Il Golfo del Bengala torna al centro dell’attenzione meteorologica per l’evoluzione del ciclone tropicale Arnab, un sistema che nelle ultime ore ha mostrato segnali di progressiva intensificazione e che potrebbe provocare condizioni meteorologiche particolarmente severe lungo la costa orientale dell’India. L’aspetto più preoccupante non riguarda soltanto la velocità dei venti, destinata ad aumentare ulteriormente, ma la combinazione tra precipitazioni torrenziali, mareggiate, innalzamento temporaneo del livello marino e possibili inondazioni nelle aree costiere più vulnerabili.
Secondo i dati riportati nel bollettino numero 13 dell’India Meteorological Department (IMD), emesso il 26 ottobre alle 23:00 ora indiana, il ciclone ha raggiunto venti sostenuti compresi tra 105 e 115 chilometri orari, accompagnati da raffiche fino a 125 chilometri orari. Si tratta di un’intensificazione rispetto alla precedente rilevazione delle 17:30, quando i venti sostenuti erano stimati tra 95 e 105 chilometri orari. Il centro del sistema è stato localizzato a circa 430 chilometri a est-sud-est di Visakhapatnam e procede verso ovest-nord-ovest a una velocità di circa 18 chilometri orari. Una traiettoria che, qualora venisse confermata, porterebbe Arnab a raggiungere la costa dell’Andhra Pradesh nella mattinata di mercoledì 28 ottobre.
Perché il ciclone Arnab continua a rafforzarsi sul Golfo del Bengala
Il Golfo del Bengala rappresenta uno dei bacini più favorevoli alla formazione di cicloni tropicali intensi, soprattutto durante le fasi di transizione stagionale. Tra ottobre e novembre, infatti, le acque superficiali possono conservare una notevole quantità di energia termica, mentre la circolazione atmosferica tropicale offre talvolta condizioni favorevoli all’organizzazione di profonde strutture depressionarie. Un ciclone tropicale trae energia principalmente dal calore e dall’umidità trasferiti dall’oceano all’atmosfera. L’aria calda e umida converge verso il centro della depressione, viene sollevata attraverso intense correnti ascendenti e alimenta estese formazioni temporalesche. Durante la condensazione del vapore acqueo viene liberato calore latente, che contribuisce a sostenere la circolazione e, quando le condizioni sono favorevoli, ad approfondire ulteriormente il minimo barico.

Non è però sufficiente che il mare sia caldo. Perché un ciclone possa intensificarsi rapidamente, devono risultare favorevoli anche la distribuzione dell’umidità atmosferica, la ventilazione in quota e soprattutto il taglio verticale del vento, conosciuto come wind shear. Quando quest’ultimo è relativamente debole, la struttura temporalesca può rimanere organizzata attorno al centro della circolazione, favorendo una maggiore concentrazione dei venti più intensi. Nel caso di Arnab, il progressivo aumento dei venti osservato nelle ultime ore suggerisce un rafforzamento della circolazione ciclonica. Tuttavia, per attribuire questa intensificazione a specifiche condizioni oceaniche e atmosferiche, sarebbero necessarie analisi dettagliate della temperatura del mare, del contenuto di calore oceanico e della struttura verticale del sistema.
Il 27 ottobre potrebbe essere la giornata di massima intensità
Le proiezioni riportate dall’IMD indicano la possibilità che Arnab raggiunga la classificazione di Very Severe Cyclonic Storm, corrispondente a un ciclone tropicale molto intenso secondo la terminologia utilizzata dal servizio meteorologico indiano. Il picco di intensità è previsto durante il 27 ottobre, quando i venti sostenuti potrebbero raggiungere 135-145 chilometri orari, con raffiche fino a 160 chilometri orari. Si tratta di velocità capaci di provocare danni significativi agli alberi, alle strutture leggere, alle coperture degli edifici e alle reti elettriche, soprattutto nelle località direttamente interessate dalla parte più intensa della circolazione.
È importante distinguere l’intensità massima prevista sul mare da quella attesa al momento dell’approdo. Un ciclone può infatti raggiungere il proprio picco alcune ore prima di arrivare sulla terraferma e successivamente indebolirsi, pur conservando una notevole capacità di produrre precipitazioni intense e venti distruttivi. Le stime riportate per Arnab indicano proprio questa possibilità: dopo il massimo previsto sul Golfo del Bengala, il sistema potrebbe raggiungere la costa con venti sostenuti di 115-125 chilometri orari e raffiche fino a 140 chilometri orari.
Approdo previsto il 28 ottobre: attenzione alla costa dell’Andhra Pradesh
La traiettoria indicata nell’aggiornamento del 26 ottobre colloca il possibile approdo lungo il tratto costiero compreso tra Bapatla e Visakhapatnam, con un passaggio del centro nelle vicinanze di Yanam. Si tratta di un settore particolarmente delicato dal punto di vista geografico, caratterizzato da aree densamente abitate, infrastrutture portuali, attività agricole e zone costiere pianeggianti. La presenza di delta fluviali, canali e territori poco elevati rispetto al livello del mare può amplificare gli effetti delle precipitazioni intense e dell’ingressione marina.
La previsione dell’approdo nella mattinata del 28 ottobre non significa, tuttavia, che il maltempo inizierà soltanto in quel momento. Le bande temporalesche esterne di un ciclone possono raggiungere la terraferma molte ore prima del passaggio del centro, determinando un progressivo peggioramento delle condizioni atmosferiche. Inoltre, il punto esatto di approdo rimane soggetto a incertezza previsionale. Anche uno spostamento relativamente contenuto della traiettoria può modificare sensibilmente la distribuzione dei venti più forti, delle precipitazioni e della sopraelevazione marina lungo la costa.
Piogge torrenziali e rischio di allagamenti: il pericolo non arriva soltanto dal vento
Uno degli aspetti più importanti dell’evoluzione di Arnab riguarda le precipitazioni. Secondo le indicazioni riportate nei bollettini, alcune località potrebbero ricevere accumuli superiori a 210 millimetri, quantitativi particolarmente rilevanti se concentrati nell’arco di poche ore o di una sola giornata. Per comprendere la portata del fenomeno, 210 millimetri di pioggia corrispondono a 210 litri d’acqua per ogni metro quadrato di superficie. In un territorio già saturo o caratterizzato da drenaggio insufficiente, precipitazioni di questa intensità possono provocare allagamenti diffusi, esondazioni dei corsi d’acqua minori e difficoltà nella circolazione stradale.
Le aree urbane risultano particolarmente vulnerabili quando la rete di smaltimento delle acque meteoriche non riesce ad assorbire gli afflussi. Nelle campagne, invece, le precipitazioni persistenti possono danneggiare coltivazioni, terreni agricoli e infrastrutture rurali. Un ulteriore elemento di rischio è rappresentato dalla possibilità che le piogge più intense interessino ripetutamente le stesse località. Le bande temporalesche che ruotano attorno al centro del ciclone possono infatti determinare episodi successivi di precipitazioni abbondanti, aumentando progressivamente gli accumuli complessivi.
Mareggiate e innalzamento temporaneo del livello medio del mare fino a un metro e mezzo
Lungo i tratti costieri maggiormente esposti viene segnalata anche la possibilità di un innalzamento temporaneo del livello medio del mare compresa tra 1 e 1,5 metri rispetto al livello della marea astronomica. Questo fenomeno, conosciuto come storm surge, è provocato principalmente dall’azione dei venti intensi che spingono l’acqua verso la costa, mentre la diminuzione della pressione atmosferica contribuisce ulteriormente all’innalzamento del livello marino.
La sua pericolosità dipende da numerosi fattori, tra cui la forma della costa, la profondità dei fondali, l’orientamento dei venti e la coincidenza con le fasi di alta marea. Nei settori costieri più bassi, anche una sopraelevazione relativamente contenuta può favorire l’ingresso dell’acqua marina nell’entroterra. Il rischio diventa ancora maggiore quando la mareggiata ostacola il deflusso delle acque piovane verso il mare. In queste circostanze, precipitazioni intense e innalzamento del livello marino possono agire contemporaneamente, aggravando gli allagamenti nelle zone prossime alla costa e alle foci dei fiumi.
Andhra Pradesh e Odisha meridionale: le aree maggiormente esposte
L’Andhra Pradesh rappresenta, secondo la traiettoria riportata, la regione direttamente minacciata dall’approdo di Arnab. Particolare attenzione deve essere riservata ai distretti costieri situati lungo il possibile percorso del centro e alle località esposte ai venti provenienti dal mare. Anche l’Odisha meridionale potrebbe risentire della circolazione ciclonica, soprattutto attraverso precipitazioni abbondanti, raffiche di vento e condizioni marine avverse. L’intensità degli effetti dipenderà dalla posizione effettiva del ciclone durante l’avvicinamento alla costa.
Per le comunità costiere, i pescatori e le attività marittime, la fase più delicata potrebbe iniziare prima dell’approdo, quando l’aumento del moto ondoso e della ventilazione renderà progressivamente più difficili le condizioni di navigazione. Le allerte meteorologiche non devono quindi essere interpretate esclusivamente in relazione al punto previsto di arrivo del centro del ciclone. Gli effetti di un sistema tropicale intenso possono estendersi per centinaia di chilometri e coinvolgere territori relativamente distanti dalla traiettoria principale.
Cosa potrebbe accadere dopo l’approdo
Una volta raggiunta la terraferma, Arnab dovrebbe perdere progressivamente la propria fonte principale di energia, rappresentata dagli scambi di calore e umidità con la superficie oceanica. L’attrito esercitato dal terreno contribuirà inoltre a indebolire la circolazione dei venti. Questo processo, tuttavia, non comporta necessariamente un’immediata cessazione del maltempo. Anche durante la fase di indebolimento, il sistema potrebbe trasportare grandi quantità di umidità verso l’interno del subcontinente indiano, mantenendo condizioni favorevoli a precipitazioni intense. La distribuzione delle piogge dipenderà dall’evoluzione della depressione residua, dalla sua velocità di spostamento e dalle interazioni con la circolazione atmosferica regionale.
Le prossime ore saranno decisive
Il rafforzamento segnalato nel bollettino numero 13 costituisce l’elemento più significativo dell’ultima evoluzione descritta, mentre il settore e la finestra temporale dell’approdo rimangono sostanzialmente confermati rispetto agli aggiornamenti precedenti. L’attenzione si concentra ora sulla capacità di Arnab di raggiungere la categoria Very Severe Cyclonic Storm, sull’eventuale intensità residua al momento dell’arrivo sulla costa e sulla distribuzione delle precipitazioni più abbondanti. Per l’Andhra Pradesh e le altre aree costiere interessate, il pericolo deriva dalla possibile sovrapposizione di più fenomeni: venti molto forti, piogge torrenziali, mareggiate e inondazioni. Sarà soprattutto l’evoluzione delle prossime 24 ore a determinare la reale estensione delle zone maggiormente esposte.
