Le discariche italiane potrebbero diventare una risorsa strategica per la produzione di energia rinnovabile, trasformando il gas generato dalla decomposizione dei rifiuti in una fonte energetica utilizzabile nelle abitazioni, nelle industrie e nei trasporti. Una prospettiva che comincia a concretizzarsi in Toscana, dove sono in costruzione i primi due impianti italiani di Waga Energy, società internazionale specializzata nella produzione di biometano dal gas di discarica. I due progetti, localizzati a Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo, e Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, avranno una capacità produttiva complessiva che potrà raggiungere i 121 GWh di biometano all’anno, con una riduzione stimata delle emissioni pari a circa 21.400 tonnellate di CO₂ equivalente ogni anno. Alla base dell’iniziativa c’è WAGABOX®, una tecnologia proprietaria sviluppata per recuperare e purificare il biogas prodotto nelle discariche, trasformandolo in biometano conforme ai requisiti delle reti di distribuzione del gas. Si tratta di una soluzione industriale pensata per valorizzare una risorsa energetica che, ancora oggi, viene in larga parte bruciata in torcia oppure impiegata in sistemi caratterizzati da un’efficienza limitata.
Biometano dalle discariche, in Toscana i primi due impianti italiani di Waga Energy
Il debutto operativo di Waga Energy in Italia passa attraverso due collaborazioni con operatori pubblici locali impegnati nella gestione dei rifiuti. Entrambi i progetti puntano a utilizzare il biogas generato dai siti di smaltimento per produrre gas rinnovabile da immettere direttamente nella rete nazionale. Il primo intervento riguarda la discarica di Podere Rota, nel territorio comunale di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo. Il progetto nasce dalla collaborazione con Centro Servizi Ambiente Impianti (CSAI), società partecipata dalla multiutility Iren attraverso Valdarno Ambiente. La particolarità di questo intervento riguarda le condizioni del sito, attualmente in fase di post-gestione. Nonostante la conclusione delle attività di conferimento, i rifiuti depositati nel corso degli anni continuano infatti a produrre biogas attraverso i naturali processi di decomposizione della componente organica. L’impianto WAGABOX® in costruzione permetterà di recuperare questo gas e convertirlo in biometano, con una produzione prevista fino a 29 GWh all’anno. Secondo le stime del progetto, il suo funzionamento consentirà di evitare emissioni pari a circa 5.900 tonnellate di CO₂ equivalente ogni anno. L’iniziativa dimostra come la valorizzazione energetica possa proseguire anche dopo la fine dell’attività di smaltimento, sfruttando il biogas che i rifiuti continuano a generare durante il lungo periodo di post-gestione della discarica.
Rosignano Marittimo, un impianto da 92 GWh all’anno: entrata in funzione prevista nel 2027
Il secondo progetto toscano è previsto presso il Polo Impiantistico di Rosignano Marittimo, in provincia di Livorno, gestito da Scapigliato Srl, società pubblica attiva nel settore della gestione dei rifiuti. Il polo rappresenta uno dei principali siti regionali dedicati al trattamento e allo smaltimento, con una capacità superiore a 300.000 tonnellate di rifiuti all’anno. Il contratto per la realizzazione dell’impianto è stato assegnato a Waga Energy nel 2025, al termine di una procedura di evidenza pubblica. L’accordo prevede che la società si occupi del finanziamento, della costruzione e della gestione dell’infrastruttura per un periodo iniziale di dieci anni. L’entrata in esercizio è programmata per il 2027. Una volta operativo, l’impianto avrà una capacità di produzione pari a 92 GWh di biometano all’anno, contribuendo alla riduzione delle emissioni climalteranti per una quantità stimata in circa 15.500 tonnellate di CO₂ equivalente ogni anno. Con una capacità produttiva superiore a quella prevista per Podere Rota, il progetto di Rosignano Marittimo costituisce una componente rilevante della strategia di ingresso di Waga Energy nel mercato italiano del biometano da discarica.
Il patrimonio energetico nascosto nelle 250 discariche italiane
Il potenziale di questa tecnologia assume particolare rilievo considerando la dimensione del sistema italiano di smaltimento dei rifiuti. Secondo i dati ISPRA riportati dall’azienda, in Italia risultano operative circa 250 discariche, delle quali un centinaio destinate a materiali non pericolosi. Ogni anno vengono smaltiti in discarica oltre 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, ai quali si aggiunge il patrimonio costituito dai numerosi siti che hanno già concluso le attività di conferimento e si trovano nella fase di post-gestione. Proprio questi ultimi rappresentano una possibilità di recupero energetico particolarmente significativa. La decomposizione della materia organica non si interrompe infatti con la chiusura di una discarica, ma può continuare per decenni, generando un flusso di gas che richiede sistemi di captazione e gestione. Il biogas di discarica è costituito principalmente da metano e anidride carbonica, ma presenta una composizione variabile che può rendere complesso il suo trattamento. Per ragioni ambientali e di sicurezza deve essere intercettato e gestito, anche per limitare i rischi di incendio e l’inquinamento atmosferico. Una parte di questo gas viene tradizionalmente distrutta attraverso la combustione in torcia, mentre un’altra può essere impiegata in impianti energetici con rendimenti limitati. La possibilità di trasformarlo in biometano introduce un’alternativa che consente di valorizzare il contenuto energetico del metano recuperato.
Perché recuperare il metano dalle discariche è importante per il clima
La gestione del gas prodotto dai rifiuti assume un’importanza decisiva anche sotto il profilo ambientale. Il metano è infatti uno dei principali gas responsabili dell’effetto serra e presenta un potenziale di riscaldamento globale circa 80 volte superiore a quello dell’anidride carbonica, considerando un orizzonte temporale di vent’anni.La captazione del biogas e il recupero del metano consentono di intervenire su una fonte di emissioni climalteranti, trasformando contemporaneamente una sostanza potenzialmente dannosa per l’ambiente in un combustibile rinnovabile. Il biometano ottenuto dalla purificazione del gas di discarica può infatti sostituire il gas naturale di origine fossile e utilizzare le infrastrutture esistenti per raggiungere le utenze domestiche, le attività produttive e il settore dei trasporti. Questo approccio collega due obiettivi della transizione energetica: la riduzione delle emissioni di gas serra e la progressiva sostituzione delle fonti fossili con combustibili di origine rinnovabile.
Come funziona WAGABOX®, la tecnologia che trasforma il biogas in biometano
La principale difficoltà tecnica nella valorizzazione del gas di discarica riguarda la sua composizione. A differenza di altri flussi gassosi industriali, il biogas prodotto dalla decomposizione dei rifiuti presenta caratteristiche variabili, con la presenza di componenti che devono essere separate prima di ottenere un combustibile idoneo alla distribuzione. Per affrontare questo problema, Waga Energy ha sviluppato la tecnologia brevettata WAGABOX®, che combina due distinti processi di trattamento all’interno di un unico sistema industriale. La prima fase prevede una filtrazione a membrana, utilizzata per separare l’anidride carbonica e le impurità presenti nel biogas. Attraverso questo processo viene effettuata una prima purificazione del gas recuperato dalla discarica. Successivamente interviene una fase di distillazione criogenica, necessaria per separare il metano dall’azoto e dall’ossigeno. L’integrazione dei due processi permette di ottenere un prodotto finale con caratteristiche compatibili con le specifiche richieste dai gestori delle reti del gas. Il risultato è biometano rinnovabile pronto per l’immissione nella rete, senza la necessità di destinarlo esclusivamente alla produzione locale di energia. Gli impianti WAGABOX® già attivi in diversi Paesi sono completamente automatizzati e vengono monitorati a distanza dalla sede del Gruppo. La tecnologia è inoltre tutelata da diversi brevetti internazionali.
Un modello industriale senza investimenti diretti per i gestori delle discariche
Oltre alla tecnologia di purificazione del gas, un elemento centrale della proposta industriale di Waga Energy riguarda il sistema economico attraverso il quale vengono realizzati gli impianti. La società opera secondo il modello BOO, acronimo di Build-Own-Operate, che prevede il finanziamento, la costruzione, la proprietà e la gestione diretta delle infrastrutture da parte dell’azienda. Gli interventi vengono sviluppati attraverso partnership con i gestori delle discariche, ai quali viene riconosciuta una quota dei ricavi derivanti dalla vendita del biometano prodotto. In questo modo, i proprietari dei siti possono beneficiare di una nuova fonte di reddito stabile, senza dover sostenere direttamente gli investimenti necessari alla costruzione degli impianti e senza assumersi i relativi rischi operativi. Il modello consente di integrare la valorizzazione energetica nelle attività di gestione delle discariche, affidando a un operatore specializzato la realizzazione e il funzionamento delle infrastrutture necessarie alla produzione del gas rinnovabile.
Waga Energy, dalla Francia a sette Paesi: 38 impianti e oltre 2,1 TWh di capacità produttiva
Fondata nel 2015 a Grenoble, in Francia, Waga Energy nasce dall’iniziativa di tre ingegneri provenienti dal Gruppo Air Liquide e specializzati nell’ingegneria del gas: Mathieu Lefebvre, Nicolas Paget e Guénaël Prince. Il nome della società richiama direttamente la sua missione industriale, quella di valorizzare il waste gas, ossia il gas generato dai rifiuti, trasformandolo in una fonte di energia utilizzabile. L’intera attività del Gruppo è concentrata sulla produzione di biometano destinato a sostituire i combustibili fossili e a contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico. In poco più di dieci anni, l’azienda ha progressivamente ampliato la propria presenza internazionale, arrivando a operare in sette Paesi: Francia, Spagna, Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Brasile. Oggi Waga Energy conta oltre 300 dipendenti e ha registrato nel 2025 ricavi pari a 59,6 milioni di euro. Il Gruppo è quotato sul mercato Euronext Paris con il simbolo WAGA. Sul piano industriale, la società gestisce 38 impianti di produzione di biometano in esercizio nel mondo, con una capacità installata complessiva superiore a 2,1 TWh all’anno. A questi si aggiungono numerose altre installazioni attualmente in costruzione. Secondo i dati aziendali, nel solo 2025 le attività del Gruppo hanno permesso di evitare emissioni pari a 310.000 tonnellate di CO₂ equivalente, evidenziando il contributo attribuito alla valorizzazione energetica del gas di discarica.
Biometano e indipendenza energetica: la strategia di Waga Energy per l’Italia
La realizzazione dei primi due impianti toscani segna l’avvio di una strategia di sviluppo rivolta al mercato italiano del biometano, con l’obiettivo di estendere progressivamente l’impiego della tecnologia WAGABOX® alle principali discariche del Paese. La presenza di numerosi siti operativi e di discariche in post-gestione offre infatti opportunità per il recupero di gas che altrimenti potrebbe non essere valorizzato attraverso processi ad alta efficienza. La possibilità di immettere il biometano direttamente nelle reti esistenti rappresenta uno degli elementi centrali di questa strategia, perché consente di utilizzare il combustibile rinnovabile nei diversi comparti che già impiegano gas naturale. L’espansione della produzione di biometano da discarica in Italia si inserisce così nel percorso di decarbonizzazione del sistema energetico e nel rafforzamento dell’indipendenza energetica nazionale, attraverso il recupero di una risorsa disponibile sul territorio. I due interventi in provincia di Arezzo e Livorno costituiscono il primo passo concreto di questo programma industriale, sviluppato attraverso accordi con operatori locali del settore ambientale.
Ecomondo 2026 a Rimini, Waga Energy presenta la tecnologia per valorizzare il gas delle discariche
La tecnologia WAGABOX® e le opportunità di sviluppo del biometano da discarica saranno al centro della partecipazione di Waga Energy a Ecomondo 2026, in programma a Rimini dal 3 al 6 novembre 2026. La manifestazione rappresenta uno dei principali appuntamenti europei dedicati all’economia circolare, alla sostenibilità ambientale e alla transizione verde, riunendo gruppi industriali, operatori economici, rappresentanti delle istituzioni e responsabili delle politiche ambientali. Waga Energy sarà presente allo stand D5/512, dove il team italiano e quello internazionale illustreranno le caratteristiche della tecnologia sviluppata dall’azienda e le possibilità di applicazione nelle discariche italiane. La partecipazione sarà rivolta in particolare a operatori del settore rifiuti, gestori di discariche, istituzioni, giornalisti e potenziali acquirenti di biometano, con l’obiettivo di approfondire gli aspetti tecnologici e industriali legati alla produzione di gas rinnovabile attraverso il recupero del biogas. L’appuntamento di Rimini arriva mentre la società è impegnata nella realizzazione dei suoi primi impianti italiani e punta a sviluppare nuove partnership per estendere la valorizzazione energetica delle discariche ad altri siti del territorio nazionale.
