Uno studio, guidato dall’Università di Bristol e pubblicato sulla rivista Nature Communications, potrebbe aiutare milioni di persone che vivono in Paesi soggetti a terremoti a prendere decisioni più informate sul rischio sismico, in particolare durante periodi caratterizzati da una maggiore attività sismica. I recenti terremoti in Colombia, Giappone e Venezuela hanno ricordato in modo netto quanto sia fondamentale essere il più preparati possibile di fronte a potenziali eventi sismici.
Test su oltre 50.000 previsioni a breve termine (per il giorno successivo)
Per determinare l’affidabilità degli attuali modelli di previsione sismica, i ricercatori hanno valutato 27 diversi modelli che, nell’arco di oltre un decennio, hanno generato automaticamente un database unico contenente più di 50.000 previsioni per il giorno successivo relative alla California. Tali previsioni sono state confrontate con quasi 600 terremoti di magnitudo pari o superiore a 3,95, registrati durante il periodo di sperimentazione. I risultati indicano che alcuni modelli sono stati in grado di descrivere in modo coerente la localizzazione, la tempistica e la magnitudo dell’attività sismica, sulla base di osservazioni raccolte in modo prospettico.
L’autore principale dello studio, il Dottor José A. Bayona, ricercatore Leverhulme presso la Scuola di Scienze della Terra dell’Università di Bristol, ha dichiarato: “attualmente, nessun metodo scientifico è in grado di prevedere con esattezza quando e dove si verificherà il prossimo terremoto. Tuttavia, la previsione probabilistica può fornire indicazioni utili su dove, quando e con quale intensità sia più probabile che si verifichino terremoti in un determinato arco temporale”. “Il nostro studio dimostra che la tipologia di modelli attualmente impiegata in alcuni Paesi per la previsione operativa dei terremoti è in grado di generare stime che rimangono coerenti con le osservazioni rilevate nel corso di lunghi periodi di sperimentazione prospettica. Ciò fornisce solide prove a sostegno del loro impiego in sistemi operativi pubblici di previsione sismica”.
L’ampio registro di test prospettici in California
Le previsioni sono state generate in modo automatico e interamente prospettico dal Collaboratory for the Study of Earthquake Predictability (CSEP), una comunità scientifica globale dedita a far progredire la ricerca sulla prevedibilità dei terremoti attraverso la valutazione prospettica di modelli probabilistici di sismicità. Sebbene precedenti esperimenti del CSEP abbiano valutato le previsioni sismiche in regioni come il Giappone, la Nuova Zelanda e l’Italia, quello condotto in California si distingue per la combinazione tra il numero di modelli testati, la durata dell’esperimento e la mole di osservazioni sismiche prospettiche disponibili per la valutazione.
Un modello di riferimento per la previsione operativa
I risultati potrebbero avere implicazioni pratiche per agenzie governative, autorità di protezione civile e organizzazioni scientifiche che stanno sviluppando – o valutando di sviluppare – sistemi operativi di previsione dei terremoti. Bayona ha aggiunto: “abbiamo fornito una sorta di ‘ricetta’ che identifica gli elementi da considerare nello sviluppo di previsioni coerenti con il numero, la localizzazione spaziale e la distribuzione delle magnitudo dei terremoti effettivamente osservati. Abbiamo inoltre messo a disposizione un pacchetto software open-source contenente il codice, i dati e la documentazione necessari per replicare in modo trasparente le analisi, le figure e i risultati dello studio”.
