La festa nazionale greca del 28 ottobre si è aperta con un brusco cambio di scenario: sulle montagne della Grecia centrale e settentrionale è arrivata la neve, mentre in alcune zone della Tessaglia e della Magnesia la pioggia, intensa e insistente, ha fatto salire rapidamente il livello di fiumi e torrenti. In Evrytania, soprattutto nelle aree orientali e alle quote più elevate, la nevicata ha imbiancato boschi, strade e abitati, offrendo un panorama che nelle immagini diffuse da Evrytanika Nea sembra già pienamente invernale; lungo alcuni tratti della viabilità provinciale la neve ha raggiunto la carreggiata e gli spazzaneve sono rimasti pronti a intervenire, mentre per percorrere diverse strade montane è stata segnalata la necessità di usare le catene.
Le segnalazioni locali descrivono neve anche a Nymfaio, dove la temperatura sarebbe scesa fino a -1°C, e sulle montagne intorno a Pertouli, nel Pindo, dove il manto bianco ha coperto prati, conifere e strutture all’aperto. Al rifugio Agrafa, a 1.536 metri, la neve avrebbe raggiunto i 28 centimetri: un dato riportato dal rifugio e accompagnato dalle fotografie che mostrano la misurazione sul tavolo, mentre gli arredi sepolti e gli abeti carichi di neve restituiscono con immediatezza l’intensità dell’episodio in quota. Le immagini delle insegne stradali e della strada montana in Evrytania raccontano anche l’altra faccia della nevicata: la bellezza del paesaggio, ma insieme le difficoltà di spostamento che possono comparire rapidamente quando neve e freddo interessano le vie di montagna.

La differenza tra neve sui rilievi e pioggia battente lungo la costa è il tratto più significativo della giornata: con temperature prossime o inferiori allo zero alle quote maggiori, le precipitazioni sono cadute come neve e hanno attecchito al suolo, mentre più a est e vicino al mare le piogge persistenti hanno alimentato corsi d’acqua già in piena. Il quadro era coerente con l’allerta diffusa dalla Protezione civile greca sulla base del bollettino dell’EMΥ, il servizio meteorologico nazionale, che indicava precipitazioni e temporali localmente intensi, con codice rosso per Tessaglia, Sporadi, Eubea e Dodecaneso e codice arancione per parte della Grecia centrale orientale; il documento raccomandava inoltre di non attraversare torrenti e strade allagate, nemmeno dopo la fine delle piogge.
La situazione più delicata è stata segnalata nel Pelio meridionale, dove a Platanias un torrente è esondato trascinando acqua e detriti nell’abitato, mentre a Milina l’acqua ha invaso un tratto della strada principale e la circolazione verso Trikeri è stata interrotta. Nel primo pomeriggio la Protezione civile ha inviato un messaggio tramite il numero 112 invitando le persone presenti a Platanias a raggiungere i piani più alti degli edifici, mentre le autorità locali seguivano l’evoluzione dell’emergenza; le cronache hanno riferito che una parte dell’abitato era rimasta isolata e che gli spostamenti nell’area erano diventati particolarmente difficili.
È dunque una giornata di contrasti netti, in cui la prima neve della stagione regala immagini spettacolari sulle montagne ma la stessa fase di maltempo porta con sé rischi concreti per chi si trova lungo strade innevate o vicino a torrenti in piena. Per gli automobilisti in Evrytania e nelle altre aree montane, le condizioni possono cambiare in pochi chilometri: occorre verificare gli aggiornamenti sulla viabilità e attenersi alle indicazioni della Polizia, mentre nelle località colpite dalle piogge la priorità resta seguire gli avvisi ufficiali, tenersi lontani dai corsi d’acqua e non tentare di attraversare tratti allagati. Le fotografie mostrano il fascino improvviso di un paesaggio trasformato in inverno; le notizie dal Pelio ricordano, con altrettanta forza, che dietro la neve e le immagini suggestive c’è un episodio di maltempo da affrontare con prudenza.
