Un secolo di storia, ricerca e innovazione, con lo sguardo rivolto alle sfide del futuro. Si aprono oggi, 22 ottobre, le celebrazioni per il Centenario della Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) della Sapienza Università di Roma, fondata nel 1926 e da allora protagonista dello sviluppo dell’ingegneria aeronautica e spaziale italiana. Un traguardo che rappresenta non soltanto l’occasione per ripercorrere una storia di eccellenza scientifica, ma anche un momento di confronto sul futuro dell’esplorazione spaziale, sulle opportunità della Space Economy e sul ruolo strategico della ricerca per la competitività del Paese.
Le celebrazioni, in programma fino al 24 ottobre nella sede della Scuola in via Salaria, sono organizzate secondo una suggestiva metafora spaziale: “Lancio”, “Inserimento in orbita” e “Viaggio interplanetario”. Tre tappe simboliche che accompagnano il racconto dei primi cento anni della SIA e delineano le prospettive di un nuovo secolo di ricerca, sviluppo tecnologico ed esplorazione. Per l’occasione, il preside, professor Teofilatto, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, del mondo accademico e dell’industria, chiamati a confrontarsi sulle prospettive di un comparto sempre più centrale negli equilibri economici, tecnologici e strategici internazionali.
Industria, istituzioni e ricerca: le sfide della filiera aerospaziale
La prima parte della giornata è dedicata al rapporto tra industria nazionale e istituzioni, con un confronto sulle opportunità di crescita della filiera aerospaziale italiana, tra i settori più dinamici e competitivi sulla scena internazionale. Al centro del dibattito, il valore della collaborazione tra università, centri di ricerca, istituzioni e imprese per sostenere l’innovazione, promuovere occupazione altamente qualificata e rafforzare la competitività industriale. Una sinergia essenziale per trasformare i risultati della ricerca scientifica in applicazioni concrete e accompagnare lo sviluppo di tecnologie destinate a incidere sempre più sulla vita quotidiana e sugli equilibri globali.
Il Centenario diventa così anche un’occasione per ribadire la funzione della formazione avanzata nel preparare le competenze necessarie a un settore in rapida evoluzione. La SIA si distingue, infatti, per un percorso formativo specialistico rivolto a studenti già laureati in ingegneria, che scelgono di approfondire le tecnologie del volo e dello spazio attraverso attività di ricerca, progettazione e sperimentazione avanzata.
L’eredità di Crocco e Broglio guarda al futuro
Nel programma delle celebrazioni trova spazio anche il tributo alle figure che hanno contribuito a costruire la tradizione scientifica della Scuola e dell’astronautica italiana: Gaetano Arturo Crocco e Luigi Broglio, protagonisti di una stagione fondamentale per lo sviluppo del pensiero e delle capacità tecnologiche nazionali nel settore aerospaziale. La loro eredità continua a rappresentare un riferimento per le nuove generazioni di ricercatori e ingegneri, chiamati oggi a confrontarsi con scenari inediti, dalla crescente presenza di infrastrutture commerciali in orbita alle missioni di esplorazione planetaria, fino alle nuove opportunità offerte dall’economia dello spazio.
Spazio 2126: i giovani immaginano il prossimo secolo
Uno sguardo particolare è rivolto agli studenti e alle nuove generazioni di innovatori. Nell’ambito dell’iniziativa “Spazio 2126”, ideata da Lazio Innova, i progetti selezionati offrono ai giovani l’opportunità di immaginare le tecnologie, le missioni e gli scenari che potrebbero caratterizzare il settore aerospaziale nel prossimo secolo. Attraverso brevi presentazioni, i partecipanti illustrano la propria visione dell’esplorazione spaziale dei prossimi cento anni, affrontando questioni che sono già oggi al centro della ricerca scientifica: dall’impiego dell’intelligenza artificiale nei sistemi spaziali alla sostenibilità delle attività in orbita, dalle missioni verso la Luna e Marte alle nuove frontiere della propulsione. Un esercizio di visione che mette in relazione le aspirazioni dei giovani con le sfide tecnologiche e scientifiche su cui università e industria sono già impegnate.
Nel corso della mattinata vengono inoltre presentate tre nuove Borse Industriali Lazio Aerospazio, promosse dal Consiglio regionale del Lazio con il supporto di Lazio Innova, per un valore complessivo di 30 mila euro. Un’iniziativa che punta a valorizzare il talento e a rafforzare il collegamento tra formazione specialistica e fabbisogni del sistema produttivo. A questo si aggiunge la nuova convenzione tra la Scuola di Ingegneria Aerospaziale e l’Ordine degli Ingegneri di Roma, che prevede l’istituzione di una borsa di studio. L’accordo mira a sostenere i giovani talenti e a favorire la preparazione delle future professionalità del settore, consolidando il dialogo tra università, professione e mondo del lavoro.
Intelligenza artificiale e autonomia: le nuove frontiere della ricerca
Tra gli ambiti di ricerca su cui la SIA concentra maggiormente i propri sforzi figura l’intelligenza artificiale, destinata a svolgere un ruolo crescente nell’evoluzione dei sistemi aerospaziali. Gli algoritmi di apprendimento automatico sviluppati dalla Scuola puntano a rendere satelliti e veicoli spaziali sempre più autonomi nelle operazioni di guida, navigazione e controllo. Le applicazioni riguardano anche l’elaborazione direttamente a bordo dei dati di osservazione della Terra, per individuare eventi naturali, riconoscere le informazioni più significative e trasmettere a Terra soltanto i dati realmente utili.
Un altro fronte strategico è quello della robotica applicata alla manutenzione e all’assistenza dei satelliti in orbita, il cosiddetto in-orbit servicing, oltre che alle future missioni di esplorazione planetaria. L’obiettivo è sviluppare sistemi in grado di operare e prendere decisioni in autonomia, riducendo la dipendenza dal controllo da Terra. Una prospettiva che potrebbe rendere le missioni più sicure, efficienti e sostenibili, soprattutto quando le distanze e i tempi di comunicazione rendono più complessa la gestione diretta delle operazioni, dalla bassa orbita terrestre fino alla Luna e a Marte.
Oltre 26 milioni di euro per la ricerca in dieci anni
I risultati raggiunti negli ultimi anni confermano il ruolo della Scuola nel panorama universitario aerospaziale. Nell’ultimo decennio, la SIA ha ottenuto oltre 26 milioni di euro di finanziamenti per la ricerca, consolidando la propria presenza in un settore in cui la capacità di progettare, sperimentare e realizzare nuove tecnologie costituisce un fattore determinante.
Tra gli ambiti che ne caratterizzano l’attività spicca la progettazione e la realizzazione di microsatelliti universitari, un’esperienza che integra competenze scientifiche, ingegneristiche e operative e consente agli studenti di confrontarsi con le diverse fasi dello sviluppo di una missione spaziale. Nello stesso periodo, la Scuola ha formato oltre 200 laureati, confermando una forte capacità di attrazione anche oltre i confini nazionali. Il 68% degli iscritti proviene dall’estero, mentre il 43% arriva da regioni italiane diverse dal Lazio.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo all’inserimento professionale: oltre il 90% dei diplomati trova collocazione nel mondo del lavoro. Un risultato che evidenzia la capacità del modello formativo della SIA di rispondere alle esigenze di un comparto ad alta specializzazione, nel quale la domanda di competenze qualificate è strettamente legata all’evoluzione delle tecnologie e dei programmi industriali.
Dal primo secolo alle missioni del futuro
A 100 anni dalla fondazione, la Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza si presenta come un punto d’incontro tra tradizione scientifica, formazione avanzata e ricerca applicata. Un modello che unisce la preparazione di nuove generazioni di ingegneri alla collaborazione con l’industria e al trasferimento tecnologico, contribuendo allo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide dello spazio.
Le celebrazioni del Centenario non si limitano dunque a commemorare il passato. Rappresentano soprattutto l’occasione per delineare le direttrici del prossimo secolo: sistemi sempre più autonomi, missioni sostenibili, nuove capacità di esplorazione e una cooperazione più stretta tra ricerca, istituzioni e imprese.
Dalla storia di Crocco e Broglio alle tecnologie che potrebbero rendere possibili le future missioni verso Marte, il percorso della SIA continua a intrecciare sapere scientifico e capacità progettuale. Con una prospettiva chiara: trasformare un secolo di esperienza in una piattaforma di innovazione per il futuro dell’Italia nello spazio.
“A cento anni dalla sua fondazione, la Scuola di Ingegneria Aerospaziale della Sapienza continua a rappresentare uno dei luoghi simbolo dell’innovazione italiana, luogo di aggregazione di ingegneri, ricercatori, piloti e astronauti che hanno contribuito allo sviluppo dell’aeronautica e dell’esplorazione spaziale. Il Centenario vuole essere, attraverso la celebrazione della memoria, una riflessione sul futuro e sul ruolo che le nuove generazioni saranno chiamate a svolgere nella prossima stagione dell’avventura aerospaziale”, ha dichiarato Paolo Teofilatto, Preside della Scuola di Ingegneria aerospaziale della Sapienza di Roma. “Le grandi sfide che attendono l’umanità, dall’esplorazione lunare alle nuove applicazioni satellitari, richiedono competenze avanzate, capacità di innovazione e una collaborazione sempre più stretta tra università, istituzioni e industria. Da cento anni la SIA forma professionisti e ricercatori che contribuiscono allo sviluppo del settore e il nostro impegno è continuare a offrire alle nuove generazioni gli strumenti per essere protagoniste delle attività spaziali del futuro”.
Le celebrazioni proseguiranno domani il 23 ottobre con la giornata “Inserimento in orbita”, focalizzata sulla ricerca, l’innovazione tecnologica e le nuove frontiere della propulsione aerospaziale, con la partecipazione di rappresentanti dell’ESA, dell’ASI, dell’industria e del mondo accademico. Il 24 ottobre, infine, la giornata “Viaggio interplanetario” aprirà le porte della Scuola a studenti, famiglie e cittadini con visite ai laboratori, una mostra dedicata al Progetto San Marco, incontri divulgativi e interventi dell’astronauta Roberto Vittori e dell’astrofisico Giovanni Covone, confermando la vocazione della Scuola a mettere in dialogo ricerca, formazione e società.
La Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) della Sapienza Università di Roma, fondata nel 1926, è un ente di formazione universitario di terzo livello volto a promuovere il progresso delle tecnologie aeronautiche e spaziali. Ha avuto un ruolo storico nello sviluppo spaziale italiano, contribuendo nel 1964 al programma San Marco, che portò l’Italia a essere la terza nazione al mondo a immettere un proprio satellite in orbita. Oggi offre un corso di laurea a statuto speciale unico nel suo genere, con un forte approccio pratico e laboratoriale per gli studenti. Dal 2000, con il programma Unisat, è pioniera in Europa nella progettazione e nel lancio di microsatelliti universitari, progettati e costruiti con gli studenti, arrivando a mettere in orbita 10 satelliti in 26 anni. Nel 2026 celebra il suo centenario con iniziative rivolte al mondo accademico, istituzionale, industriale e al pubblico
