L’uragano Simon continua a minacciare il Messico occidentale, con piogge torrenziali, rischio di alluvioni lampo e frane, oltre a una pericolosa mareggiata lungo i tratti costieri più esposti. Il sistema, secondo gli ultimi aggiornamenti del National Hurricane Center (NHC), si trova al largo della costa messicana del Pacifico, dove le autorità hanno innalzato i livelli di allerta e predisposto misure di protezione per la popolazione. Alle 3 ora locale, il centro dell’uragano era localizzato a circa 235 km a Ovest-Nord/Ovest di Manzanillo e a 75 km a Sud/Ovest di Cabo Corrientes. Simon avanza verso Nord/Ovest a una velocità di appena 7 km/h, una progressione lenta che mantiene elevata l’incertezza sull’evoluzione del fenomeno e sui tempi del suo avvicinamento alla costa. I venti di forza uragano si estendono fino a 30 km dal centro, mentre quelli di tempesta tropicale raggiungono una distanza di circa 95 km.
Manzanillo già colpita dagli allagamenti
I primi effetti significativi del maltempo si sono manifestati nelle scorse ore a Manzanillo, dove le forti precipitazioni hanno allagato abitazioni e strade. I militari sono intervenuti per assistere le famiglie colpite, mentre le autorità locali hanno intensificato le operazioni di sorveglianza e preparazione all’emergenza. La situazione rimane particolarmente delicata negli Stati di Jalisco e Colima: 28 località sono sottoposte al livello massimo di allerta per il ciclone, mentre altre 93 si trovavano in una fascia di allerta elevata. L’allerta uragano è in vigore lungo il tratto di costa compreso tra Playa Pérula ed El Roblito, oltre che per le Islas Marías. Una sorveglianza per possibili condizioni da uragano interessa invece la costa a nord di El Roblito, fino a Bahía Tempehuaya.
Aeroporti chiusi e trasporti aerei compromessi
Le ripercussioni del ciclone hanno coinvolto anche il trasporto aereo. Il Grupo Aeroportuario del Pacífico ha comunicato che, secondo gli avvisi ufficiali per l’aviazione, l’aeroporto internazionale di Manzanillo sarebbe rimasto chiuso a tutte le operazioni fino alle 8 ora locale del 12 ottobre, corrispondenti alle 14 UTC. Per l’aeroporto internazionale di Puerto Vallarta, la chiusura era prevista fino alle 8 ora locale del 13 ottobre, sempre le 14 UTC.
Simon inizia a indebolirsi, ma resta pericoloso
Nelle prime ore del 12 ottobre, l’NHC ha osservato i primi segnali di deterioramento della struttura dell’uragano. L’occhio del ciclone appariva parzialmente riempito, un elemento compatibile con una moderata perdita di organizzazione. Le stime satellitari dell’intensità, tuttavia, continuavano a presentare differenze significative, rendendo meno immediata una valutazione precisa della forza del sistema. L’indebolimento dovrebbe proseguire a causa dell’interazione con il rilievo montuoso del Messico e dell’aumento del wind shear orientale, ossia della variazione della velocità e della direzione del vento con la quota, che tende a ostacolare l’organizzazione dei cicloni tropicali.
A complicare il quadro sono però le temperature superficiali del mare, particolarmente favorevoli al mantenimento dell’energia del sistema. Se il centro di Simon dovesse restare più a lungo al largo, lontano dall’azione destabilizzante dei rilievi, il processo di indebolimento potrebbe risultare più lento del previsto. Secondo la previsione dell’NHC, Simon dovrebbe proseguire lentamente verso Nord/Ovest fino alle prime ore del 13 ottobre, per poi virare gradualmente verso Nord e Nord/Est, in direzione del Messico centro-occidentale, intorno alla metà della settimana.
La traiettoria presenta tuttavia un’incertezza superiore alla norma. I modelli previsionali divergono infatti sulla durata della fase in cui il ciclone potrebbe rimanere in una zona caratterizzata da correnti direttrici deboli, prima di iniziare la svolta verso Nord/Est. Simon potrebbe quindi conservare lo status di uragano fino a metà settimana, per poi indebolirsi rapidamente una volta entrato in contatto con il territorio montuoso messicano.
Fino a 200 millimetri di pioggia e rischio di accumuli eccezionali
La principale minaccia per la popolazione resta legata alle precipitazioni. L’NHC prevede ulteriori accumuli compresi tra 50 e 100 mm lungo le aree costiere del Messico sudoccidentale e del Centro-Ovest del Paese. Localmente, tuttavia, i quantitativi potrebbero risultare molto più elevati. In alcune zone dello Stato di Jalisco sono possibili accumuli isolati di 150-200 mm nella prima parte della settimana, mentre condizioni analoghe potrebbero interessare Sinaloa soprattutto il 14 e il 15 ottobre. Particolarmente preoccupante è la possibilità di accumuli complessivi prossimi a 760 mm in alcune aree di Michoacán, Colima e Jalisco. Si tratta di quantitativi eccezionali, potenzialmente in grado di saturare rapidamente i terreni, far ingrossare i corsi d’acqua e provocare esondazioni improvvise.
Mareggiate distruttive lungo la costa pacifica
Oltre alla pioggia, Simon potrebbe generare storm surge lungo la costa, soprattutto nelle zone immediatamente vicine al punto in cui il centro del sistema si avvicinerà alla terraferma e nei tratti situati a Est della sua traiettoria. L’innalzamento del livello del mare potrebbe accompagnarsi a onde grandi e distruttive, con conseguenze potenzialmente gravi per gli insediamenti costieri e le infrastrutture esposte. Nei prossimi giorni, le mareggiate generate dall’uragano sono inoltre destinate a propagarsi lungo diversi tratti del Messico sud-occidentale e centro-occidentale, creando condizioni pericolose per la balneazione e favorendo la formazione di correnti di risacca. L’eventuale indebolimento del ciclone non eliminerà immediatamente questi rischi.
Evacuazioni preventive e strutture di accoglienza
Il governo messicano ha avviato da giorni le misure di preparazione all’emergenza. Il 9 ottobre, la Segreteria per la Sicurezza e la Protezione dei Cittadini aveva comunicato l’evacuazione preventiva di 261 persone nello Stato di Jalisco e la disponibilità di 13 rifugi temporanei, con una capacità complessiva di 1.900 posti. In Colima erano stati predisposti 5 centri di accoglienza e mobilitati oltre 1.500 operatori dei servizi di emergenza. Il 10 ottobre, il governo federale aveva inoltre disposto la sospensione delle attività non essenziali negli Stati di Jalisco, Colima, Michoacán e Nayarit.
