Euroflora celebra 60 anni e guarda al futuro: lanciato il bando per il nuovo Direttore Artistico del 2028

Al Centro Congressi del Porto Antico di Genova una giornata dedicata alla storia e alle prospettive della grande rassegna florovivaistica internazionale. Al centro del confronto la sostenibilità ambientale, la rigenerazione urbana, le innovazioni tecnologiche e il futuro del verde nelle città

Sessant’anni di storia, tredici edizioni, oltre sei milioni di visitatori e una nuova sfida proiettata verso il 2028. Euroflora ha celebrato il proprio anniversario al Centro Congressi del Porto Antico di Genova, riunendo rappresentanti delle istituzioni, protagonisti del florovivaismo internazionale, agronomi, architetti e ricercatori in una giornata dedicata al rapporto tra natura, innovazione e trasformazione delle città. L’appuntamento, intitolato “Radici nel futuro: 60 anni di Euroflora per la nuova visione urbana”, ha rappresentato un momento di confronto sulle prospettive di una manifestazione che, nel corso dei decenni, ha contribuito a promuovere la cultura botanica e paesaggistica, ponendo oggi al centro della propria evoluzione le grandi questioni ambientali contemporanee. La novità principale è arrivata al termine dei lavori, quando il presidente di Porto Antico di Genova S.p.A., Mauro Ferrando, ha annunciato il lancio ufficiale del bando di progettazione per individuare il nuovo Direttore Artistico di Euroflora 2028. Una scelta che segna l’avvio di una nuova fase organizzativa e progettuale, con l’obiettivo di interpretare attraverso la prossima edizione le sfide della resilienza climatica, dell’architettura esperienziale e della sostenibilità. Il futuro della manifestazione avrà come palcoscenico il nuovo Waterfront di Levante progettato da Renzo Piano, uno spazio destinato a valorizzare il dialogo tra paesaggio, architettura, ambiente urbano e grandi eventi internazionali.

Euroflora 2028, aperta la ricerca del nuovo Direttore Artistico

La ricerca del nuovo Direttore Artistico di Euroflora 2028 costituisce uno dei passaggi centrali nel percorso verso la prossima edizione della rassegna. Il bando, presentato ufficialmente da Mauro Ferrando a conclusione della giornata celebrativa, punta a individuare una figura capace di sviluppare una visione contemporanea del rapporto tra verde, città e innovazione. L’obiettivo è dare forma a un progetto artistico e paesaggistico che sappia confrontarsi con le trasformazioni ambientali, con le nuove esigenze degli spazi urbani e con il ruolo sempre più importante delle infrastrutture verdi. Tra gli elementi che caratterizzeranno questa prospettiva figurano la resilienza ai cambiamenti climatici, l’integrazione tra natura e architettura e la capacità di trasformare gli allestimenti floreali in esperienze capaci di raccontare nuove modalità di convivenza tra ambiente naturale e costruito. Il Waterfront di Levante, firmato dall’architetto Renzo Piano, rappresenterà lo scenario nel quale sviluppare questa visione, inserendo Euroflora nel più ampio processo di trasformazione urbana della città di Genova.

Sessant’anni di Euroflora: dalle origini del 1964 ai risultati dell’edizione 2025

La celebrazione ha offerto anche l’occasione per ripercorrere il cammino storico della manifestazione, ricordando le intuizioni che ne determinarono la nascita e il progressivo consolidamento sulla scena internazionale. I lavori della mattinata, moderati dal direttore de Il Secolo XIX, Andrea Castanini, sono stati aperti dal presidente Mauro Ferrando, che ha ricordato il contributo fondamentale dei fondatori Carlo Pastorino e Giuseppino Roberto. Fu nel 1964 che i due promotori, ispirandosi alle Floralies belghe, posero le basi per quella che sarebbe diventata una delle principali manifestazioni florovivaistiche internazionali. Da allora Euroflora ha attraversato tredici edizioni, accogliendo complessivamente oltre sei milioni di visitatori e costruendo nel tempo un legame profondo con Genova e con il settore florovivaistico. Particolare attenzione è stata riservata ai risultati dell’edizione 2025, il cui impatto economico è stato stimato da Deloitte in 36,9 milioni di euro, dei quali 29 milioni generati in Liguria. Un risultato accompagnato da un indice di gradimento vicino all’87%, dato che conferma l’apprezzamento registrato dalla manifestazione. Accanto alla ricostruzione dei risultati economici e organizzativi, l’anniversario è stato accompagnato da una mostra di memorabilia, fotografie e video, arricchita da una selezione delle pagine più significative de Il Secolo XIX. Il percorso, curato dalla Fondazione Il Secolo XIX, ha documentato il racconto giornalistico delle tredici edizioni, ripercorrendo attraverso le testimonianze d’archivio l’evoluzione della rassegna e il suo rapporto con la città.

Le istituzioni a Genova: Euroflora tra identità territoriale e nuove idee per le città

L’apertura dei lavori ha visto la partecipazione di diversi rappresentanti istituzionali, che hanno sottolineato il valore di Euroflora come elemento dell’identità genovese e come luogo di elaborazione di nuove idee per lo sviluppo urbano. Sono intervenuti il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa, il presidente del Consiglio regionale Stefano Balleari e il presidente della Camera di Commercio Luigi Attanasio. Il confronto ha evidenziato come la manifestazione non rappresenti soltanto un’occasione espositiva dedicata alle eccellenze botaniche, ma anche uno spazio nel quale approfondire le prospettive economiche, ambientali e culturali del florovivaismo. Nel corso della sessione pomeridiana è intervenuto anche il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, nell’ambito di una giornata che ha posto in relazione il patrimonio storico della rassegna con le sfide della pianificazione urbana e della sostenibilità.

Florovivaismo internazionale: il verde diventa un’infrastruttura strategica per le città

Uno dei temi principali dell’anniversario ha riguardato l’evoluzione dei grandi eventi florovivaistici, sempre più orientati a promuovere una relazione permanente tra cittadini, natura e spazi urbani. A sviluppare questa prospettiva sono stati Tim Briercliffe, Segretario Generale dell’AIPH, e Pieter Toebaert, Direttore Generale delle Floralies di Ghent, protagonisti della parte internazionale del confronto. I loro interventi hanno messo in evidenza la trasformazione delle grandi esposizioni botaniche in ecosistemi permanenti di connessione tra le persone e l’ambiente naturale, superando una concezione limitata alla sola dimensione temporanea dell’evento. In questo contesto, il verde è stato analizzato come una vera e propria infrastruttura vitale e tecnologica, capace di contribuire alle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, alla qualità degli spazi pubblici e alla trasformazione delle città. La dimensione internazionale ha inoltre rafforzato il collegamento tra l’esperienza genovese e le altre grandi manifestazioni europee dedicate alla cultura del verde, in una prospettiva di collaborazione e confronto sulle nuove esigenze ambientali.

Innovazione e sostenibilità: presentato il prototipo della pergola verde

Tra i contributi tecnologici della giornata ha assunto particolare rilievo la presentazione del prototipo della pergola verde, sviluppato nell’ambito del progetto Interreg Marittimo Prismamed 2. L’innovazione è stata illustrata dall’Istituto Regionale per la Floricoltura (IRF) e dalla Regione Liguria, rappresentati da Fabrizio Acquarone. Si tratta di una struttura leggera e sostenibile, progettata attraverso l’impiego di essenze vegetali caratterizzate da una bassissima richiesta idrica. La soluzione è pensata per trovare applicazione soprattutto nelle aree portuali e nei lungomare, contesti nei quali l’introduzione di elementi verdi richiede una particolare attenzione alle condizioni ambientali e al consumo delle risorse. La pergola verde rappresenta un esempio concreto dell’integrazione tra ricerca florovivaistica e progettazione degli spazi pubblici, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni capaci di valorizzare il paesaggio urbano attraverso sistemi vegetali sostenibili. L’esperienza presentata a Genova ha dunque collegato l’innovazione scientifica alle possibili applicazioni territoriali, mostrando il ruolo che il settore florovivaistico può assumere nelle strategie di trasformazione delle città e delle aree costiere.

Rigenerazione urbana, Piani del Verde e Nature Restoration Law: il contributo di architetti e ricercatori

Il programma della mattinata ha dedicato un ampio spazio alle prospettive scientifiche e urbanistiche del verde, affrontando questioni legate alla rigenerazione urbana, alla pianificazione ambientale e alle politiche europee di ripristino degli ecosistemi. Al dibattito hanno contribuito Laura Gatti, Alessio Montanari di RPBW, Nicola Canessa di Genova Smart City, Francesca Salvarani dell’Ordine degli Architetti di Genova e Sabrina Diamanti dell’Ordine degli Agronomi della Liguria. Sono intervenuti inoltre l’assessore all’Urbanistica e al Verde pubblico del Comune di Genova, Francesca Coppola, e Giuseppe Sorrentino, dirigente del Comune di Roma e già direttore della Tutela Ambientale. Il confronto ha approfondito il ruolo dei Piani del Verde nella gestione e nello sviluppo degli spazi naturali urbani, collegando le esigenze della progettazione architettonica alla tutela della biodiversità e alle nuove strategie ambientali. Tra i riferimenti affrontati anche la Nature Restoration Law, la normativa europea dedicata al ripristino della natura, inserita nel dibattito sulle prospettive della pianificazione territoriale e sul contributo del verde alle politiche di sostenibilità. La prima parte della giornata si è conclusa con un lunch curato da Genova Gourmet e con il tradizionale taglio della torta di compleanno, momento celebrativo dedicato ai sessant’anni della manifestazione.

Verde urbano e cambiamenti climatici: dalle soluzioni nature-based alle Città Spugna

La sessione pomeridiana, coordinata da Edoardo Sciutti, Direttore tecnico di ANVE, ha approfondito le priorità future del verde urbano, mettendo al centro la ricerca scientifica e le nuove soluzioni per affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici. Federica Larcher dell’Università di Torino ha illustrato il ruolo delle soluzioni nature-based, con particolare attenzione alla realizzazione di rifugi climatici. Si tratta di un ambito di progettazione nel quale gli elementi naturali assumono un ruolo centrale nelle strategie di adattamento ambientale degli spazi urbani. Un ulteriore contributo è arrivato da Giulio Senes dell’Università degli Studi di Milano, che ha affrontato il concetto di “Città Spugna”, collegandolo alle problematiche delle isole di calore e alla necessità di ripensare la gestione ambientale delle aree urbane. Gli approfondimenti hanno evidenziato l’importanza di integrare conoscenze scientifiche, progettazione paesaggistica e gestione delle infrastrutture verdi, considerando la vegetazione come una componente essenziale delle strategie di sostenibilità urbana.

Florovivaismo 4.0 e criteri ambientali: la filiera guarda all’innovazione

Il pomeriggio ha riservato spazio anche alle trasformazioni del settore produttivo, con un approfondimento dedicato al Florovivaismo 4.0, alle opportunità dell’innovazione e agli strumenti per migliorare la sostenibilità delle attività. Il Distretto Florovivaistico della Liguria, rappresentato da Alessandro Lanteri, Giovanni Minuto, Andrea Volante e Marcello Militello, ha fatto il punto sulle prospettive di sviluppo di un comparto chiamato a confrontarsi con l’evoluzione tecnologica e con le nuove esigenze ambientali. Accanto agli interventi dedicati alla filiera produttiva, Sergio Saporetti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha affrontato il tema dei Criteri Ambientali Minimi (CAM). La discussione ha quindi collegato l’innovazione del settore florovivaistico ai riferimenti ambientali che orientano le attività produttive e la valorizzazione del verde. Nel corso della sessione è stata inoltre presentata un’analisi della filiera a cura di Eleonora Bonifazio di ANVE Liguria, completando il quadro degli approfondimenti dedicati all’organizzazione e alle prospettive del comparto.

DDL Florovivaismo, confronto con il Governo e le organizzazioni agricole

Uno dei momenti centrali della sessione pomeridiana è stato il confronto istituzionale sul DDL Florovivaismo, dedicato al riconoscimento e alle tutele di un settore strategico per l’agricoltura. Al dibattito ha partecipato il sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Patrizio Giacomo La Pietra, insieme ai rappresentanti delle principali organizzazioni agricole. Presenti Luca Brondelli di Brondello per Confagricoltura, Stefano Roggerone per CIA-Agricoltori Italiani e Gianluca Boeri per Coldiretti Liguria. L’approfondimento ha posto al centro la necessità di riconoscere il valore del florovivaismo italiano, un comparto che comprende competenze produttive, conoscenze botaniche, attività agricole e professionalità impegnate nella progettazione e nella gestione del verde. Il confronto sul disegno di legge ha rappresentato un passaggio significativo all’interno di una giornata nella quale gli aspetti culturali e ambientali sono stati affiancati dalle questioni normative e dalle prospettive di tutela e valorizzazione delle imprese.

Euroflora premia i protagonisti storici: sette riconoscimenti alle eccellenze del settore

Le celebrazioni per i sessant’anni hanno riservato un momento particolare ai protagonisti che, attraverso il proprio lavoro, hanno contribuito alla crescita della manifestazione e alla diffusione della cultura florovivaistica. Sotto il titolo “60 Anni di eccellenza: i riconoscimenti ai protagonisti storici”, Euroflora ha tributato un omaggio a figure che si sono distinte nel campo della produzione vivaistica, dell’agronomia, della ricerca botanica, della progettazione e della promozione del paesaggio. Tra i premiati figura Luciano Ardizzoia, in rappresentanza dei florovivaisti del Piemonte, riconosciuto per la sua attività di espositore, maestro agronomo, docente e pioniere nel campo dell’irrigazione e del paesaggio. Il suo percorso professionale è stato valorizzato per il contributo alla trasmissione delle competenze e allo sviluppo delle conoscenze nel settore.

Un riconoscimento è stato assegnato anche a Silvio Castagno, maestro vivaista e agronomo, presenza storica della manifestazione. La sua attività è stata premiata per la straordinaria qualità produttiva e per gli allestimenti di particolare pregio estetico. Castagno detiene inoltre un primato nella storia di Euroflora: nelle tredici edizioni ha conquistato, come espositore singolo, il più alto numero di premi, tra cui quattro Gran Premi d’Onore. Tra i protagonisti celebrati anche Arturo Croci, intellettuale e figura storica del florovivaismo internazionale, già presidente delle giurie della rassegna. Il riconoscimento ha valorizzato il suo ruolo nella custodia e nella promozione del valore scientifico ed estetico di Euroflora. Particolare attenzione è stata riservata a Vincenzo Enrico, pioniere nella coltivazione delle orchidee e rappresentante dell’eccellenza botanica ligure a livello internazionale, premiato per il contributo dato allo sviluppo e alla valorizzazione di questa specializzazione florovivaistica. Il tributo ha coinvolto anche Moritz Mantero, fondatore e presidente di Orticolario, riconosciuto per il dialogo strategico sviluppato con Euroflora e per la comune missione di promuovere la cultura del verde.

Dallo storico logo del 1966 alla tradizione botanica del Lago Maggiore

Tra i riconoscimenti più significativi della giornata figura quello attribuito a Emanuela Tenti, la creativa che nel 1966 realizzò lo storico logo di Euroflora. La sua opera ha accompagnato l’identità visiva della manifestazione nel corso dei decenni, diventando uno degli elementi distintivi della rassegna. Il premio ha quindi celebrato un contributo che appartiene non soltanto alla storia del progetto grafico, ma anche alla memoria culturale dell’evento genovese. A completare il gruppo dei protagonisti storici premiati è stato Paolo Zacchera, esponente di rilievo del florovivaismo e custode della grande tradizione botanica del Lago Maggiore. Il riconoscimento ha valorizzato il rapporto tra esperienza professionale, patrimonio botanico e continuità delle tradizioni produttive, elementi che hanno accompagnato la crescita del settore e la storia delle esposizioni florovivaistiche.

I riconoscimenti a Floralies Gent, Regione Campania, Liguria e Comune di Genova

Accanto ai premi individuali, Euroflora ha assegnato riconoscimenti speciali alle istituzioni e ai partner storici che hanno contribuito allo sviluppo della manifestazione e alla promozione della cultura botanica. Tra questi Floraliën Gent, considerata una realtà pionieristica e madrina delle grandi esposizioni botaniche europee. Il riconoscimento testimonia il legame storico tra la rassegna genovese e la tradizione internazionale alla quale si ispirarono i suoi fondatori. Sono state premiate anche la Regione Campania, la Regione Liguria e il Comune di Genova, riconosciuti come pilastri e custodi dei sessant’anni di storia, bellezza e tradizione verde della manifestazione. La consegna dei premi ha rappresentato un’occasione per celebrare il patrimonio professionale, istituzionale e culturale sviluppato da Euroflora attraverso le sue tredici edizioni.

Da Genova al 2028: la nuova visione di Euroflora tra natura, architettura e sostenibilità

Il sessantesimo anniversario di Euroflora ha così unito la ricostruzione storica della manifestazione a un programma di approfondimenti rivolto alle trasformazioni future del settore. Dalla ricerca sulle essenze vegetali a basso consumo idrico alle soluzioni nature-based, dai Piani del Verde alle strategie di rigenerazione urbana, fino al confronto sul DDL Florovivaismo, la giornata ha messo in relazione le principali questioni che interessano il mondo della produzione botanica e della progettazione paesaggistica. Il percorso celebrativo, arricchito dai riconoscimenti alle personalità e alle istituzioni che hanno accompagnato lo sviluppo della rassegna, si è concluso con l’annuncio che apre concretamente la prossima fase della sua storia: la ricerca del nuovo Direttore Artistico di Euroflora 2028. Una nuova progettualità che avrà nel Waterfront di Levante di Renzo Piano il proprio scenario e che sarà chiamata a interpretare il ruolo del verde nelle città contemporanee, nel punto d’incontro tra sostenibilità ambientale, innovazione tecnologica, ricerca scientifica e architettura del paesaggio.