Il 24 ottobre 2003 l’ultimo volo del Concorde, addio al sogno dei viaggi supersonici

Ben 23 anni fa, il leggendario aereo anglo-francese attraversava per l’ultima volta l'Atlantico con passeggeri a bordo

Il 24 ottobre 2003, 23 anni fa, il Concorde, il celebre aereo di linea supersonico, effettuava il suo ultimo volo commerciale da New York a Londra. Quel giorno, nei cieli dell’Atlantico, si concludeva una delle avventure più ambiziose dell’aviazione civile, simbolo di un futuro nel quale attraversare gli oceani sarebbe diventato sempre più rapido.

Un aereo capace di superare la velocità del suono

Nato dalla collaborazione tra Regno Unito e Francia, il Concorde entrò in servizio commerciale nel gennaio 1976, rivoluzionando il modo di concepire i viaggi a lunga distanza. La sua caratteristica più straordinaria era la capacità di volare a circa 2.150 km/h, raggiungendo una velocità pari a circa 2 volte quella del suono. Grazie a queste prestazioni, la traversata tra Londra e New York poteva essere completata in circa 3 ore e mezza, contro le 7-8 ore necessarie a un normale aereo di linea. Un risultato che trasformò il Concorde in un autentico simbolo di innovazione, eleganza e prestigio. Con la sua fusoliera slanciata, le ali a delta e il caratteristico muso inclinabile durante le fasi di decollo e atterraggio, l’aereo si distingueva immediatamente da qualsiasi altro velivolo. A bordo viaggiavano soprattutto passeggeri facoltosi, disposti a pagare tariffe elevate pur di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza.

L’ultimo viaggio da New York a Londra

La mattina del 24 ottobre 2003, il Concorde di British Airways identificato dalla sigla BA002 decollò dall’aeroporto internazionale John F. Kennedy di New York, diretto a Heathrow, a Londra. Ai comandi c’era il comandante Mike Bannister, mentre a bordo si trovavano circa 100 passeggeri, tra ospiti illustri e personaggi del mondo dello spettacolo. Dopo aver attraversato l’Atlantico a velocità supersonica, il velivolo atterrò a Heathrow alle 16:05, ora britannica. Ad accoglierlo c’erano migliaia di persone, accorse per assistere a un momento destinato a entrare nella storia dell’aviazione. La giornata fu accompagnata da altre 2 celebrazioni con protagonisti altrettanti Concorde: uno proveniente da Edimburgo e un altro impegnato in un volo speciale sull’Atlantico. I 3 aerei conclusero così, in un’atmosfera carica di emozione, la stagione dei voli supersonici commerciali britannici.

I costi, l’incidente del 2000 e la fine di un’era

Dietro il fascino del Concorde, tuttavia, si nascondevano difficoltà economiche e operative sempre più rilevanti. L’enorme consumo di carburante, le costose esigenze di manutenzione, il numero limitato di passeggeri e il prezzo elevato dei biglietti rendevano il servizio particolarmente oneroso. A pesare sul destino dell’aereo fu anche il tragico incidente del 25 luglio 2000, quando un Concorde di Air France precipitò poco dopo il decollo da Parigi, causando la morte di tutte le 109 persone a bordo e di altre quattro a terra. Dopo l’incidente, la flotta rimase a terra per oltre un anno prima di tornare in servizio.

La ripresa dei voli non fu sufficiente a rilanciare stabilmente il progetto. La crisi del trasporto aereo successiva agli attentati dell’11 settembre 2001 e il calo della domanda contribuirono ad aggravare una situazione già difficile. Air France aveva effettuato il suo ultimo volo commerciale con il Concorde il 30 maggio 2003. British Airways seguì pochi mesi dopo, ponendo fine all’unico servizio passeggeri supersonico regolare dell’epoca.