Eni rafforza la propria presenza energetica in Libia con il completamento di un importante progetto destinato ad aumentare la disponibilità di gas naturale, ridurre le emissioni in atmosfera e favorire le esportazioni verso l’Europa. Il gruppo energetico italiano, in partnership con la National Oil Corporation (Noc) libica attraverso la joint venture Mellitah Oil & Gas, ha annunciato il completamento del Bouri Gas Utilization Project (Gup) e l’avvio delle operazioni di messa in servizio. L’intervento consentirà di recuperare il gas associato prodotto dal giacimento offshore di Bouri, situato nel settore occidentale delle acque libiche, trasformando una risorsa precedentemente destinata alla combustione in una fonte di approvvigionamento per il sistema energetico nazionale. Il progetto permetterà di ottenere una produzione incrementale di circa 700 milioni di metri cubi di gas all’anno, con effetti positivi sulla disponibilità di energia in Libia e sulla quantità di gas potenzialmente destinabile ai mercati europei attraverso il gasdotto GreenStream.
Come funziona il Bouri Gas Utilization Project: recupero del gas e nuove infrastrutture
Il Bouri Gas Utilization Project rappresenta un intervento infrastrutturale finalizzato a migliorare l’efficienza delle attività di produzione degli idrocarburi nel settore offshore libico. L’iniziativa ha previsto la costruzione e l’installazione del nuovo Bouri Gas Recovery Module (Grm), insieme alle infrastrutture necessarie per il collegamento con il sistema produttivo esistente. Grazie alle nuove installazioni sarà possibile recuperare e trattare il gas associato alla produzione del giacimento di Bouri, che in precedenza veniva destinato al cosiddetto flaring, ovvero la combustione del gas attraverso apposite torce industriali. L’entrata in funzione delle nuove infrastrutture consentirà quindi di valorizzare una risorsa energetica già presente nelle attività estrattive, inserendola nel sistema di approvvigionamento del Paese anziché disperderne il potenziale energetico attraverso la combustione. Il completamento dell’impianto e l’avvio della fase di messa in servizio costituiscono un passaggio significativo nel percorso di sviluppo delle infrastrutture offshore gestite dalla partnership tra Eni e la compagnia petrolifera nazionale libica.
Riduzione delle emissioni di CO₂: 1,5 milioni di tonnellate in meno ogni anno
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto riguarda la riduzione dell’impatto ambientale delle attività energetiche in Libia. Il recupero del gas precedentemente destinato al flaring consentirà infatti di diminuire in maniera consistente le emissioni associate alla produzione di idrocarburi. Secondo le stime indicate da Eni, il Bouri Gas Utilization Project permetterà di ridurre le emissioni di gas serra di circa 1,5 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno. Si tratta di uno dei più importanti interventi di riduzione delle emissioni realizzati nel settore energetico libico, con un contributo diretto al miglioramento delle prestazioni ambientali del sistema produttivo nazionale. L’iniziativa rientra nella strategia condivisa da Eni e Noc per diminuire l’intensità emissiva delle attività upstream, ossia delle operazioni legate all’esplorazione e alla produzione di petrolio e gas naturale. Il recupero del gas associato permette di coniugare una maggiore valorizzazione delle risorse disponibili con la riduzione delle emissioni generate durante le attività industriali.
Gas libico, 700 milioni di metri cubi all’anno per il mercato interno e il settore elettrico
La nuova disponibilità di gas prodotta attraverso il progetto Bouri avrà come prima destinazione il mercato domestico della Libia. L’incremento previsto, pari a circa 700 milioni di metri cubi annui, contribuirà a soddisfare la domanda energetica nazionale, con particolare riferimento alle esigenze del settore elettrico. La valorizzazione del gas recuperato consentirà di mettere a disposizione del sistema energetico libico ulteriori risorse, rafforzando il contributo della produzione offshore all’approvvigionamento del Paese. Il progetto assume quindi una doppia rilevanza: da una parte aumenta la disponibilità di gas utilizzabile per le necessità interne, dall’altra migliora l’efficienza complessiva delle attività produttive attraverso il recupero di volumi che precedentemente non venivano destinati al consumo.
GreenStream, il collegamento energetico tra Libia ed Europa
Il completamento del progetto Bouri presenta implicazioni anche per il mercato europeo del gas naturale. L’aumento delle risorse disponibili per il consumo domestico libico favorirà infatti la possibilità di destinare maggiori volumi di gas all’esportazione verso l’Europa. Il collegamento indicato è il gasdotto GreenStream, infrastruttura attraverso la quale il gas libico viene trasportato verso il mercato europeo. Il Bouri Gas Utilization Project si inserisce così nel più ampio sviluppo del settore gas della Libia, con effetti che interessano sia l’approvvigionamento energetico nazionale sia le prospettive delle forniture internazionali. Il recupero del gas associato alla produzione offshore rappresenta dunque un intervento capace di incidere contemporaneamente sull’utilizzo delle risorse interne, sull’efficienza industriale e sulla disponibilità di volumi potenzialmente esportabili.
Eni e Noc, la partnership per sviluppare le risorse energetiche della Libia
L’avvio del Bouri Gas Utilization Project conferma la collaborazione tra Eni e National Oil Corporation per lo sviluppo delle risorse energetiche libiche. La partnership, operativa attraverso la joint venture Mellitah Oil & Gas, punta a realizzare interventi in grado di integrare crescita produttiva, maggiore efficienza delle infrastrutture e attenzione agli aspetti ambientali. Il progetto si colloca all’interno di un percorso più ampio di valorizzazione delle risorse di gas naturale della Libia, con l’obiettivo di incrementare la capacità di utilizzo delle risorse disponibili e migliorare le prestazioni delle attività di produzione. La riduzione delle emissioni attraverso il recupero del gas associato costituisce una delle componenti di questa collaborazione, insieme allo sviluppo di nuovi giacimenti e all’ottimizzazione delle infrastrutture energetiche già operative.
Non solo Bouri: il progetto Strutture A&E e gli altri investimenti nel gas offshore
Il completamento dell’intervento sul giacimento Bouri si affianca ad altri progetti strategici attualmente in corso in Libia, finalizzati allo sviluppo della produzione di gas naturale e al rafforzamento delle infrastrutture del settore. Tra le iniziative figura il progetto Strutture A&E, dedicato alla messa in produzione di nuove risorse di gas offshore. Lo sviluppo è destinato a contribuire sia all’approvvigionamento del mercato domestico sia alle esportazioni. Parallelamente proseguono gli interventi di ammodernamento e ottimizzazione delle infrastrutture di produzione e trasporto del gas, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza operativa del sistema energetico libico. Queste attività delineano un programma di sviluppo che comprende la valorizzazione dei giacimenti offshore, l’adeguamento degli impianti esistenti e il potenziamento dell’utilizzo delle risorse di gas naturale del Paese.
Eni in Libia dal 1959: produzione di 162mila barili equivalenti al giorno nel 2025
La presenza di Eni in Libia risale al 1959. Il gruppo italiano rappresenta oggi il principale operatore internazionale nel Paese, con una presenza industriale consolidata nel settore degli idrocarburi. Nel 2025 la produzione equity di Eni in Libia è stata pari a circa 162mila barili di olio equivalente al giorno, un dato che testimonia il peso delle attività libiche nel portafoglio produttivo della società. Il completamento del progetto Bouri e gli sviluppi offshore attualmente in corso si inseriscono in questa presenza di lungo periodo, caratterizzata dalla collaborazione con la compagnia petrolifera nazionale libica e dagli investimenti nelle infrastrutture di produzione e trasporto del gas. Con l’avvio della messa in servizio del nuovo modulo di recupero del gas di Bouri, Eni e Noc compiono un ulteriore passo nella valorizzazione delle risorse energetiche libiche, intervenendo su tre direttrici fondamentali: disponibilità di gas per la produzione elettrica nazionale, contenimento delle emissioni industriali e possibilità di incrementare i volumi destinati all’esportazione europea.
