Comunità energetiche, proposta la proroga degli incentivi fino al 2029: Kyoto Club porta le richieste delle imprese

Dal prolungamento degli incentivi per le comunità energetiche alla certificazione Impresa Rinnovabile, fino ai premi per le aziende sostenibili negli appalti pubblici, le proposte emerse dal convegno di Roma puntano a entrare nella legge di bilancio 2027

Prorogare fino al 31 dicembre 2029 gli incentivi per le comunità energetiche rinnovabili, introdurre nuovi strumenti per premiare le imprese che investono nelle energie pulite e valorizzare la sostenibilità negli appalti pubblici. Sono alcune delle principali proposte emerse dal convegno “La finanza per il clima: sfide e strumenti per la crescita responsabile delle imprese”, organizzato dal Gruppo di lavoro Finanza di Kyoto Club e svoltosi oggi presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale, a Roma. Le iniziative saranno portate all’attenzione del Governo e del Parlamento, con l’obiettivo di individuare gli strumenti normativi necessari alla loro attuazione, a partire dalla prossima legge di bilancio 2027. Al centro del confronto, la necessità di trasformare gli obiettivi di decarbonizzazione in investimenti concreti, mettendo a disposizione delle imprese strumenti finanziari accessibili e condizioni normative stabili. La proposta più significativa sul fronte delle energie rinnovabili riguarda il prolungamento del periodo di accesso alla tariffa incentivante per le configurazioni di autoconsumo condiviso e le comunità energetiche rinnovabili (CER). Un intervento sostenuto da ENERGRED e Banca Etica, che punta a favorire la realizzazione di un maggior numero di progetti e a rafforzare il contributo delle comunità energetiche alla transizione ecologica.

Incentivi alle comunità energetiche fino al 31 dicembre 2029: cosa prevede la proposta

ENERGRED propone di spostare al 31 dicembre 2029 il termine per accedere alla tariffa incentivante destinata alle configurazioni di autoconsumo condiviso e alle comunità energetiche rinnovabili. L’intervento avrebbe l’obiettivo di consentire il completamento di un numero maggiore di iniziative, ampliando le possibilità di realizzazione dei progetti legati alla produzione e alla condivisione di energia da fonti rinnovabili. La proroga richiesta non comporterebbe un aumento della potenza complessivamente incentivabile. La proposta prevede infatti di mantenere il contingente di 5 GW, conservando anche il meccanismo che determina la cessazione dell’accesso agli incentivi una volta raggiunta tale soglia. Un elemento centrale riguarda la distinzione tra le diverse forme di sostegno economico. Il prolungamento al 2029 interesserebbe esclusivamente la tariffa incentivante riconosciuta sull’energia condivisa, senza modificare le scadenze previste per i contributi finanziati attraverso il PNRR. L’obiettivo è quindi intervenire sulla durata del meccanismo incentivante, senza alterare il limite complessivo di potenza ammessa al beneficio né le tempistiche associate agli altri strumenti di finanziamento.

Banca Etica: più sostegno alle CER e un premio per chi condivide oltre l’80% dell’energia

Sulla necessità di prorogare al 2029 gli incentivi converge anche Banca Etica, che propone ulteriori misure per rafforzare il ruolo delle comunità energetiche rinnovabili nella transizione ecologica e nel contrasto alla povertà energetica. Tra gli interventi indicati figura l’introduzione di una premialità aggiuntiva per le comunità energetiche che condividono oltre l’80% dell’energia prodotta. La misura punta a valorizzare le configurazioni capaci di raggiungere livelli particolarmente elevati di condivisione dell’energia generata. Un’altra richiesta riguarda la stabilizzazione dei contributi in conto capitale a fondo perduto, considerati uno strumento per sostenere sia la costituzione sia la gestione delle comunità energetiche. Le proposte di Banca Etica affiancano così alla proroga degli incentivi un rafforzamento delle misure economiche destinate alle CER, riconoscendone anche la funzione sociale, oltre al contributo alla produzione e alla condivisione di energia rinnovabile.

Nasce la proposta della certificazione “Impresa Rinnovabile”: energia verde per almeno il 30% dei consumi

Un secondo intervento presentato da ENERGRED riguarda la creazione di una nuova certificazione volontaria denominata “Impresa Rinnovabile” destinata alle aziende che coprono almeno il 30% del proprio fabbisogno elettrico annuo attraverso energia proveniente da fonti rinnovabili. Il riconoscimento sarebbe subordinato al rispetto di requisiti verificabili di tracciabilità e addizionalità e verrebbe rilasciato da organismi terzi indipendenti accreditati. La certificazione avrebbe quindi lo scopo di attestare, attraverso criteri verificabili, il ricorso delle imprese all’energia rinnovabile. La proposta contempla anche la possibilità di riconoscere questa certificazione come criterio premiale nei bandi pubblici pertinenti, entro un tetto proposto del 10% del punteggio complessivo e nel rispetto delle disposizioni applicabili. L’iniziativa punta a incentivare gli investimenti privati nella generazione di energia rinnovabile e nei contratti di approvvigionamento energetico di lungo periodo, collegando le scelte delle aziende in materia energetica a un sistema di riconoscimento utilizzabile anche nell’ambito delle procedure pubbliche.

Appalti pubblici, NATIVA propone premi per le Società Benefit e le imprese sostenibili

Un ulteriore fronte riguarda il ruolo degli appalti pubblici nella promozione di modelli di impresa responsabili. Su questo tema interviene NATIVA, che propone di valorizzare maggiormente l’impatto sociale e ambientale delle aziende nelle procedure di acquisto della pubblica amministrazione. La proposta prevede l’introduzione di un criterio premiante per le Imprese Impact e, in particolare, per le Società Benefit che pubblicano ogni anno la propria Relazione di Impatto e misurano i risultati attraverso uno standard riconosciuto. L’obiettivo è attribuire un peso concreto, nelle decisioni di acquisto delle amministrazioni pubbliche, ai risultati sociali e ambientali che queste imprese già misurano e rendicontano. La misura mira quindi a orientare la domanda pubblica verso modelli aziendali responsabili, valorizzando non soltanto la dimensione economica delle attività imprenditoriali, ma anche il loro contributo sociale e ambientale. La proposta di NATIVA si basa sugli strumenti di rendicontazione già previsti per le Società Benefit e non contempla nuovi stanziamenti pubblici. L’intervento si concentrerebbe sul riconoscimento, nelle procedure di affidamento, del valore generato dalle aziende che adottano tali modelli e documentano annualmente il proprio impatto.

Finanza climatica e competitività delle imprese: il confronto organizzato da Kyoto Club

Le proposte sono state presentate nell’ambito di un confronto che ha coinvolto imprese, istituzioni, sistema finanziario, utilities, professionisti e mondo della ricerca, con l’obiettivo di approfondire il ruolo della finanza nella trasformazione ecologica del sistema produttivo. Tra i temi affrontati figurano la governance aziendale, l’integrazione dei criteri ESG, relativi agli aspetti ambientali, sociali e di governo societario, nelle strategie delle imprese e il contributo delle amministrazioni locali agli investimenti destinati alla decarbonizzazione. Il confronto ha posto l’attenzione sulla necessità di rendere gli obiettivi climatici compatibili con percorsi di crescita economica, innovazione e rafforzamento delle filiere produttive, attraverso l’accesso ai capitali e la collaborazione tra settore pubblico e privato. La finanza è stata individuata come uno degli strumenti attraverso cui accompagnare le imprese nella transizione, sostenendo gli investimenti nelle energie rinnovabili e favorendo lo sviluppo di modelli di business capaci di coniugare risultati economici, responsabilità sociale e tutela dell’ambiente.

Patrizia Pizzini: “le imprese hanno bisogno di strumenti concreti, risorse e un quadro stabile”

A illustrare gli obiettivi dell’iniziativa e le prospettive del lavoro avviato è Patrizia Pizzini, coordinatrice del gruppo di lavoro “Finanza” di Kyoto Club, che sottolinea la necessità di collegare le politiche climatiche alla competitività del sistema produttivo e alle opportunità di investimento. “La transizione climatica è una sfida decisiva per la competitività delle imprese. Riguarda la capacità di innovare, attrarre capitali, rafforzare le filiere e creare valore nel tempo. Integrare la sostenibilità nelle strategie aziendali significa investire nella propria capacità di crescere e affrontare le crisi. Con il convegno “La finanza per il clima: Sfide e strumenti per la crescita responsabile delle imprese” abbiamo messo a confronto imprese, istituzioni, sistema finanziario, utilities, professionisti e ricerca per affrontare una questione concreta: come trasformare gli obiettivi di decarbonizzazione in investimenti, innovazione e sviluppo. Il confronto ha posto al centro gli strumenti necessari per accompagnare questo cambiamento: una governance capace di guidare le scelte di lungo periodo, l’accesso alla finanza, le energie rinnovabili e modelli di business che coniughino risultati economici, responsabilità sociale e tutela dell’ambiente. Servono capitali, competenze e collaborazione tra pubblico e privato. La finanza deve sostenere l’economia reale e accelerarne la trasformazione. È su questo terreno che si gioca una parte essenziale del futuro produttivo dei nostri territori. Il nostro impegno prosegue: porteremo le proposte emerse dal confronto all’attenzione del Governo e del Parlamento, lavorando perché trovino spazio già nella prossima legge di bilancio. Le imprese hanno bisogno di strumenti concreti, risorse e un quadro stabile per investire nella transizione. Vogliamo contribuire a tradurre queste esigenze in scelte politiche e misure efficaci”.

Legge di bilancio 2027, le proposte sulla transizione energetica arrivano al confronto politico

Il passaggio successivo previsto da Kyoto Club riguarda la presentazione delle proposte alle istituzioni nazionali, per valutare gli strumenti normativi più adatti a tradurle in misure operative. Il confronto sulla legge di bilancio 2027 rappresenta il primo appuntamento indicato per portare all’attenzione del Governo e del Parlamento le richieste avanzate dalle organizzazioni coinvolte. Gli interventi proposti riguardano ambiti differenti ma collegati: la continuità degli incentivi alle comunità energetiche, il sostegno economico alle configurazioni di autoconsumo condiviso, la valorizzazione delle imprese che investono nelle fonti rinnovabili e il riconoscimento dell’impatto sociale e ambientale negli appalti pubblici. L’obiettivo comune è favorire condizioni più stabili per gli investimenti nella decarbonizzazione, rafforzando il legame tra competitività aziendale, sviluppo dei territori e tutela ambientale. Le misure emerse dal convegno costituiscono una base di lavoro su cui avviare il confronto istituzionale, con l’intenzione di trasformare le esigenze del mondo produttivo in interventi legislativi concreti.