienti interventi di riparazione mirati. Musumeci ha sottolineato che “alcune famiglie potrebbero presto rientrare già nella propria abitazione mettendo in in sicurezza quella parte dell’immobile che è stata pregiudicata”. La possibilità di rientro viene dunque collegata all’esecuzione dei lavori di ripristino e alla messa in sicurezza delle porzioni interessate dalle lesioni. La formulazione utilizzata dal ministro lascia aperta la tempistica effettiva dei rientri, senza indicare una data precisa o il numero delle famiglie potenzialmente coinvolte. Il provvedimento individua comunque una modalità di intervento destinata agli immobili con danni meno gravi, distinta dalle situazioni in cui risultino compromesse le condizioni di stabilità delle strutture.
Campi Flegrei, stanziati 10 milioni di euro per il ripristino delle chiese
Il pacchetto di interventi annunciato dal governo comprende anche una misura specifica per gli edifici di culto presenti nell’area dei Campi Flegrei. Per le chiese che necessitano di lavori di recupero viene previsto uno stanziamento complessivo di 10 milioni di euro, destinato a sostenere gli interventi di ripristino. Il ministro ha illustrato la decisione sottolineando l’attenzione riservata anche agli immobili religiosi: “non potevamo dimenticare gli edifici di culto, abbiamo previsto 10 milioni per le chiese che attendono di essere ripristinate”. Si tratta di una linea di intervento distinta dal contributo massimo di 30mila euro destinato agli edifici con lesioni leggere. In questo caso, le risorse annunciate riguardano specificamente le chiese in attesa di ripristino. Nelle dichiarazioni del ministro non vengono indicati il numero degli edifici religiosi interessati, la ripartizione delle somme o i singoli interventi che potranno essere finanziati. È invece definita l’entità dello stanziamento, che ammonta a 10 milioni di euro.
