La primavera è finalmente arrivata nell’emisfero Sud del nostro pianeta e in Cile persino il deserto sta fiorendo, regalando uno spettacolo visivo. Il deserto di Atacama, incastonato tra l’Oceano Pacifico e le Ande lungo la costa settentrionale del Cile per ben 1600 km, è universalmente noto come il deserto non polare più arido della Terra. Oggi, tuttavia, una massiccia porzione di questo territorio ostile è stata ricoperta da un manto di fiori colorati. Questo miracolo naturale si è innescato dopo che El Niño ha portato forti piogge nella regione all’inizio di quest’anno, modificando drasticamente il paesaggio. La quantità di acqua, insolitamente elevata per queste latitudini, ha permesso a milioni di semi e bulbi sepolti sotto le dune di germogliare e fiorire all’improvviso, molti dei quali dopo essere rimasti dormienti per decenni sotto la sabbia cocente, creando un evento storico che ha trasformato la desolazione in pura vita.
Il risveglio di oltre 200 specie vegetali
Durante la transizione dall’inverno alla primavera qualche fioritura può capitare, tuttavia quest’anno le tradizionali dune rocciose e brunastre si sono trasformate in un vibrante tappeto multicolore durante quello che viene definito storicamente “deserto florido“. Jorge Carabantes, capo del Dipartimento delle Aree Protette della National Forest Corporation (CONAF), ha dichiarato a The Associated Press: “È un fenomeno unico; ci sono più di 200 specie di piante. Questo è un evento di fioritura che è ovviamente straordinario e insolito, molto diverso da altre fioriture che si verificano altrove nel globo“. L’impatto visivo lascia a bocca aperta chiunque si avventuri in quest’area.
Le piogge record e l’impatto del Super El Niño
Tra i mesi di luglio e agosto, il Cile ha registrato precipitazioni record in diverse regioni, raggiungendo livelli mai visti da quando sono iniziate le misurazioni negli anni ’50. Le forti precipitazioni sono state determinate dal Super El Niño, un fenomeno climatico che causa forti aumenti delle temperature globali e che sta diventando sempre più intenso. Il biologo César Pizarro, capo della Sezione di Conservazione della Biodiversità presso CONAF Atacama, ha spiegato all’Associated Press: “Da quando sono iniziate le registrazioni delle precipitazioni, queste sono le cifre più significative in termini di volume: 160, 180, 190 mm in alcune località. Quello che è successo ora ha un’origine, e si chiama Super El Niño“. Sebbene le tempeste abbiano causato devastazione in diverse zone del Paese, nel Nord hanno permesso la storica fioritura del deserto, con una copertura stimata di circa 17mila km quadrati, un’area simile per dimensioni alla vasta Regione Metropolitana di Santiago. Secondo le proiezioni della CONAF, si prevede che questo sarà il deserto florido più intenso e vasto dal 1997.
Un miracolo biologico che attira migliaia di turisti
Le intense precipitazioni hanno letteralmente riacceso il materiale biologico del deserto, noto come germoplasma, che include semi, bulbi, tuberi, ma anche le uova di vari invertebrati e rettili. Il risultato è un vero spettacolo che trasforma le colline, le pianure e i burroni di Atacama. Pizarro ha aggiunto: “Ci sono colline e catene montuose dove non si vedevano verde o fiori da più di 30 o 40 anni. Questo germoplasma del deserto può rimanere inattivo per molti anni, persino decenni. Le colline quest’anno ne sono il miglior esempio“. Affascinati dal paesaggio, i turisti si stanno avventurando nelle aree più remote e inospitali per ammirare questa distesa naturale. Secondo i dati forniti all’Associated Press dal Segretariato Nazionale del Turismo, si prevede che la regione di Atacama registrerà quasi 300mila pernottamenti prima che il fenomeno naturale termini a novembre.
