L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) prepara concretamente il futuro dell’Europa nello spazio dopo la conclusione delle attività della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). ESA e la società statunitense Vast hanno firmato un nuovo Memorandum of Understanding (MoU), ampliando una collaborazione già avviata negli ultimi anni e aprendo la strada a possibili missioni future di astronauti europei sulle stazioni commerciali Haven attualmente in fase di sviluppo. L’intesa si inserisce nel più ampio lavoro preparatorio condotto dall’agenzia europea in vista della futura fine del servizio e del deorbiting della ISS. Per ESA, uno degli obiettivi strategici è infatti evitare che la conclusione del programma della Stazione Spaziale Internazionale determini un’interruzione dell’accesso europeo all’orbita terrestre bassa, sia per quanto riguarda il volo umano sia per le attività di ricerca scientifica e sperimentazione tecnologica in condizioni di microgravità. Il nuovo accordo è stato firmato in occasione del 77° International Astronautical Congress, IAC 2026, e riflette l’interesse condiviso di ESA e Vast per una cooperazione nell’ambito delle future opportunità commerciali in Low Earth Orbit, LEO. L’intesa amplia inoltre il precedente accordo firmato nel 2024 e già portato a termine con successo.
ESA guarda oltre la Stazione Spaziale Internazionale
La questione centrale è il futuro della presenza europea nello spazio una volta terminata l’epoca della ISS, uno dei più importanti progetti di cooperazione internazionale mai realizzati nell’esplorazione spaziale. Il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher ha sottolineato il valore storico della Stazione Spaziale Internazionale e la necessità, per l’Europa, di iniziare fin da ora a valutare le alternative disponibili per il futuro. “La Stazione Spaziale Internazionale è stata uno dei più grandi esempi di cooperazione internazionale nello spazio”, ha dichiarato Aschbacher. “Mentre l’Europa prepara la propria futura strategia di esplorazione spaziale, stiamo valutando una serie di opzioni per mantenere la nostra presenza nell’orbita terrestre bassa. Questa cooperazione con Vast rappresenta un passo importante per aiutarci a definire le future opportunità per gli astronauti europei, per la ricerca e per la tecnologia”. Il nuovo accordo rappresenta quindi uno degli strumenti attraverso cui ESA sta studiando come mantenere una presenza stabile nella LEO, garantendo continuità alle attività che oggi vengono svolte sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Astronauti ESA sulle future stazioni Haven
Uno degli aspetti più rilevanti del memorandum riguarda la possibilità di organizzare in futuro missioni di astronauti ESA a bordo delle stazioni Haven sviluppate da Vast. L’accordo stabilisce infatti un quadro generale nel quale potranno essere valutate diverse forme di collaborazione tra le due organizzazioni. Tra queste figurano potenziali missioni astronautiche, la possibilità di installare hardware ESA sulle infrastrutture sviluppate da Vast e forme di partecipazione europea alla stessa realizzazione o gestione delle future piattaforme spaziali. La cooperazione potrebbe inoltre riguardare l’utilizzo delle stazioni Haven da parte dell’Agenzia Spaziale Europea per attività di ricerca e sperimentazione. Tra le possibilità considerate rientrano campagne scientifiche definite congiuntamente, spazi e strutture dedicati agli esperimenti, capacità di trasporto verso e dalla stazione e disponibilità di tempo degli equipaggi per sostenere la continuità delle attività ESA tra una missione europea e l’altra.
Haven-1 e le missioni previste dal 2027
La collaborazione tra ESA e Vast non parte da zero. Le due organizzazioni stanno infatti già lavorando nell’ambito di quattro missioni con equipaggio riguardanti la Stazione Spaziale Internazionale e Haven-1, con attività previste a partire dal 2027. Tra queste figura anche la prima missione con equipaggio verso Haven-1. Il CEO di Vast Max Haot ha spiegato che il nuovo memorandum guarda però a uno scenario ancora più ampio, quello che si aprirà dopo la conclusione delle operazioni della ISS. “ESA e Vast stanno già collaborando a quattro missioni con equipaggio verso la Stazione Spaziale Internazionale e Haven-1 previste per il 2027, compresa la prima missione con equipaggio verso Haven-1”, ha dichiarato Haot. “Questo MoU guarda oltre quelle missioni, verso l’era post-ISS. Stiamo progettando Haven Station per garantire che ESA, i suoi astronauti e i suoi scienziati continuino ad avere accesso all’orbita terrestre bassa, portando avanti al tempo stesso la forte cooperazione internazionale che ha caratterizzato la Stazione Spaziale Internazionale”. L’obiettivo dichiarato di Vast è quindi rendere le proprie future infrastrutture spaziali utilizzabili anche dalle agenzie internazionali, mantenendo una dimensione di collaborazione tra Paesi simile a quella che ha caratterizzato il programma ISS.
Europa al lavoro per garantire ricerca e voli umani dopo la ISS
La preparazione del dopo-ISS viene considerata dall’Agenzia Spaziale Europea una priorità strategica. Il problema non riguarda esclusivamente la possibilità di inviare astronauti nello spazio, ma anche la necessità di mantenere un’infrastruttura accessibile per attività scientifiche e tecnologiche in microgravità. Il direttore dell’Esplorazione umana e robotica dell’ESA Daniel Neuenschwander ha evidenziato l’importanza di anticipare le conseguenze della futura conclusione delle attività della Stazione Spaziale Internazionale. “Per garantire il futuro dell’Europa nell’orbita terrestre bassa dobbiamo anticipare gli eventi e assicurarci di essere pronti quando la grande cooperazione sulla ISS arriverà alla fine”, ha affermato Neuenschwander. “A questo proposito stiamo studiando varie opzioni per garantire la nostra futura capacità collettiva di realizzare attività scientifiche e dimostrazioni tecnologiche in un ambiente di microgravità. Questo lavoro svolgerà inoltre un ruolo fondamentale nel creare nuove opportunità di volo per il nostro corpo astronauti”. La disponibilità di nuove stazioni commerciali potrebbe quindi diventare determinante per evitare una discontinuità nelle attività europee nello spazio.
Ricerca scientifica e tecnologia in microgravità
Uno dei pilastri della possibile collaborazione sarà rappresentato dalla ricerca scientifica. Le future stazioni Haven potrebbero infatti essere utilizzate da ESA per ospitare programmi scientifici progettati congiuntamente con Vast, esperimenti tecnologici e attività che richiedono un ambiente di microgravità prolungato. L’accordo prevede la possibilità di individuare sistemazioni scientifiche dedicate, spazi tecnici e capacità logistiche specifiche per il trasporto dei materiali. Particolare rilievo assume anche la cosiddetta capacità di up-mass e down-mass, cioè la possibilità di trasportare materiale scientifico verso la stazione spaziale e di riportare a Terra esperimenti, campioni, strumentazioni o altri carichi. A questo potrebbe aggiungersi la disponibilità del tempo operativo degli astronauti, elemento essenziale per numerosi esperimenti che richiedono interventi diretti dell’equipaggio durante le missioni.
Continuità delle missioni ESA nell’orbita terrestre bassa
Il memorandum è stato pensato anche per garantire una maggiore continuità tra le diverse future missioni dell’Agenzia Spaziale Europea. ESA punta infatti a preservare l’esperienza accumulata nel corso dei decenni di attività sulla Stazione Spaziale Internazionale, evitando una lunga fase di transizione durante la quale l’Europa potrebbe perdere l’accesso continuativo a infrastrutture scientifiche orbitanti. L’utilizzo delle future stazioni commerciali potrebbe permettere all’agenzia di programmare missioni astronautiche e attività scientifiche mantenendo un collegamento operativo tra l’ultima fase della ISS e la nuova generazione di piattaforme in orbita terrestre bassa.
Possibili veicoli europei cargo e con equipaggio per Haven
Un altro segmento particolarmente importante dell’accordo riguarda il possibile sviluppo di collegamenti tra le future stazioni Haven e veicoli spaziali europei. ESA e Vast condividono infatti l’interesse a collaborare e scambiarsi informazioni per rendere possibile, in futuro, l’utilizzo di veicoli cargo europei o di veicoli con equipaggio europei destinati a servire le stazioni Haven. Il memorandum permetterà di approfondire gli scambi tecnici e di avviare attività preparatorie finalizzate a identificare le possibili aree di cooperazione. Si tratta di un passaggio potenzialmente significativo per l’autonomia spaziale europea, perché l’eventuale capacità di collegare sistemi di trasporto europei a una futura stazione commerciale in orbita bassa consentirebbe di ampliare notevolmente le possibilità operative dell’ESA nel periodo successivo alla ISS.
ESA cerca nuove piattaforme per la ricerca dopo la ISS
Le attività con Vast rientrano in un programma preparatorio più ampio attraverso il quale ESA sta valutando diverse possibilità per il futuro. Tra gli obiettivi principali figura la necessità di assicurarsi opzioni che garantiscano un accesso continuativo a piattaforme di ricerca in microgravità e nuove opportunità di volo per gli astronauti europei. L’Agenzia Spaziale Europea sta quindi lavorando su più scenari, valutando le infrastrutture che potrebbero diventare disponibili una volta terminato il programma della Stazione Spaziale Internazionale. Le stazioni commerciali rappresentano una delle principali strade possibili per mantenere operative attività scientifiche, tecnologiche e astronautiche in Low Earth Orbit.
Il nuovo accordo sostituisce il memorandum del 2024
Il documento firmato in occasione dello IAC 2026 sostituisce il precedente memorandum sottoscritto da ESA e Vast durante ILA Berlin nel giugno 2024. Rispetto all’intesa precedente, il nuovo accordo amplia il perimetro della collaborazione coinvolgendo diversi settori: volo spaziale umano, scienza, tecnologia e commercializzazione. La nuova intesa avrà una durata iniziale di tre anni. Il primo passaggio operativo sarà rappresentato da uno studio congiunto di fattibilità, destinato a produrre una vera e propria roadmap e un calendario indicativo delle attività necessarie per arrivare, eventualmente, alla sottoscrizione di accordi vincolanti. Il memorandum non costituisce quindi ancora un contratto definitivo per specifiche missioni future, ma rappresenta il quadro attraverso il quale ESA e Vast potranno stabilire quali attività sviluppare e con quali tempi.
