Il ritorno dell’umanità sulla Luna è sempre più vicino, ma la NASA deve prima risolvere un problema tecnico che potrebbe mettere a rischio la vita degli astronauti e l’integrità delle attrezzature. Durante le future missioni Artemis IV e V, previste per il 2028 al Polo Sud lunare, gli esploratori spaziali cammineranno in aree perennemente in ombra dove il Sole non batte mai. In queste regioni estreme, la polvere e il vuoto dello Spazio creano le condizioni perfette per un accumulo fatale di elettricità statica sulle tute spaziali. Senza una soluzione efficace, un astronauta potrebbe trasformarsi in un vero e proprio condensatore ad alta tensione ambulante, rischiando di generare scintille mortali al momento del rientro nel lander. Per scongiurare questo scenario fantascientifico ma estremamente reale, l’agenzia ha lanciato la Lunar Grounding Challenge, offrendo un montepremi di 150mila dollari a chiunque riesca a trovare una soluzione ingegnosa entro il 15 gennaio.
Il pericolo delle scintille nello Spazio
Le simulazioni mostrano che il trasferimento di carica elettrica tra 2 oggetti e il gas ambientale possono far accumulare un’enorme quantità di elettroni sulle tute degli astronauti. Il rischio maggiore si verifica proprio al termine della missione esterna, quando l’esploratore si avvicina al veicolo spaziale. Il lander, infatti, possiede una leggera carica positiva, e il contatto con una tuta altamente caricata negativamente potrebbe innescare un arco elettrico devastante. Le conseguenze spaziano da gravi danni ai tessuti pressurizzati allo sviluppo di incendi nell’atmosfera ricca di ossigeno della navicella, fino a veri e propri shock elettrici per l’equipaggio. Si tratta di un’emergenza già sfiorata in passato, considerando che una simulazione marziana del 2018 fu interrotta proprio a causa di problemi elettrici simili affrontati dal team.
I requisiti per vincere la sfida della NASA
L’obiettivo della competizione è progettare un sistema in grado di scaricare in totale sicurezza l’elettricità accumulata prima che l’astronauta tocchi il lander. I requisiti tecnici sono estremamente rigidi, poiché il dispositivo dovrà avere massa e volume ridotti, consumare pochissima energia e resistere alle violente escursioni termiche tipiche della superficie lunare. La tecnologia dovrà inoltre garantire il funzionamento per almeno 4 passeggiate spaziali consecutive in un arco di tempo fino a 10 giorni. La polvere in sospensione sollevata dagli stivali complica ulteriormente la situazione, aumentando la distanza a cui le scintille possono saltare rispetto a quanto avverrebbe nel vuoto pulito. La competizione si articolerà in diverse fasi di progettazione e selezione, con l’obiettivo di avere la tecnologia pronta per le future basi a lungo termine previste per gli anni 2030.
