L’uragano Rachel si è intensificato fino a raggiungere la 3ª categoria sulla costa pacifica del Messico, mentre diverse aree del Paese e degli Stati Uniti centro-meridionali continuano a fare i conti con le conseguenze del passaggio dei resti dell’uragano Polo. Secondo il National Hurricane Center, Rachel si trovava ieri a circa 390 km dalla punta meridionale della Baja California e procedeva lentamente verso Ovest, a una velocità di circa 5 km/h. I venti massimi sostenuti hanno raggiunto i 193 km/h. Il sistema potrebbe rafforzarsi ulteriormente, per poi iniziare a indebolirsi nel fine settimana.
Pericolo di mareggiate e correnti di risacca
La principale minaccia immediata lungo le coste messicane è rappresentata dalle condizioni marine. Le onde generate da Rachel potrebbero provocare mareggiate pericolose e correnti di risacca potenzialmente letali, ha avvertito il National Hurricane Center. Le autorità messicane hanno mantenuto alta l’attenzione anche per il rischio di piogge molto intense negli Stati di Baja California Sur, Sinaloa e Jalisco. Tra le conseguenze temute figurano frane, innalzamento dei livelli dei fiumi, esondazioni e allagamenti nelle zone più basse. A Cabo San Lucas, importante destinazione turistica frequentata anche da visitatori statunitensi, l’ambasciata degli Stati Uniti in Messico ha segnalato la chiusura di alcune spiagge e aree portuali, invitando alla massima prudenza per il rischio di correnti di risacca.
Il Messico ancora alle prese con gli effetti di Polo
La situazione meteorologica rimane particolarmente delicata perché diverse zone del Messico settentrionale stanno ancora affrontando i danni provocati da Polo. Secondo le autorità locali, centinaia di persone risultano sfollate o hanno perso la propria abitazione, mentre almeno 13 comuni erano ancora alle prese con gli allagamenti nella serata di giovedì.
Piogge eccezionali negli Stati Uniti
Gli effetti residui della tempesta Polo si sono estesi anche agli Stati Uniti. Texas, Nebraska, Missouri e Iowa erano ancora interessati da allerte per il rischio di inondazioni, con strade e quartieri allagati e numerosi interventi di soccorso. A Lincoln, in Nebraska, mercoledì sono caduti circa 155 mm, facendo registrare la giornata più piovosa mai osservata nella città. A Omaha, invece, sono caduti circa 119 mm di pioggia. I vigili del fuoco hanno effettuato 80 interventi di soccorso in acqua nell’arco di appena 3 ore: in alcune zone l’acqua ha raggiunto una profondità di circa 2,4 metri. Anche il Texas è rimasto sotto osservazione per il rischio di improvvise alluvioni. A San Antonio era in vigore un’allerta per flash flood, mentre le autorità invitavano la popolazione a evitare gli spostamenti non necessari. Oltre 19mila persone risultavano inoltre senza energia elettrica nello Stato.
Una stagione degli uragani particolarmente attiva
L’attività ciclonica nel Pacifico è stata insolitamente intensa e ciò è dovuto anche agli effetti di El Niño, che ha contribuito a condizioni di siccità particolarmente severe in Messico e America Centrale e, in altre aree della regione, a fenomeni di precipitazione e alluvioni. Nel Pacifico, le acque più calde e specifici regimi dei venti possono favorire lo sviluppo e il rafforzamento dei cicloni tropicali. Nel frattempo, la tempesta tropicale Nolo continua il suo movimento verso Nord/Ovest, allontanandosi dalle Hawaii, con la possibilità di raggiungere anch’essa lo status di uragano entro il fine settimana.
