Le coste degli USA sono alle prese con maree eccezionalmente alte, note come king tide, che in questi giorni hanno provocato allagamenti in diverse località della California, della Florida e della Carolina del Nord e del Sud. L’acqua marina ha invaso strade, raggiunto abitazioni e attività commerciali, causando disagi soprattutto nelle comunità costiere e nelle aree più esposte all’azione delle maree. Il fenomeno, iniziato con la Luna Piena all’inizio della settimana, potrebbe continuare a interessare alcune zone fino al fine settimana, secondo le previsioni del National Weather Service, il servizio meteorologico statunitense.
L’allineamento tra Terra, Luna e Sole alla base del fenomeno
Le king tide sono maree particolarmente elevate, legate all’azione gravitazionale e alla posizione reciproca di Terra, Luna e Sole. Si verificano più volte nel corso dell’anno e possono persistere per diversi giorni, determinando livelli del mare superiori alla norma. In questa occasione, tuttavia, alle normali dinamiche astronomiche si sono aggiunti ulteriori fattori meteorologici e oceanografici, contribuendo ad accentuare l’innalzamento del livello dell’acqua e gli effetti lungo i litorali.
Florida, la pressione atmosferica favorisce onde più alte
Lungo la costa atlantica della Florida, le condizioni atmosferiche hanno contribuito ad amplificare il fenomeno. La presenza di un robusto campo di alta pressione a Nord e di una zona di bassa pressione sui Caraibi ha favorito un aumento del moto ondoso. La combinazione tra maree elevate e onde più intense ha determinato allagamenti in diverse aree costiere. Gran parte della costa atlantica della Florida è sotto allerta per rischio di inondazioni fino alle prime ore di venerdì ora locale.
Particolarmente complessa la situazione a Fort Lauderdale, dove raggiungere le strutture affacciate sull’acqua durante un importante salone nautico ha richiesto di attraversare strade allagate nei pressi di porti turistici, alberghi e centri congressi. Un episodio significativo è stato registrato anche a Virginia Key, isola barriera nell’area di Miami, dove il livello dell’acqua ha raggiunto il massimo mai osservato durante una king tide locale e il 3° valore più alto dall’inizio delle rilevazioni, avviate circa 30 anni fa.
California, il contributo del super El Niño e delle onde di Kelvin
Sulla costa pacifica, il fenomeno presenta caratteristiche differenti. Tra i fattori coinvolti figurano il riscaldamento dell’oceano associato al super El Niño in corso e la presenza delle cosiddette onde di Kelvin. Queste ultime sono impulsi di acqua calda che si propagano nell’oceano e possono contribuire a innalzare temporaneamente il livello del mare. L’aumento della temperatura oceanica e le variazioni nella distribuzione delle masse d’acqua possono quindi accentuare gli effetti delle maree già elevate.
I risultati sono stati particolarmente evidenti nella California meridionale: il servizio meteorologico nazionale NWS ha segnalato nuovi record di alta marea a Santa Barbara, San Pedro, San Diego e nella vicina La Jolla.
Nella parte settentrionale dello Stato, invece, sono previsti allagamenti di entità limitata fino a sabato, soprattutto nelle aree basse lungo le coste e i corsi d’acqua soggetti alle maree. Durante i picchi di alta marea, il livello del mare ha raggiunto valori fino a 1,9 piedi sopra la norma, pari a circa 58 cm. Gli episodi di inondazione si sono verificati generalmente nell’intervallo compreso tra un’ora e mezza prima e un’ora e mezza dopo l’alta marea.
Allagamenti anche in Carolina del Nord e del Sud
Gli effetti delle maree eccezionali hanno interessato anche la costa della Carolina del Sud, dove sono stati segnalati allagamenti stradali nelle città costiere di Charleston e Myrtle Beach. Più a Nord, lungo le Outer Banks della Carolina del Nord, è stata inoltre segnalata la possibilità di correnti di risacca, un pericolo per chi frequenta le spiagge anche in assenza di condizioni meteorologiche particolarmente avverse.

