La Russia punta a espandere la propria presenza energetica in Africa attraverso una tecnologia che potrebbe cambiare il modello di approvvigionamento elettrico di numerosi Paesi del continente: le centrali nucleari galleggianti. Il colosso statale russo Rosatom ha avviato trattative avanzate con almeno quattro nazioni africane per la possibile fornitura di impianti nucleari installati su piattaforme galleggianti, capaci di produrre energia elettrica senza richiedere la costruzione di una centrale tradizionale sulla terraferma. I Paesi coinvolti nei negoziati sono Egitto, Togo, Namibia e Tanzania, come annunciato dall’amministratore delegato di Rosatom, Alexei Likhachev, in occasione del vertice Russia-Africa. L’iniziativa rientra nella strategia di espansione internazionale della società russa, che considera le coste africane un territorio particolarmente adatto all’impiego di questa tecnologia.
Centrali nucleari galleggianti in Africa: Rosatom individua 38 Paesi potenzialmente idonei
Le prospettive di diffusione delle centrali nucleari galleggianti russe nel continente africano sono state illustrate da Vladimir Aptekarev, viceresponsabile della divisione costruzioni meccaniche di Rosatom. Secondo il dirigente, 38 degli oltre 50 Paesi africani dispongono di uno sviluppo costiero sufficiente a ospitare un’unità energetica nucleare galleggiante realizzata dalla società russa. Si tratta di un potenziale mercato particolarmente esteso per una tecnologia concepita per portare la produzione di energia nucleare anche in territori nei quali la realizzazione di grandi impianti convenzionali richiederebbe infrastrutture più complesse. Gli impianti proposti da Rosatom sono costituiti da reattori nucleari di dimensioni ridotte, alloggiati all’interno di un’imbarcazione che può essere rimorchiata fino alla destinazione prevista. Una volta raggiunto il luogo di installazione, l’unità può essere utilizzata per produrre energia elettrica, con la necessità di predisporre un numero inferiore di infrastrutture sulla terraferma rispetto a una centrale nucleare tradizionale. Secondo quanto illustrato dalla società russa, questa soluzione consentirebbe di disporre di una nuova fonte di energia in tempi più rapidi e con costi inferiori, rendendo il nucleare accessibile anche attraverso progetti di dimensioni più contenute.
Come funzionano le centrali nucleari galleggianti e quali vantaggi offre Rosatom
La principale caratteristica delle centrali nucleari galleggianti è la possibilità di concentrare la produzione di energia elettrica all’interno di un’unità navale appositamente progettata, riducendo la necessità di costruire grandi strutture industriali a terra. Il sistema si basa sull’impiego di reattori compatti e sulla possibilità di trasferire l’impianto fino alla costa del Paese destinatario. Per Rosatom, questa tecnologia può rappresentare una prima soluzione per gli Stati interessati a introdurre l’energia nucleare nel proprio sistema elettrico, senza avviare immediatamente un programma basato su grandi centrali convenzionali. Aptekarev ha spiegato il significato strategico della proposta: “Come primo passo – ha spiegato Aptekarev -, un’unità nucleare galleggiante può rappresentare un ottimo punto di partenza, permettendo a un Paese sia di soddisfare il proprio fabbisogno energetico, sia di entrare a far parte del ‘club nucleare”. L’offerta russa non riguarda soltanto la realizzazione e la consegna degli impianti, ma comprende anche un modello organizzativo destinato a disciplinare la fornitura di elettricità e la gestione delle attività tecniche necessarie al funzionamento delle unità.
Contratti PPA e durata fino a 60 anni: il modello energetico proposto dalla Russia
Uno degli aspetti centrali della proposta di Rosatom riguarda il ricorso a un contratto PPA, Power Purchase Agreement, un modello contrattuale basato sulla fornitura di energia elettrica. La società russa intende utilizzare questo sistema per sviluppare i propri progetti nucleari galleggianti destinati ai mercati africani. In base alla formula illustrata dall’azienda, le attività di manutenzione e rifornimento del combustibile nucleare verrebbero gestite in Russia. Il modello consentirebbe alle unità energetiche di raggiungere una durata operativa fino a 60 anni, mantenendo in capo alla parte russa una componente fondamentale della gestione tecnica degli impianti. La proposta associa quindi la produzione di energia elettrica nei Paesi destinatari a un sistema di assistenza e gestione del combustibile organizzato da Rosatom, con l’obiettivo di rendere possibile l’impiego prolungato delle centrali galleggianti. Aptekarev ha sottolineato il contributo che l’azienda ritiene di poter offrire alle esigenze energetiche africane: “grazie a questa fonte di Energia elettrica – ha detto Aptekarev –, siamo in grado di affrontare concretamente le principali questioni e sfide che il continente africano si trova a dover gestire”.
Egitto, Togo, Namibia e Tanzania: i quattro Paesi africani in trattativa con Rosatom
La fase più avanzata dell’iniziativa riguarda i negoziati con Egitto, Togo, Namibia e Tanzania. È stato l’amministratore delegato di Rosatom, Alexei Likhachev, a indicare questi quattro Paesi come interlocutori della società per potenziali progetti di installazione di centrali nucleari galleggianti. Particolare attenzione è rivolta all’Egitto, dove Rosatom è già impegnata nella costruzione di una grande centrale nucleare. La prospettiva di ampliare la collaborazione bilaterale anche agli impianti galleggianti si inserisce dunque in un rapporto energetico già avviato tra Mosca e Il Cairo. Likhachev ha collegato l’evoluzione dei possibili progetti egiziani anche ai rapporti diplomatici tra i due Paesi: “la prospettiva di installare centrali nucleari galleggianti in Egitto – ha detto – potrebbe inoltre prendere slancio in seguito a un incontro tra i presidenti di Russia ed Egitto, previsto per oggi”. Le trattative con gli altri tre Paesi confermano l’interesse di Rosatom a sviluppare il mercato africano delle unità nucleari galleggianti oltre il contesto egiziano, individuando nuove possibilità di collaborazione energetica sulle coste del continente.
La centrale nucleare di El Dabaa in Egitto: quattro reattori russi da 1.200 megawatt
L’espansione di Rosatom in Africa si affianca a uno dei maggiori progetti nucleari attualmente in costruzione nel continente: la centrale nucleare di El Dabaa, in Egitto. L’impianto rappresenta un’importante iniziativa di cooperazione energetica tra Russia ed Egitto e prevede la realizzazione di quattro unità di produzione. Ciascuna unità sarà dotata di un reattore russo VVER-1200, con una potenza di 1.200 megawatt. La capacità complessiva prevista per la centrale raggiungerà quindi i 4.800 MW. Una volta realizzata, El Dabaa diventerà la seconda centrale nucleare del continente africano, dopo quella di Koeberg, in Sudafrica, costruita a metà degli anni Ottanta utilizzando tecnologia francese. Il progetto egiziano e la proposta delle centrali galleggianti rappresentano due modalità differenti di sviluppo dell’energia nucleare attraverso le tecnologie russe. Nel primo caso si tratta di una grande infrastruttura stabile sulla terraferma, nel secondo di unità di produzione più piccole e trasferibili per via marittima.
Reattori RITM-200M: le centrali galleggianti russe da 100 megawatt progettate per i climi caldi
Per l’esportazione sui mercati internazionali, Rosatom propone unità energetiche nucleari galleggianti da 100 megawatt, equipaggiate con reattori RITM-200M. Si tratta di una configurazione sviluppata per l’impiego in contesti climatici differenti da quelli delle regioni artiche russe. I reattori proposti sono infatti adattati ai climi caldi, una caratteristica fondamentale per i progetti destinati ai Paesi africani e ad altri mercati internazionali con condizioni ambientali diverse da quelle della Russia settentrionale. La capacità di 100 MW per singola unità distingue questa soluzione dai grandi impianti nucleari convenzionali, come quello in costruzione a El Dabaa. Le dimensioni più contenute costituiscono uno degli elementi principali della proposta commerciale russa, insieme alla possibilità di trasportare le centrali via mare e di limitare le infrastrutture necessarie sulla costa.
Dalla Cukotka all’Africa: la prima centrale nucleare galleggiante al mondo è operativa dal 2020
La tecnologia che Rosatom intende esportare nel continente africano ha già un precedente operativo in Russia. Attualmente, infatti, nel mondo è in funzione una sola centrale nucleare galleggiante, situata nella remota regione della Cukotka, nell’Estremo Oriente russo. L’impianto è operativo dal 2020 e rappresenta il primo esempio di applicazione di questa tipologia di produzione nucleare elettrica. La sua entrata in servizio ha segnato il passaggio della tecnologia dalle fasi di sviluppo alla produzione operativa di energia. L’esperienza nella Cukotka costituisce il precedente sul quale si inseriscono i nuovi programmi commerciali di Rosatom, che punta ora a trasferire il modello delle centrali galleggianti anche verso Paesi caratterizzati da condizioni climatiche e necessità energetiche differenti.
Rosatom guarda anche all’Indonesia: accordo per due centrali nucleari galleggianti da 200 MW
Le iniziative africane fanno parte di un programma internazionale più ampio. Rosatom ha infatti già raggiunto un accordo con l’Indonesia per quella che viene presentata come la prima fornitura al mondo destinata all’esportazione di energia elettrica prodotta da centrali nucleari galleggianti. Il progetto riguarda due centrali nucleari galleggianti, con una capacità complessiva prevista di 200 megawatt. L’intesa con l’Indonesia rappresenta un ulteriore passaggio nello sviluppo commerciale di questa tecnologia al di fuori della Russia. Con i negoziati avviati in Africa e l’accordo raggiunto con l’Indonesia, Rosatom punta quindi ad ampliare la diffusione internazionale delle proprie soluzioni nucleari galleggianti, affiancando ai progetti tradizionali di costruzione delle centrali una formula di produzione elettrica basata su impianti trasportabili via mare, reattori di dimensioni ridotte e contratti di fornitura energetica di lungo periodo.
