Febbre della Rift Valley, la FAO: “El Niño aumenta il rischio di focolai in Africa orientale”

FAO e IGAD chiedono di rafforzare sorveglianza e preparativi contro possibili focolai tra ottobre 2026 e gennaio 2027

Le piogge intense e le inondazioni associate a El Niño stanno aumentando il rischio di focolai di febbre della Rift Valley in Africa orientale. FAO e IGAD invitano i Paesi esposti a rafforzare la sorveglianza, predisporre vaccini e forniture essenziali e coordinare gli interventi tra settori e oltre i confini nazionali, seguendo l’approccio One Health. Il rischio più elevato riguarda Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan, Tanzania e Uganda. La minaccia è in aumento anche in Burundi e Ruanda. Rischi più contenuti, ma crescenti, interessano le Comore, il nord del Madagascar, il dipartimento francese di Mayotte, il sud-ovest dell’Arabia Saudita e la parte occidentale dello Yemen. La febbre della Rift Valley è una malattia virale acuta che colpisce gli animali da allevamento, tra cui pecore, capre, bovini, bufali e cammelli, ma può infettare anche gli esseri umani. Il virus si trasmette principalmente attraverso le zanzare. Anche lo spostamento di animali infetti può favorirne la diffusione geografica; le persone possono contagiarsi attraverso il contatto diretto con animali infetti o con i loro prodotti.

Piogge intense e inondazioni favoriscono la diffusione del virus

Le precipitazioni abbondanti e le inondazioni legate a El Niño possono ampliare i siti di riproduzione delle zanzare, creando condizioni favorevoli alla trasmissione della malattia. Le piogge intense possono inoltre compromettere i servizi veterinari e rendere più difficili la sorveglianza e la risposta ai focolai. Le condizioni attuali di El Niño sono paragonabili a quelle registrate nel 1997-98, quando l’Africa orientale fu colpita da una delle più vaste epidemie ed epizoozie di febbre della Rift Valley mai documentate. In vista della stagione piovosa, FAO e IGAD chiedono ai Paesi interessati di intensificare la sorveglianza basata sul rischio e di predisporre in anticipo vaccini e forniture essenziali.

Le aree favorevoli alla trasmissione della Rift Valley

Dopo un lungo periodo caratterizzato da deficit di precipitazioni, nelle ultime settimane le piogge sono riprese in alcune zone del Sudan meridionale, del Sud Sudan occidentale, dell’Etiopia orientale, della Somalia meridionale e del Kenya costiero. In Etiopia e Somalia si sono registrate precipitazioni intense, accompagnate da un crescente rischio di inondazioni. In base allo strumento FAO, la Tanzania presenta attualmente la maggiore estensione di aree classificate come favorevoli alla trasmissione della febbre della Rift Valley. Seguono Etiopia, Kenya, Sud Sudan e Sudan meridionale. Nuove aree potenzialmente idonee alla trasmissione sono state individuate anche nella Somalia meridionale, in Ruanda e in Burundi.

Lo strumento FAO per l’allerta precoce

La FAO ha sviluppato il Rift Valley Fever Early Warning Decision Support Tool, una piattaforma online pensata per rafforzare l’allerta precoce, la preparazione e la risposta a una delle malattie zoonotiche più persistenti in Africa e più sensibili alle condizioni climatiche. Lo strumento integra dati satellitari, previsioni climatiche, informazioni sulla sorveglianza delle malattie e analisi di esperti per individuare, con fino a tre mesi di anticipo, le aree esposte a un rischio più elevato di focolai. Applicando i principi dell’approccio One Health, la piattaforma favorisce il monitoraggio, la condivisione dei dati e la collaborazione tra i settori della salute animale, della salute umana e dell’ambiente. Le informazioni fornite aiutano a pianificare in anticipo misure mirate di sorveglianza e preparazione per proteggere il bestiame, i mezzi di sussistenza e le vite umane. L’allerta è diffusa attraverso FAO-EMPRES, il più grande sistema globale di allerta precoce e prevenzione per la salute animale. Da oltre 30 anni, attraverso il monitoraggio continuo delle malattie, la valutazione dei rischi, le previsioni e la comunicazione tempestiva, EMPRES aiuta i Paesi membri ad anticipare le minacce sanitarie per gli animali e ad adottare adeguate misure di prevenzione e preparazione.