La Corea del Sud conquista lo Spazio: il razzo Nuri lancia 15 satelliti nel suo 1° volo del 2026

Il vettore ha portato in orbita i dispositivi per la rete NEONSAT dedicata alla sicurezza e risposta ai disastri. Successo quasi totale, con un solo cubesat rimasto bloccato nel suo alloggiamento

La Corea del Sud ha inaugurato le sue missioni orbitali di quest’anno con uno spettacolare lancio notturno che rafforza la sua indipendenza e la sua posizione nel settore aerospaziale globale. Il traguardo è stato raggiunto martedì 6 ottobre, quando il razzo di costruzione nazionale Nuri è decollato dal Naro Space Center portando verso l’orbita terrestre bassa ben 15 satelliti. Il decollo, avvenuto alle 12:25 ora locale del 7 ottobre, ha confermato l’affidabilità del vettore asiatico, giunto al suo 5° lancio assoluto dopo un debutto difficile nell’ottobre del 2021. L’operazione, gestita congiuntamente dall’agenzia statale Korea Aerospace Research Institute e dalla compagnia Hanwha Aerospace, ha sfiorato la perfezione tecnica, riuscendo a posizionare correttamente 14 dei payload previsti per implementare le reti di monitoraggio e sicurezza del Paese.

I satelliti NEONSAT per la sicurezza della penisola

Il payload principale della missione era costituito da 5 microsatelliti destinati alla rete NEONSAT, acronimo di New-space Earth Observation Satellite Constellation for National Safety. Ogni dispositivo ha un peso inferiore ai 100 kg ed è equipaggiato con avanzate telecamere elettro-ottiche. Questi strumenti di precisione sono in grado di distinguere oggetti piccoli fino a 1 metro nelle immagini in bianco e nero e fino a 4 metri in quelle a colori. L’obiettivo primario di questa costellazione è monitorare costantemente il territorio coreano e le aree limitrofe per garantire la sicurezza nazionale e fornire risposte rapide in caso di disastri. Prima di questo lancio, la rete contava già 2 elementi portati nello Spazio dai vettori Electron di Rocket Lab, lanciati rispettivamente nell’aprile del 2024 e nel gennaio di quest’anno. Per completare il sistema, ulteriori 5 unità verranno lanciate il prossimo anno, sempre a bordo di un razzo Nuri.

Il blocco del cubesat e le prestazioni del vettore sudcoreano

Oltre ai dispositivi governativi principali, il razzo ha trasportato altri 10 piccoli cubesat forniti da vari operatori privati. Proprio in questo gruppo si è registrato l’unico intoppo della missione. Il dispositivo PERSAT02, sviluppato dall’azienda sudcoreana Quaternion, non è riuscito a dispiegarsi correttamente, come confermato dai responsabili della missione circa 2 ore dopo il lancio. Nonostante questo imprevisto circoscritto, le prestazioni del vettore Nuri, alto 47 metri e conosciuto anche con la sigla tecnica KSLV-II, rimangono di altissimo livello. Il razzo vanta ora una sequenza positiva di 4 successi consecutivi.