Maltempo Sicilia, forte microburst a Letojanni: locali e stabilimenti balneari scoperchiati | FOTO e VIDEO

Maltempo Sicilia, la forza del vento ha distrutto il tetto di uno stabilimento balneare, trascinandolo via insieme agli arredi, così come in altri locali vicini a Letojanni

Il maltempo che oggi ha colpito la Sicilia ha provocato danni importanti nel Messinese. A Letojanni, forti raffiche di vento hanno causato danni ingenti a diversi stabilimenti balneari e locali affacciati sul lungomare. La forza del vento ha distrutto il tetto di uno stabilimento balneare, trascinandolo via insieme agli arredi, così come in altri locali vicini, come dimostrano le immagini a corredo dell’articolo. L’amministrazione comunale ha attivato le procedure di Protezione Civile per garantire la sicurezza della popolazione e coordinare le attività sul territorio. Fortunatamente non si registrano feriti, nonostante la violenza del fenomeno.

Attivato il COC

Il Comune di Letojanni ha disposto l’attivazione del Centro Operativo Comunale (COC), con l’obiettivo di coordinare gli interventi e mantenere un costante collegamento con il sistema regionale e nazionale di Protezione Civile. L’amministrazione ha comunicato: “il sindaco, quale autorità locale di protezione civile, al fine di garantire il pieno coordinamento di tutte le azioni poste in essere per assicurare la sicurezza delle persone e del territorio e, altresì, la piena integrazione delle attività del Comune con i sistemi Regionali e Nazionali di Protezione Civile, ha attivato il C.O.C. I presidi territoriali sono attivi”. Il Comune ha inoltre rivolto un invito alla prudenza: “si raccomanda di usare la massima prudenza. Evitare di uscire se non necessario”.

Un microburst ha colpito Letojanni

Le immagini della devastazione hanno subito fatto pensare ad una tromba marina che si era abbattuta su quel tratto di costa. In realtà, a causare questi ingenti danni è stato un fenomeno noto come microburst. Dopo aver analizzato i danni, i dati e le immagini del momento del fenomeno, il meteorologo Daniele Ingemi ne ha confermato la natura. Partendo dall’analisi dei dati, Ingemi spiega in un post su Facebook: “alle 11:04 il vento da est ruota a sud-est e s’intensifica di colpo, raggiungendo una media di 69 km/h e una raffica istantanea sui 103 km/h e, nello stesso minuto, la pressione sale di quasi 2 hPa (da 1013,31 a 1015,41 hPa). Tutto in pochi istanti. Questo è il contrario di quello che succede in una tromba marina o in un tornado, in quel caso la pressione crolla perché l’aria viene risucchiata verso l’alto. Qui invece la pressione aumenta”.

“Si tratta di un microburst, di quelli tosti, super localizzato. Dentro un temporale particolarmente intenso, una colonna d’aria fredda e densa viene spinta violentemente verso il basso. Quando colpisce il suolo, non ha altra via di fuga, esplode in orizzontale (burst) in tutte le direzioni, generando raffiche fortissime e localizzate. La compressione dell’aria che “sbuca” a terra fa salire la pressione proprio come abbiamo visto nei dati. È la firma classica del fenomeno. Quindi nessuna tromba marina o tornado, ma una potente raffica discendente da un cumulonembo, alto almeno 10-11 km”, spiega Ingemi.

“Questi fenomeni sono estremamente localizzati. Questo perché la colonna d’aria che scende dal temporale è stretta (di solito 1-4 km di diametro). Quando tocca terra si apre a ventaglio, ma la zona di massima intensità rimane molto piccola. A pochi chilometri di distanza si può non sentire quasi nulla, mentre al centro si registrano danni gravi (come quelli ai lidi di Letojanni). Quando una colonna d’aria fredda e densa di un microburst (o downburst) scende e colpisce il suolo, si “schiaccia” e si ferma verticalmente. Questa compressione crea un piccolo centro di alta pressione locale, chiamato mesohigh o pressure nose. Il picco di pressione coincide quasi sempre con l’arrivo delle raffiche più forti o le precede di pochissimo. Poi la pressione può scendere di nuovo mentre l’aria defluisce orizzontalmente. È esattamente il contrario di quello che avviene in una tromba marina o in un tornado, dove la pressione crolla perché c’è un “risucchio” verso l’alto”, conclude Ingemi.

Maltempo Sicilia, microburst semina danni a Letojanni

Allagamenti a Milazzo

Anche Milazzo, sul versante tirrenico messinese, ha subito gli effetti del maltempo, registrando allagamenti stradali e disagi alla circolazione. Le piogge, iniziate già dalla notte scorsa, hanno causato allagamenti in diverse strade, con conseguenti difficoltà per la viabilità e disagi per gli automobilisti.

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