Eni conquista per il terzo anno consecutivo il Gold Standard dell’ONU per le emissioni di metano

Il riconoscimento dell’Oil and Gas Methane Partnership 2.0 premia la qualità e l’affidabilità dei dati sulle emissioni di metano e l’impegno di Eni nel monitoraggio di tutti gli asset materiali, compresi quelli non operati

Eni conquista per il terzo anno consecutivo il prestigioso riconoscimento “Gold Standard reporting” dell’Oil and Gas Methane Partnership 2.0 (OGMP 2.0), l’iniziativa promossa dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) per migliorare l’affidabilità e la trasparenza dei dati relativi alle emissioni di metano nel settore petrolifero e del gas. Il riconoscimento premia l’impegno della società nella rendicontazione delle emissioni secondo i massimi livelli di qualità e affidabilità dei dati, confermando per il terzo anno consecutivo il raggiungimento degli standard previsti dall’iniziativa internazionale. Un risultato particolarmente significativo per l’estensione delle attività di monitoraggio e rendicontazione, che quest’anno hanno riguardato tutti gli asset materiali di Eni, inclusi quelli non operati, attraverso un lavoro di coordinamento con i partner industriali e le compagnie petrolifere nazionali dei Paesi in cui il gruppo è presente.

Che cos’è l’OGMP 2.0 e perché il riconoscimento è importante

L’Oil and Gas Methane Partnership 2.0 è un’iniziativa del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep) nata con l’obiettivo di stabilire uno standard globale per l’affidabilità e la trasparenza delle rendicontazioni delle emissioni di metano nell’industria petrolifera e del gas. Al centro del programma si trova la necessità di disporre di informazioni accurate e verificabili sulle emissioni, un elemento fondamentale per comprendere il fenomeno e individuare le azioni necessarie a limitarne l’impatto. La rendicontazione delle emissioni di metano costituisce infatti un passaggio essenziale per tracciare e indirizzare in maniera efficace gli interventi di mitigazione. La qualità dei dati assume quindi un ruolo centrale nella capacità delle aziende energetiche di monitorare le proprie attività e orientare le misure di riduzione delle emissioni. Il Gold Standard reporting riconosce proprio l’impegno nel raggiungimento degli standard più elevati di qualità delle informazioni raccolte e rendicontate, nell’ambito del sistema internazionale promosso dall’Unep.

Monitoraggio delle emissioni: Eni raggiunge i massimi livelli di qualità dei dati anche negli asset non operati

Uno degli aspetti centrali del risultato ottenuto da Eni nel 2026 riguarda l’ampiezza del perimetro delle attività sottoposte a monitoraggio e rendicontazione. La società ha raggiunto i massimi livelli di qualità e affidabilità dei dati di reporting per tutti gli asset materiali, comprendendo anche le attività nelle quali non ricopre direttamente il ruolo di operatore. L’inclusione degli asset non operati rappresenta un elemento rilevante nell’ambito del percorso di rendicontazione, perché estende l’attenzione alle emissioni associate ad attività che richiedono il coinvolgimento e la collaborazione di più soggetti industriali. Il riconoscimento ottenuto nell’ambito dell’OGMP 2.0 valorizza quindi non soltanto l’impegno nel monitoraggio delle emissioni, ma anche la capacità di sviluppare un sistema di rendicontazione che comprende realtà operative differenti.

Il ruolo dei partner internazionali e delle compagnie petrolifere nazionali

Il conseguimento del Gold Standard reporting è stato reso possibile anche grazie al coordinamento tra Eni, i suoi partner industriali e le national oil companies, le compagnie petrolifere nazionali dei Paesi nei quali il gruppo opera. Questa collaborazione ha consentito di raggiungere gli standard richiesti anche per gli asset non gestiti direttamente dalla società, contribuendo alla qualità complessiva delle informazioni sulle emissioni di metano. Il coinvolgimento dei diversi operatori assume particolare importanza in un settore caratterizzato da attività industriali svolte attraverso partnership e partecipazioni in più Paesi. La cooperazione tra le società coinvolte permette di estendere il perimetro della rendicontazione e di perseguire criteri condivisi di qualità dei dati.

Emissioni di metano nel settore petrolifero e del gas: la centralità di dati affidabili

Il riconoscimento attribuito a Eni si inserisce nel quadro delle iniziative internazionali finalizzate a rafforzare la trasparenza nella misurazione e nella rendicontazione delle emissioni di metano prodotte dalle attività del comparto energetico. L’obiettivo dell’OGMP 2.0 è costruire un riferimento comune per il settore petrolifero e del gas, attraverso criteri che consentano di migliorare l’affidabilità dei dati e la conoscenza delle emissioni associate alle diverse attività. La disponibilità di informazioni di elevata qualità costituisce la base per tracciare le emissioni e indirizzare le azioni di mitigazione, rendendo la rendicontazione uno strumento centrale nei percorsi di gestione delle emissioni di metano. Per Eni, il terzo riconoscimento consecutivo rappresenta la conferma dell’impegno nel rispettare gli standard di rendicontazione previsti dall’iniziativa delle Nazioni Unite. Il risultato raggiunto quest’anno si distingue soprattutto per il coinvolgimento di tutti gli asset materiali e per la collaborazione internazionale che ha permesso di conseguire i massimi livelli di qualità e affidabilità dei dati anche nelle attività non operate direttamente dal gruppo.