L’Ue presenta il quadro per la resilienza climatica: “prepararsi con piani nazionali, servono 70 miliardi l’anno per l’adattamento”

Il nuovo quadro sulla resilienza climatica dell’Ue introduce una traiettoria comune di riscaldamento e per la prima volta responsabilizza gli Stati nella prevenzione

La Commissione europea ha presentato oggi un quadro dell’Ue per la resilienza climatica, volto a rafforzare la capacità dell’Europa di anticipare, prepararsi a gestire e affrontare i rischi climatici. La comunicazione sul quadro di riferimento propone un cambiamento sistemico, come si legge in una nota: integrare la resilienza climatica in tutti i principali ambiti politici, sia a livello interno che internazionale. I Paesi Ue dovranno elaborare dei piani strategici nazionali per adattarsi a un aumento delle temperature globali stimato in 2°C entro il 2050 e 3°C entro il 2100 rispetto ai livelli pre-industriali. Il nuovo quadro sulla resilienza climatica introduce una traiettoria comune di riscaldamento e per la prima volta responsabilizza gli Stati nella prevenzione. I piani nazionali dovranno coprire i diversi settori dell’economia e il monitoraggio sarà collegato anche al Semestre europeo, per trattare la resilienza come una questione di resilienza economica e non solo ambientale. Le autorità nazionali dovranno quindi tenere conto della realtà climatica e dei rischi nelle proprie decisioni ma Bruxelles non imporrà soluzioni specifiche alle capitali. Il quadro di resilienza climatica prevede un’iniziativa legislativa e una comunicazione non vincolante.

Il piano adottato non introduce nuove risorse finanziarie dal momento che nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034 Bruxelles ha proposto un obiettivo di spesa del 35% per il clima e la biodiversità naturale, che include anche la preparazione ai cambiamenti climatici. Il quadro fissa una traiettoria comune di riferimento sulla base delle evidenze scientifiche del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) che considera un aumento di 2°C di riscaldamento entro il 2050 e +3°C entro il 2100. Non si tratta di un obiettivo politico, ma uno scenario di riferimento comune sulla base del quale gli Stati membri possono valutare i futuri rischi climatici al momento di prendere decisioni.

Una piattaforma online europea per la resilienza climatica

Per sostenere le autorità pubbliche ad affrontare i rischi climatici, la Commissione europea lancerà una piattaforma online europea per la resilienza climatica che includerà una serie di strumenti, tra cui ‘l’European Climate Viewer‘, sviluppato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine che fornirà una mappa interattiva dei rischi climatici previsti in tutto il continente e il ‘Navigator of Climate Resilience Tools‘, sviluppato dall’Agenzia europea dell’ambiente per aiutare gli utenti a individuare strumenti di resilienza climatica pertinenti in base alla loro ubicazione, al settore di appartenenza e ai rischi specifici che devono affrontare.

Altre iniziative per ondate di calore, acqua e assicurazione contro i rischi climatici

Bruxelles conferma che nei prossimi mesi lancerà un piano europeo contro le ondate di calore, un’alleanza per l’assicurazione contro i rischi climatici e un’iniziativa europea per l’acqua. Avvierà inoltre un gruppo consultivo PreparEU sulla preparazione alle catastrofi e un’iniziativa per individuare 100 territori europei più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Nel 2028 viene, inoltre, annunciato un piano strategico dell’Ue sulla resilienza climatica.

Ue: “servono 70 miliardi l’anno per l’adattamento climatico”

“Si stima che l’adattamento delle infrastrutture, dell’ambiente costruito, degli ecosistemi e dell’economia dell’Europa alle future condizioni climatiche richiederà investimenti pari a circa 70 miliardi di euro all’anno“. Lo afferma la Commissione europea nella comunicazione sul quadro Ue per la resilienza climatica presentato oggi. Secondo la proposta, i Piani di partenariato nazionali e regionali dovranno affrontare tutte le sfide – o una parte significativa di esse – individuate in tali raccomandazioni specifiche per Paese. Ciò porterà a un rafforzamento dei legami tra rischi climatici, politiche economiche e sociali e priorità di investimento.

Il Gruppo Bei integrerà tale quadro attraverso il suo prossimo Piano di adattamento ai cambiamenti climatici e l’attuazione della Fase 2 della “Roadmap della Banca per il clima” (Climate Bank Roadmap), applicando il principio della “resilienza fin dalla progettazione” (resilience-by-design). Nel periodo 2026-2030, saranno destinati all’adattamento ai cambiamenti climatici almeno 30 miliardi di euro, a sostegno di investimenti, tecnologie e soluzioni che promuovano la resilienza climatica, sia in Europa che a livello globale. Il Gruppo rafforzerà inoltre il sostegno finanziario e di consulenza a favore dei soggetti maggiormente esposti ai rischi climatici, puntando a incrementare il ricorso alla finanza mista (blended finance), alle garanzie e agli strumenti di condivisione del rischio, al fine di favorire una maggiore mobilitazione di capitali privati.

Ue: “danni economici legati al clima per 200 miliardi tra 2022-25”

Le perdite economiche stimate dovute ai danni causati dal clima nel periodo 2022-2025 ammontano a circa 200 miliardi di euro, ovvero 50 miliardi di euro all’anno, “in aumento rispetto agli 8,6 miliardi di euro del periodo 1980-1989”, si legge nei documenti del nuovo quadro sulla resilienza climatica adottato dalla Commissione europea. “Le ondate di calore previste in Europa per il 2026 potrebbero comportare un costo annuo in termini di produzione pari a 113 miliardi di euro in 30 Paesi, un onere economico sostanziale derivante da un unico fenomeno climatico”, si legge ancora. L’agricoltura viene indicata tra i settori che registrano le perdite più consistenti legate al clima. La perdita media annua nell’Ue è stimata a circa 28,3 miliardi di euro, con solo il 20-30% di tali perdite assicurato. La siccità è la principale causa delle perdite in questo settore: “ad esempio, nel 2026 le perdite potrebbero raggiungere i 90 miliardi di euro”.

“Le ondate di calore dell’estate 2026 hanno causato oltre 35mila morti”

“I dati preliminari indicano che, durante le intense ondate di calore dell’estate 2026, oltre 35.000 persone sono decedute per cause riconducibili al caldo nei Paesi europei che hanno fornito i relativi dati“, afferma la Commissione europea. “È stata un’estate della verità. Abbiamo assistito a 50.000 decessi in eccesso, di cui, secondo gli scienziati, almeno due terzi sono attribuibili al cambiamento climatico – afferma un funzionario Ue -. Abbiamo visto incendi boschivi, fiumi in secca, reattori nucleari costretti a spegnersi e raccolti andati perduti. La produzione di champagne sarà pari alla metà di quella degli anni scorsi – riferisce la fonte -. Abbiamo anche visto, ad esempio, il virus del Nilo occidentale diffondersi e causare decessi in Europa. Nel complesso, scienziati ed esperti ci dicono che perderemo lo 0,17% del Pil a causa del caldo – limitatamente al periodo tra aprile e settembre di quest’anno – per un costo di 19 miliardi di euro; e si tratta di stime molto prudenti”.

Hoekstra: “estate 2026 calda ma la situazione peggiorerà”

“L’estate scorsa potrebbe essere stata una delle più calde o la più calda mai registrata, ma sarà, con ogni probabilità, la più fresca per gli anni a venire. E qualunque cosa facciamo, la situazione probabilmente peggiorerà“. Lo ha dichiarato il Commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra, nella conferenza stampa di presentazione del quadro di riferimento Ue per la resilienza climatica. “La buona notizia è che abbiamo un margine di manovra. Le scelte che facciamo oggi possono effettivamente rendere questi impatti meno gravi. Occorre quindi fare di più a tutti i livelli: locale, regionale, nazionale, ma ovviamente anche a livello europeo. Per questo che presentiamo questo pacchetto specifico per aiutare a proteggere, pianificare e prepararsi per un’Europa più calda”, ha aggiunto.

“A livello globale, ma anche in Europa, si sta assistendo a una battuta d’arresto nel campo dell’azione per il clima ma la Commissione europea non solo sta mantenendo la rotta, ma stiamo addirittura diventando più ambiziosi nel decennio che ci attende. Manteniamo la rotta, ma siamo più pragmatici nell’applicazione“, ha affermato Hoekstra, ricordando che “in questo decennio” l’Ue sta attuando l’ambizioso piano ‘Fit for 55’ e la legge sul clima. Il Commissario ha ricordato anche che sulla riforma dell’Ets “in effetti siamo più flessibili, a condizione che l’industria europea effettui investimenti nell’energia pulita”.