El Niño scatena inondazioni in Argentina: oltre 2mila sfollati e 2 morti

Le piogge intense hanno fatto straripare i fiumi nel Nord-Est del Paese, sommergendo interi quartieri e costringendo migliaia di persone a lasciare le proprie case

Oltre 2mila persone sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni nel Nord-Est dell’Argentina a causa delle inondazioni provocate dalle intense precipitazioni delle ultime settimane, associate al fenomeno climatico El Niño. Il bilancio è già di 2 morti, entrambi braccianti agricoli annegati lo scorso fine settimana mentre cercavano di trasferire il bestiame lontano dalle aree allagate. Le piogge hanno provocato un sensibile aumento della portata dei fiumi Paraná, Uruguay e Iguazú, che attraversano o costeggiano le aree di confine tra Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. El Niño, fenomeno caratterizzato dal riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale, altera i regimi atmosferici e può modificare la distribuzione delle precipitazioni su scala globale. Secondo le previsioni degli esperti, l’attuale episodio potrebbe essere uno dei più intensi degli ultimi decenni.

La situazione più critica nel Chaco e a Corrientes

Nella provincia del Chaco, tra 1.200 e 1.300 persone hanno lasciato le proprie abitazioni per mettersi al riparo dalle acque. Nella vicina provincia di Corrientes, circa un migliaio di residenti ha dovuto abbandonare le proprie case, secondo i dati diffusi mercoledì dalla Protezione civile. Particolarmente grave la situazione a Paso de la Patria, località turistica investita dalla piena del Paraná, dove la rottura di un argine di contenimento ha provocato l’allagamento di diversi quartieri.

Due vittime mentre cercavano di salvare il bestiame

Lunedì, la Protezione civile della città di Corrientes aveva confermato la morte per annegamento di due braccianti agricoli. I due uomini stavano cercando di spostare il bestiame fuori dalle zone minacciate dalle inondazioni quando sono stati travolti dalle acque. Mentre proseguono gli allontanamenti dalle aree più esposte, l’evoluzione dei livelli fluviali resta motivo di preoccupazione. La prospettiva di ulteriori oscillazioni e di un’emergenza destinata a durare mesi rende incerto il ritorno alla normalità per migliaia di residenti, alle prese con abitazioni allagate e territori sempre più difficili da raggiungere.