L’alba dei mammiferi: scoperto in Cina un antenato giurassico simile all’ornitorinco che svela i segreti dell’evoluzione

Un eccezionale fossile rivela le origini della deglutizione e dell'allattamento in un antico mammaliaforme semi-acquatico vissuto all'ombra dei dinosauri

Un eccezionale fossile risalente al periodo Giurassico sta riscrivendo le tappe fondamentali della nostra storia evolutiva. Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, intitolato “A Jurassic mammaliaform swimmer and transformation of the mammalian pharynx“, descrive il ritrovamento di un antico parente dei mammiferi dotato di caratteristiche sorprendenti. I dettagli di questa straordinaria ricerca, guidata da Yukun Li, Zhe-Xi Luo e colleghi, sono documentati in modo approfondito nei documenti che accompagnano la pubblicazione, disponibili su Nature per tutti gli appassionati. La scoperta, avvenuta in Cina, porta alla luce una creatura vissuta tra i 168 e i 163 milioni di anni fa, capace di rivelare il momento esatto in cui i nostri antenati hanno sviluppato la complessa capacità anatomica di deglutire e di allattare i propri cuccioli.

Le straordinarie scoperte sull’origine della deglutizione e dell’allattamento

Il focus indubbiamente più affascinante e innovativo di questa ricerca riguarda lo studio della regione della gola dell’animale, una parte del corpo in cui i delicati tessuti molli raramente riescono a fossilizzarsi nel corso dei millenni. Eppure, i resti di questo esemplare presentano una volta faringea e un apparato di ossa ioidee incredibilmente ben conservati, mostrando chiari segni di un’anatomia della gola simile a quella dei teri moderni. Questa peculiare faringe specializzata indica che l’apparato neuromuscolare necessario per la suzione del latte in età infantile e per la propulsione della deglutizione di cibi e liquidi in età adulta si era già evoluto nei primi parenti dei mammiferi moderni fin dal Giurassico Medio. Questa rivelazione anticipa notevolmente la comparsa di comportamenti fondamentali per la sopravvivenza della nostra classe animale, dimostrando che l’anatomia vitale alla base dell’allattamento era già radicata negli antenati comuni dei docodonti e dei mammiferi ben prima della diversificazione delle specie odierne.

Nuovo esemplare tipo di Megacauda di Mammaliaformi PMOL-AM0007A, foto XRF con evidenziazione di ossa e tessuti molli.
Nuovo esemplare tipo di Megacauda di Mammaliaformi PMOL-AM0007A, foto XRF con evidenziazione di ossa e tessuti molli

Identikit del Megacauda: un predatore semi-acquatico del Giurassico

Battezzato con il nome scientifico di Megacauda sungei, questo animale appartiene al gruppo dei docodonti, un membro del clade dei Mammaliaformi che comprende sia i parenti estinti dei mammiferi sia le specie viventi. I resti fossili sono stati rinvenuti nell’attuale Mongolia Interna, in Cina, e descrivono un animale di dimensioni notevoli per la sua epoca di riferimento. Con un peso stimato tra uno e due chilogrammi e dimensioni paragonabili a quelle di un moderno ornitorinco, il Megacauda si attesta come il più grande tra tutti i mammaliaformi giurassici finora conosciuti. L’analisi della sua anatomia cranica ha rivelato la presenza di denti altamente distintivi, tra cui spicca un enorme canino superiore dotato di tre radici e molari settoriali pseudo-carnassiali capaci di un’azione fortemente tranciante. I paleontologi suggeriscono che, grazie a questa dentatura, l’animale fosse un predatore con una dieta faunivora, specializzato nel cacciare piccoli vertebrati come salamandre, pesci e vari invertebrati all’interno degli specchi d’acqua.

Anatomia di un nuotatore: coda piatta e zampe palmate

Le somiglianze con l’odierno ornitorinco non si limitano alle dimensioni, ma si estendono allo stile di vita e a una marcata serie di adattamenti all’ambiente acquatico. Il Megacauda possedeva una coda ampia e appiattita, supportata da vertebre caudali prossimali insolitamente larghe e dotate di processi trasversi biforcati, che fungeva da perfetto propulsore per il nuoto. Oltre alla voluminosa coda, lo scheletro rivela la presenza di zampe posteriori corte ma dotate di piedi lunghi con dita laterali allungate, indicando una postura tipica degli animali abituati a muoversi agilmente nei fluidi. Questa conformazione anatomica colma un’importante lacuna nella conoscenza della struttura del bacino e degli arti posteriori dei primi mammiferi, delineando il profilo di un animale dalle abitudini spiccatamente semi-acquatiche. Gli studiosi ipotizzano infatti che, proprio come un ornitorinco, il Megacauda trovasse rifugio scavando tane sulla terraferma, sfruttando caratteristiche degli arti anteriori adatte allo scavo, per poi tuffarsi in acqua con lo scopo di foraggiare.

Ricostruzione della vita del mammifero acquatico giurassico Megacauda. Il Megacauda è eccezionale per i mammiferi dell’era dei dinosauri, con una coda larga per nuotare e denti taglienti per nutrirsi di pesce. Conduceva una vita semiacquatica, rifugiandosi sulle rive e cercando cibo nei laghi di quella che oggi è la Cina orientale

Un ecosistema complesso all’ombra dei dinosauri

Per lungo tempo si è creduto che i primi mammaliaformi vivessero un’esistenza marginale, sopraffatti dal dominio incontrastato dei grandi dinosauri. Tuttavia, il ritrovamento del Megacauda sungei si aggiunge a un corpo di prove sempre più solido che smentisce questa limitante visione paleontologica. Questi antichi animali simili a mammiferi occupavano e sfruttavano con successo una gamma incredibilmente diversificata di nicchie ecologiche all’interno degli ecosistemi terrestri. L’evoluzione di forme semi-acquatiche all’interno dei docodonti rappresenta un primo e affascinante esempio di convergenza evolutiva, in cui la natura ha sperimentato e replicato adattamenti ecologici complessi centinaia di milioni di anni prima che i mammiferi moderni iniziassero a diversificarsi. Questa straordinaria scoperta non solo illumina le origini di funzioni anatomiche vitali come la deglutizione, ma espande enormemente la nostra comprensione della versatilità adattiva che ha caratterizzato i precursori della nostra linea di sangue.