Un evento meteorologico di straordinario fascino geografico si è consumato nelle scorse ore nel cuore dell’Oceano Pacifico, dove la furia degli elementi ha incontrato una linea immaginaria tracciata dall’uomo. Il potente ciclone tropicale Nolo ha ufficialmente compiuto una vera e propria trasformazione di identità, passando dallo status di uragano di 3ª categoria a quello di tifone. Questo cambio di denominazione non è dovuto a una mutazione della sua struttura interna, bensì al superamento della linea internazionale del cambio di data, il confine convenzionale che separa un giorno dal successivo. Nella mattinata di domenica, secondo l’orario delle Hawaii, faceva registrare venti sostenuti fino a 185 km/h nel settore centrale del bacino oceanico. Subito dopo il passaggio oltre il meridiano, la tempesta è entrata nella “giurisdizione meteorologica” asiatica, venendo subito ribattezzata come tifone Nolo dalle autorità giapponesi.
Come cambia il nome dei mostri del vento
La metamorfosi di Nolo offre l’opportunità di chiarire una delle curiosità più diffuse della meteorologia globale. I cicloni tropicali con venti superiori a 119 km/h assumono infatti nomi differenti a seconda della zona geografica in cui si sviluppano. Nell’Oceano Atlantico settentrionale e nel Pacifico centrale e orientale vengono definiti uragani, mentre nel Pacifico Nord/Ovest prendono il nome di tifoni. Nell’emisfero australe e nell’Oceano Indiano, infine, si utilizza unicamente il termine generico di ciclone tropicale, indipendentemente dall’intensità raggiunta dalla tempesta.
La rotta di Nolo e la situazione nel Pacifico
Lunedì mattina ora locale (Giappone) la Japan Meteorological Agency ha registrato per il tifone Nolo venti massimi sostenuti pari a 162 km/h, con una velocità di spostamento verso Ovest di circa 30 km/h. La buona notizia risiede nella vasta estensione oceanica in cui si trova il sistema: pur mantenendo una notevole potenza, la tempesta si sta muovendo lontana da qualsiasi terra emersa.
Il percorso di Nolo è stato particolarmente turbolento: una settimana fa aveva sfiorato le isole Hawaii come uragano, per poi perdere energia ed essere declassato a tempesta tropicale, per poi riacquistare forza e tornare a essere un uragano nella giornata di venerdì. Le previsioni indicano che il sistema continuerà la sua avanzata verso Ovest, andando incontro a un graduale indebolimento.
Nel frattempo, in un’altra area del Pacifico, l’uragano Rachel prosegue la sua rotta verso Ovest allontanandosi dal Messico, pur continuando a generare mareggiate e onde pericolose lungo le coste centro-occidentali messicane e la penisola della Baja California.
