Il Sole ha nuovamente fatto sentire la propria presenza sulla Terra. Nelle scorse ore un rapido flusso di vento solare ha raggiunto il nostro pianeta, viaggiando a velocità superiori ai 600 km/s. Il flusso proveniva da una regione particolare dell’atmosfera solare, un buco coronale, da cui il materiale solare può fuoriuscire nello Spazio con velocità elevate. Al suo arrivo, le particelle hanno interagito con il campo magnetico terrestre e hanno dato origine a spettacolari aurore boreali, osservate in Canada e in diversi Stati settentrionali degli Stati Uniti. L’attività geomagnetica è aumentata in poche ore: dalla classificazione G1, corrispondente a una tempesta minore, si è passati a G2, cioè una tempesta moderata. Le prime fasi dell’evento avevano già prodotto aurore alle alte latitudini, osservate in un’ampia fascia che si estendeva dalla Svezia al Canada occidentale.
Che cos’è il vento solare?
Il vento solare è un flusso continuo di particelle cariche emesso dal Sole e proiettato nello Spazio. È composto soprattutto da protoni ed elettroni e, in misura minore, da altre particelle. Non si tratta quindi di un vento nel senso terrestre del termine: non è aria in movimento, ma un vero e proprio flusso di plasma, cioè gas così energetico da avere gli atomi in gran parte separati in particelle cariche. Normalmente il vento solare raggiunge continuamente la Terra: la sua velocità e la sua intensità, però, possono cambiare. Quando un flusso particolarmente veloce raggiunge il nostro pianeta, può perturbare il campo magnetico terrestre e provocare una tempesta geomagnetica.
Il “buco” sul Sole da cui arriva il flusso
All’origine del fenomeno c’è un buco coronale, una regione dell’atmosfera esterna del Sole, la corona, caratterizzata da una struttura particolare del campo magnetico. Il nome può trarre in inganno: non è un buco fisico sulla superficie del Sole. È piuttosto una zona che appare più scura nelle immagini ottenute in determinate lunghezze d’onda perché è più fredda e meno densa rispetto alle aree circostanti. In queste regioni le linee del campo magnetico solare possono aprirsi verso lo Spazio, consentendo alle particelle del plasma di fuoriuscire più facilmente. Da qui possono partire correnti di vento solare ad alta velocità.

Che cos’è una tempesta geomagnetica?
Quando il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre, può provocarne forti perturbazioni. Si parla allora di tempesta geomagnetica. Questi fenomeni vengono classificati su una scala che va da G1 a G5: con G1 si indica una tempesta minore, G2 tempesta moderata, G3 forte, G4 severa, G5 estrema.
Una tempesta geomagnetica può avere effetti diversi: nei casi più intensi può interferire con le comunicazioni radio, i sistemi di navigazione satellitare e le reti elettriche. Può inoltre modificare temporaneamente le condizioni dello spazio intorno alla Terra, con conseguenze anche per i satelliti. C’è anche un effetto molto più spettacolare e, per chi osserva il cielo, affascinante: l’aurora.
Ecco come nasce l’aurora boreale
Le aurore boreali sono uno degli spettacoli più suggestivi prodotti dall’interazione tra il Sole e la Terra. Quando le particelle cariche provenienti dal vento solare vengono incanalate dal campo magnetico terrestre verso le regioni polari, possono penetrare negli strati superiori dell’atmosfera. Qui entrano in collisione con gli atomi e le molecole presenti nell’aria. Queste collisioni trasferiscono energia agli atomi dell’atmosfera. Quando gli atomi tornano al loro stato energetico normale, rilasciano quell’energia sotto forma di luce. È così che il cielo può accendersi di bande e tendaggi luminosi verdi, rossi, viola e rosa. Il colore più caratteristico, il verde, è prodotto soprattutto dall’interazione delle particelle con l’ossigeno ad alcune centinaia di chilometri di quota. Altri colori possono comparire a seconda dei gas coinvolti e dell’altitudine alla quale avvengono le collisioni. Durante una tempesta geomagnetica, inoltre, le aurore possono diventare più intense e spingersi a latitudini più basse del normale.
