Per qualche minuto, il 1° ottobre 1969, il futuro del trasporto aereo sembrò correre più veloce del suono. Il Concorde 001, prototipo dell’aereo passeggeri supersonico sviluppato da Francia e Regno Unito, superò per la prima volta la barriera del suono durante un volo di prova nei cieli della Francia meridionale. Era il 45° volo di prova dell’aereo, decollato dall’aeroporto di Tolosa-Blagnac. Ai comandi c’era il pilota collaudatore André Turcat, uno degli uomini chiave del programma Concorde. Il prototipo raggiunse un’altitudine di circa 36mila piedi, pari a quasi 11mila metri, e accelerò progressivamente fino a Mach 1,05, mantenendo la velocità supersonica per circa 9 minuti.
La barriera del suono
Cosa significa, concretamente, “superare la barriera del suono”? Il numero di Mach esprime il rapporto tra la velocità di un oggetto e quella del suono nell’aria. Mach 1 corrisponde quindi alla velocità del suono, che varia in funzione soprattutto della temperatura e dell’altitudine. Quando un aereo raggiunge questa soglia, deve affrontare profondi cambiamenti nelle condizioni aerodinamiche che lo circondano. Il superamento di Mach 1 non era una novità assoluta nel 1969: già il 14 ottobre 1947, il pilota americano Chuck Yeager aveva portato il Bell X-1 oltre la velocità del suono, raggiungendo Mach 1,06. Il Concorde rappresentava qualcosa di radicalmente diverso: non un aereo sperimentale destinato alla ricerca, bensì il prototipo di un futuro aereo di linea supersonico.
Un progetto franco-britannico
Il Concorde era il risultato di una collaborazione tecnologica e industriale senza precedenti tra Francia e Regno Unito. I 2 Paesi avevano unito le proprie competenze per sviluppare un velivolo capace di trasportare passeggeri a velocità superiori a Mach 2. Il primo prototipo, il Concorde 001, aveva effettuato il suo volo inaugurale il 2 marzo 1969 da Tolosa, con André Turcat ai comandi. Poche settimane dopo, il 9 aprile, anche il secondo prototipo, il Concorde 002, aveva effettuato il primo volo dalla base britannica di Filton. Il passaggio al volo supersonico rappresentava quindi uno degli obiettivi più importanti dell’intera campagna di collaudi.
Un volo preparato con estrema cautela
Il passaggio attraverso Mach 1 non fu affrontato come una semplice prova di velocità. I collaudatori dovevano verificare il comportamento dell’aereo in una zona particolarmente delicata dell’inviluppo di volo, quella transonica, nella quale l’aerodinamica cambia rapidamente. Secondo la testimonianza del pilota collaudatore Jean Pinet, che quel giorno era ai comandi insieme a Turcat, l’aereo fu portato progressivamente da Mach 0,95 fino a Mach 1 e oltre. Il limite previsto per quella prima incursione nel regime supersonico era Mach 1,05. Raggiunta quella velocità, l’equipaggio effettuò alcune manovre prima di tornare nella zona subsonica. Il risultato fu considerato un successo: il Concorde aveva dimostrato di poter attraversare la barriera del suono e continuare a volare in condizioni controllate.
Dal test al sogno di attraversare l’Atlantico
Il traguardo del 1° ottobre non significava ancora che il Concorde fosse pronto a trasportare passeggeri. Dopo quel giorno sarebbero serviti altri anni di prove per verificare motori, struttura, aerodinamica, consumi, sistemi di bordo e sicurezza. Il percorso avrebbe portato progressivamente il velivolo verso velocità ancora maggiori. Il Concorde 001 avrebbe raggiunto Mach 2 nel novembre 1970, mentre il secondo prototipo avrebbe seguito poco dopo.
La visione era ambiziosa: trasformare la velocità supersonica da fenomeno sperimentale a servizio commerciale, e il progetto ci riuscì. Nel 1976, Air France e British Airways inaugurarono i servizi passeggeri del Concorde, il primo aereo di linea supersonico entrato effettivamente in servizio. Il velivolo poteva attraversare l’Atlantico in meno di quattro ore, circa la metà del tempo richiesto da un normale jet di linea dell’epoca.
Un futuro durato meno del previsto
Il Concorde sarebbe diventato uno dei simboli più riconoscibili della tecnologia aeronautica del Novecento. Il suo caratteristico muso abbassabile, le ali a delta e la capacità di volare a circa il doppio della velocità del suono lo trasformarono in un’icona. Il sogno del trasporto supersonico di massa però non si realizzò: i costi di esercizio molto elevati contribuirono a limitare il numero di passeggeri e di compagnie interessate al velivolo. Alla fine, soltanto Air France e British Airways operarono il Concorde su scala commerciale. Dopo oltre 25 anni di servizio, l’intera flotta fu ritirata nel 2003.
