Forte scossa di terremoto sull’Etna, avvertita anche a Catania | DATI e MAPPE

Tremo l'area etnea e la costa orientate della Sicilia, i dati ufficiali INGV

Un terremoto magnitudo ML 3.8 ha scosso l’area dell’Etna oggi mercoledì 21 ottobre 2026, facendo tremare diversi comuni della provincia di Catania e venendo chiaramente avvertito fino al capoluogo etneo. Secondo i dati rilevati dalla sala operativa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’evento sismico si è verificato esattamente alle ore 08:49 con un epicentro localizzato a 7 km a Ovest del Comune di Milo. L’ipocentro della scossa è stato individuato a una profondità piuttosto superficiale di circa 7 km, fattore che ha amplificato la percezione del movimento tellurico da parte della popolazione residente nei paesi etnei e nei piani alti degli edifici di Catania. Secondo il servizio INGV “Hai Sentito il Terremoto“, l’evento è stato avvertito a Catania, Nicolosi, Mascali, Mascalucia, Belpasso, Giarre, Gaggi, San Gregorio di Catania, Castiglione di Sicilia e Aci Catena. Nonostante la nitida percezione della scossa, non si registrano al momento danni rilevanti a cose o persone.

Perché si verificano i terremoti sull’Etna

L’attività sismica nel territorio che circonda l’Etna è legata a una complessa interazione tra dinamiche vulcaniche e tettoniche. L’edificio vulcanico si trova in un punto di convergenza strutturale particolarmente attivo, dove i movimenti del magma nel sottosuolo esercitano forti pressioni sulle rocce circostanti. La risalita dei fluidi magmatici e lo scivolamento del fianco Orientale del vulcano verso il mare Jonio generano un continuo stress meccanico lungo le numerose faglie attive presenti nell’area. Questi eventi, definiti terremoti vulcano-tettonici, si caratterizzano spesso per ipocentri molto superficiali (generalmente entro i primi 10 km di profondità), che rendono la scossa ben avvertibile anche a fronte di magnitudo moderate.

La sismicità storica del territorio etneo

La storia sismica del versante etneo e della Sicilia Orientale documenta una spiccata attività nel corso dei secoli. Il catalogo sismico dell’INGV evidenzia che l’area è periodicamente interessata da sciami sismici e terremoti legati sia alle fasi di riattivazione vulcanica sia alle grandi strutture tettoniche regionali. In passato, eventi legati alle faglie di Pernicana, Fiandaca e Timpe hanno provocato risentimenti locali anche molto intensi, come avvenuto nel dicembre 2018 con il terremoto di Fleri (magnitudo 4.9). Più in generale, l’intera provincia catanese risente sia dei terremoti vulcanici a bassa profondità, sia delle forti scosse regionali di origine tettonica.

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