Verificare l’efficacia delle procedure di emergenza, testare la capacità di intervento in un ambiente sotterraneo e consolidare il coordinamento tra le diverse componenti del sistema di soccorso. Sono questi gli obiettivi dell’esercitazione svolta nella notte all’interno della Galleria ferroviaria Peloritana, lungo la linea Messina–Palermo. L’attività, coordinata dalla Prefettura di Messina e organizzata da Rete Ferroviaria Italiana (RFI), rientra nel programma dell’esercitazione “Messina Risk Sis.Ma 2026” e ha avuto come obiettivo principale la verifica delle procedure di attivazione previste dal Piano di Emergenza e Soccorso della galleria.
Lo scenario ha permesso di mettere alla prova l’organizzazione degli interventi in un contesto caratterizzato da particolari criticità operative. Gli interventi in una galleria ferroviaria, infatti, richiedono un’attenta pianificazione a causa delle difficoltà di accesso, delle distanze dai punti di ingresso, della gestione della sicurezza degli operatori e della necessità di coordinare le operazioni in un ambiente confinato. Condizioni nelle quali la tempestività dei soccorsi deve necessariamente integrarsi con procedure rigorose e comunicazioni efficaci.
All’esercitazione ha partecipato il personale sanitario della Centrale Operativa 118 di Messina, sotto il coordinamento del direttore dei Soccorsi sanitari, la dottoressa Vittoria Saraceno, in sinergia con le squadre USAR del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina, specializzate nelle operazioni di ricerca e soccorso in scenari complessi.
A sottolineare il valore dell’attività addestrativa è Riccardo Castro, che evidenzia l’importanza della preparazione congiunta tra le diverse componenti operative: “Le esercitazioni in scenari complessi come quello della Galleria Peloritana rappresentano un momento fondamentale per verificare le procedure, consolidare le competenze e rafforzare la collaborazione tra tutte le componenti del sistema di soccorso. In un’emergenza reale, soprattutto in un ambiente sotterraneo caratterizzato da difficoltà di accesso e criticità logistiche, la tempestività dell’intervento deve necessariamente accompagnarsi a un’organizzazione rigorosa, a comunicazioni efficaci e a un coordinamento costante tra soccorritori sanitari e squadre tecniche. Addestrarsi insieme significa migliorare la capacità di risposta, lavorare in sicurezza e mettere al centro ciò che conta davvero: la tutela della vita umana“.
L’esercitazione ha rappresentato, dunque, un’importante occasione per verificare sul campo le modalità di attivazione dei soccorsi e rafforzare l’integrazione tra personale sanitario e squadre tecniche. Un’attività preventiva fondamentale per migliorare la capacità di risposta in caso di emergenza reale, ridurre le criticità operative e garantire interventi più efficaci e sicuri a tutela delle persone.
