Il tifone Champi lambisce Taiwan con venti intensi e piogge torrenziali, costringendo le autorità a sospendere le lezioni scolastiche, chiudere gli uffici e cancellare centinaia di voli. La perturbazione tropicale, che nei giorni precedenti aveva raggiunto una notevole intensità, sta attraversando il Pacifico occidentale mantenendo condizioni meteorologiche avverse anche sulle isole sud-occidentali del Giappone e nelle regioni settentrionali delle Filippine.
Secondo le informazioni diffuse dalle autorità taiwanesi, Champi ha raggiunto in precedenza venti massimi sostenuti di 298 km/h, per poi indebolirsi fino a circa 155 km/h in prossimità dell’isola. Nonostante la diminuzione dell’intensità, il sistema continua a rappresentare un pericolo per la popolazione, soprattutto lungo le coste e nelle zone esposte alle precipitazioni più abbondanti.
Una vittima e decine di feriti a Taiwan
Il bilancio provvisorio sull’isola riporta una vittima e 94 feriti. La persona deceduta è stata travolta dalle onde a Liuqiu, una piccola isola al largo della costa sudorientale di Taiwan, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco. Per ridurre i rischi, le autorità hanno disposto l’evacuazione di quasi 1.300 persone residenti nelle aree montuose considerate vulnerabili. L’Amministrazione meteorologica centrale ha inoltre invitato la popolazione delle zone costiere a evitare le attività all’aperto, limitare gli spostamenti in automobile e prestare attenzione agli oggetti che potrebbero essere trascinati o abbattuti dalle raffiche di vento.
Le condizioni meteorologiche hanno avuto conseguenze significative anche sulla mobilità. Sono stati cancellati tutti i 262 voli nazionali e altri 669 collegamenti internazionali, secondo i dati del ministero dei Trasporti. I servizi ferroviari ad alta velocità lungo la costa occidentale hanno invece continuato a funzionare regolarmente.
La traiettoria: il centro resta al largo dell’isola
Le previsioni indicano che il centro del tifone dovrebbe rimanere al largo di Taiwan, passando in prossimità dell’estremità nordorientale dell’isola prima di dirigersi verso Nord, in direzione delle isole sudoccidentali del Giappone. Anche senza un passaggio diretto sul territorio, un ciclone tropicale può provocare effetti rilevanti sulle aree costiere attraverso venti forti, mareggiate e precipitazioni intense. Per questo motivo, la distanza del centro della perturbazione dalla terraferma non esclude condizioni di pericolo.
Disagi e blackout nel Giappone sudoccidentale
Gli effetti di Champi si sono estesi anche all’arcipelago giapponese di Okinawa. Una donna sulla settantina è rimasta ferita sull’isola di Miyako, riportando una frattura alla gamba a causa delle forti raffiche, secondo quanto comunicato dal governo della prefettura di Okinawa. Sull’isola di Ishigaki, inoltre, quasi 2mila abitazioni sono rimaste senza elettricità. Decine di voli da e verso le isole sud-occidentali, comprese Miyako, Ishigaki e Okinawa, sono stati cancellati per ragioni di sicurezza.
Allerta anche nelle Filippine
Il sistema perturbato ha determinato misure precauzionali anche nel Nord delle Filippine. La guardia costiera ha vietato alle navi e ai traghetti di prendere il largo in diverse località, a causa del progressivo peggioramento delle condizioni del mare. A Basco, capoluogo della provincia insulare di Batanes, l’aeroporto principale è stato chiuso e 2 voli locali sono stati cancellati. Per proteggere la struttura, le finestre dello scalo sono state sbarrate con pannelli. Nella provincia di Cagayan, quasi 200 persone si sono trasferite in luoghi più sicuri, tra cui circa un centinaio accolte nei rifugi di emergenza gestiti dal governo. Nell’isola di Calayan le lezioni sono state sospese a tutti i livelli scolastici.
Un “mostro” che ha già attraversato il Pacifico
Champi aveva già interessato diverse isole del Pacifico nelle fasi precedenti del suo percorso, passando anche vicino a Guam, dove era stata dichiarata un’area federale di disastro. L’evoluzione del tifone conferma l’ampiezza degli effetti che i cicloni tropicali possono produrre su territori insulari e costieri: anche quando tendono a indebolirsi, possono continuare a causare danni, interruzioni dei trasporti e situazioni di rischio per la popolazione.
