L’Università Iuav di Venezia entra nella Fondazione RETURN – Multi-Risk sciEnce for resilienT commUnities undeR a changiNg climate, uno dei principali partenariati nazionali di ricerca dedicati allo studio, alla prevenzione e alla gestione dei rischi infrastrutturali, ambientali, naturali e antropici. L’adesione rafforza il ruolo dell’ateneo veneziano sui temi della resilienza dei territori, della sicurezza dell’ambiente costruito e dell’adattamento ai cambiamenti climatici, inserendo le competenze sviluppate da Iuav all’interno di una rete che comprende università, enti di ricerca, istituzioni pubbliche e importanti realtà industriali e infrastrutturali. La formalizzazione dell’ingresso è avvenuta mercoledì 30 settembre 2026 a Napoli, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ateneo fondatore proponente della Fondazione. La giornata si è inserita nel quadro delle attività promosse da RETURN e ha coinciso con il lancio di nuovi progetti e iniziative finalizzati al rafforzamento delle strategie di mitigazione del rischio infrastrutturale, sismico, vulcanico, ambientale e climatico.
RETURN, il partenariato nazionale per prevenire e governare i rischi
La Fondazione RETURN rappresenta uno dei principali poli nazionali di ricerca dedicati ai rischi che interessano territori, città, infrastrutture e comunità. Il partenariato nasce nell’ambito del PNRR – Missione 4, Componente 2, Investimento 1.3 e ha come obiettivo quello di rafforzare le filiere della conoscenza, sviluppare tecnologie e strumenti innovativi e migliorare la capacità del Paese di prevenire, comprendere e governare rischi sempre più complessi, soprattutto in un contesto segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici. La struttura di RETURN punta quindi a mettere in relazione discipline, professionalità e competenze differenti, creando un sistema nazionale capace di affrontare contemporaneamente rischi ambientali, naturali e antropici e di tradurre i risultati della ricerca in strumenti utilizzabili nella pianificazione, nella prevenzione e nella gestione delle emergenze.
Oltre 30 partner tra università, enti di ricerca e istituzioni
La Fondazione coinvolge oltre 30 partner accademici e istituzionali. Tra gli atenei e gli enti di ricerca che partecipano al progetto figurano Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università di Palermo, Università di Firenze, Università di Genova, Università di Padova, Sapienza Università di Roma, Università di Cagliari, ENEA e OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale. Particolarmente significativa è anche la presenza, sul piano istituzionale, del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e di Eurac Research/Accademia Europea di Bolzano. Il partenariato comprende inoltre importanti soggetti industriali e infrastrutturali, tra cui Ferrovie dello Stato Italiane, ENI Rewind, IREN, Engineering e Almaviva. Una composizione che consente di mettere in relazione la ricerca scientifica con le esigenze operative delle infrastrutture, dei servizi pubblici e dei territori.
Iuav punta su sicurezza del costruito e resilienza delle infrastrutture
L’ingresso nella Fondazione consentirà all’Università Iuav di Venezia di portare all’interno del partenariato un insieme di competenze che spaziano dalla pianificazione territoriale e urbana all’architettura, dall’ingegneria strutturale alla sicurezza del costruito, fino alla gestione delle aree costiere e alla riduzione dei rischi in condizioni di crisi climatica. L’obiettivo è affrontare la resilienza attraverso una prospettiva integrata, capace di partire dalla scala del singolo edificio e delle infrastrutture per arrivare alla dimensione urbana e territoriale. Un approccio che assume particolare rilevanza in un contesto nel quale città, reti infrastrutturali e patrimonio edilizio sono sempre più esposti a eventi estremi, fenomeni naturali e trasformazioni ambientali che richiedono nuove strategie di prevenzione, monitoraggio e adattamento.
Anna Saetta: “aumentare la resilienza dell’ambiente costruito”
A sottolineare il significato dell’adesione è Anna Saetta, prorettrice dell’Università Iuav di Venezia, che evidenzia la necessità di affrontare i rischi attraverso competenze sempre più integrate. “L’ingresso di Iuav nella Fondazione RETURN rafforza la possibilità di contribuire, con un approccio fortemente interdisciplinare, alle sfide poste dalla necessità di garantire la sicurezza e di aumentare la resilienza dell’ambiente costruito”, sottolinea Saetta. La prorettrice pone l’accento sulla crescente esposizione di edifici, infrastrutture e territori ai rischi naturali e antropici e sulla necessità di unire conoscenze strutturali, tecnologiche e ambientali.
“La crescente esposizione dei territori a rischi naturali e antropici richiede oggi di integrare la valutazione della vulnerabilità degli edifici e delle infrastrutture, la conoscenza dei materiali e delle tecniche costruttive con l’analisi degli impatti ambientali. In questo quadro Iuav può offrire competenze particolarmente avanzate sul costruito esistente, sul patrimonio storico e sull’ambiente costruito, contribuendo allo sviluppo di strumenti di prevenzione, monitoraggio e mitigazione del rischio. RETURN rappresenta quindi una piattaforma strategica per trasformare la conoscenza scientifica in soluzioni progettuali e operative capaci di aumentare la sicurezza e la resilienza di città, infrastrutture e territori”. Il contributo di Iuav sarà quindi rivolto in particolare allo studio della vulnerabilità del patrimonio costruito, alla conoscenza dei materiali e delle tecniche costruttive, all’analisi degli impatti ambientali e allo sviluppo di sistemi capaci di supportare le attività di prevenzione e mitigazione.
Dall’edificio alla città, una strategia integrata contro i rischi
La pianificazione territoriale, l’architettura, l’ingegneria, la sicurezza degli edifici, la gestione delle coste e lo studio dei cambiamenti climatici potranno essere inseriti in una strategia comune. La sfida è quella di superare una lettura settoriale del rischio per comprendere le interazioni che si sviluppano tra ambiente naturale, infrastrutture, edifici e trasformazioni territoriali. In questo senso, la resilienza non riguarda soltanto la capacità di un’opera o di un edificio di resistere a un determinato evento, ma coinvolge l’intero sistema urbano e territoriale, comprese le infrastrutture, i servizi e le relazioni tra aree costiere e aree interne.
Francesco Musco: “i rischi climatici e ambientali non possono essere affrontati con risposte settoriali”
Il valore dell’ingresso nella Fondazione viene evidenziato anche da Francesco Musco, direttore della ricerca dell’Università Iuav di Venezia, che sottolinea il ruolo delle reti nazionali nella costruzione di strategie di adattamento. “Entrare in RETURN rappresenta per Iuav un passaggio importante nella costruzione di una rete nazionale sempre più integrata sui temi della resilienza e dell’adattamento ai cambiamenti climatici”, dichiara Musco. Secondo il direttore della ricerca, le trasformazioni climatiche impongono un approccio capace di mettere insieme tecnologie, progettazione e politiche territoriali. “I rischi climatici e ambientali non possono essere affrontati esclusivamente attraverso risposte settoriali: richiedono una capacità di leggere e progettare il territorio, integrando conoscenze tecnologiche, progettuali e di policy design. Iuav può portare in RETURN una competenza specifica sul rapporto tra trasformazioni climatiche e trasformazioni spaziali, con particolare attenzione alle città, ai territori costieri e all’interfaccia terra-mare. Per Venezia, e più in generale per l’area adriatica, questa collaborazione assume inoltre un valore particolarmente significativo come laboratorio avanzato per la gestione di condizioni di rischio sempre più complesse a cui potranno contribuire tutte le discipline dell’analisi e del progetto”.
Venezia e l’Adriatico come laboratorio per l’adattamento climatico
La partecipazione dello Iuav assume un valore particolare anche per la collocazione geografica e le caratteristiche di Venezia e dell’area adriatica, territori nei quali il rapporto tra città, costa, mare e trasformazioni climatiche rappresenta già oggi una delle principali sfide di pianificazione. Lo studio dell’interfaccia terra-mare, la gestione delle aree costiere e l’analisi dei cambiamenti spaziali determinati dagli effetti del clima potranno costituire uno degli ambiti nei quali l’esperienza dell’ateneo veneziano potrà contribuire maggiormente alle attività della Fondazione. La prospettiva è quella di utilizzare Venezia e più in generale il territorio adriatico come un laboratorio avanzato nel quale mettere alla prova strumenti di analisi, pianificazione e progettazione destinati alla gestione di condizioni di rischio sempre più articolate. L’adesione alla Fondazione RETURN amplia così la capacità dello Iuav di operare all’interno di una rete nazionale che punta a trasformare la ricerca scientifica in soluzioni concrete per la sicurezza delle città, delle infrastrutture e dei territori, rafforzando contemporaneamente le strategie di prevenzione e adattamento necessarie di fronte all’evoluzione dei rischi ambientali e climatici.
