Il nostro cielo ospita in queste ore uno degli eventi astronomici più affascinanti dell’autunno. La Luna Piena di ottobre, tradizionalmente conosciuta come Luna del Cacciatore, ha raggiunto la sua illuminazione del 100% alle 05:12 ora italiana di oggi 26 ottobre. Anche se il picco di massima brillantezza è appena trascorso, lo spettacolo è stato ampiamente visibile durante la notte passata e tornerà a dominare l’orizzonte anche questa sera. Quando il disco lunare brilla in opposizione al Sole nel nostro cielo, l’assenza di ombre nasconde i crateri ma offre l’opportunità perfetta per osservare i grandi mari basaltici. Queste vaste pianure scure si sono formate miliardi di anni fa, quando la lava ha inondato i bacini da impatto, e oggi si mostrano in netto contrasto con le strisce luminose di materiale scagliato sulla superficie durante i violenti urti degli asteroidi che un tempo vagavano liberi nel nostro Sistema Solare.
Illusioni ottiche e colori mozzafiato all’orizzonte
Chi volge lo sguardo verso Est al calare del Sole potrà notare un fenomeno affascinante noto come illusione lunare. Quando la Luna si trova vicina all’orizzonte, il nostro cervello viene ingannato dalla vicinanza visiva con alberi, palazzi e altri elementi del paesaggio, portandoci a percepire il disco satellitare molto più grande rispetto a quando si trova alto sopra le nostre teste. Oltre alle dimensioni apparenti, a regalare emozioni è anche il colore che il nostro satellite assume nei primi minuti in cui si alza in cielo: l’attraversamento obliquo dell’atmosfera terrestre disperde le lunghezze d’onda blu, le più corte dello spettro visibile, lasciando passare le tinte calde che tingono il paesaggio notturno di uno spettacolare giallo arancio.
Perché si chiama Luna del Cacciatore
Il fascino di questo plenilunio affonda le sue radici nelle tradizioni delle popolazioni dell’Emisfero Nord. Il nome Luna del Cacciatore deriva dall’usanza contadina di sfruttare la luce intensa di queste notti autunnali. Dopo aver ripulito i campi con i raccolti estivi, i terreni nudi offrivano ai cacciatori la visuale perfetta per individuare le prede e fare scorta di cibo in vista dei rigori invernali. Diverse tribù native americane hanno coniato appellativi altrettanto evocativi. Il popolo Cree la chiama Luna della migrazione, in riferimento agli stormi di uccelli che in questo periodo intraprendono il loro viaggio verso i climi più caldi. Le nazioni Ojibwe e Haida preferiscono invece il nome di Luna del Gelo, un chiaro avvertimento dell’imminente crollo delle temperature che segna il cuore dell’autunno.
