Meteo, cirri su Sardegna e Tirreno e nubi orografiche sull’Appennino: cosa mostrano le immagini satellitari prima del peggioramento

Le immagini mostrano cirri e velature alte su Sardegna e Tirreno e addensamenti legati ai rilievi appenninici. Domani, venerdì 23 ottobre, piogge e temporali attraverseranno il Nord da ovest verso est, con nevicate sulle Alpi e fenomeni in arrivo in serata su alcune zone del Centro e sulla Sardegna

Osservata dallo spazio, l’Italia mostra oggi un cielo segnato da nuvole diverse per aspetto e origine. Sul Tirreno e sulla Sardegna si distinguono nubi sottili, allungate e dall’aspetto filamentoso compatibili con cirri o velature di alta quota. Lungo la dorsale appenninica, invece, compaiono addensamenti più compatti che sembrano svilupparsi in relazione alla presenza dei rilievi. In questo caso si parla di nubi orografiche, generate dal sollevamento dell’aria lungo i versanti montuosi.

La differenza tra queste due configurazioni aiuta a leggere l’immagine satellitare, ma racconta anche quanto siano vari i processi che danno forma alle nubi. Alcune si formano molto in alto, dove l’atmosfera è decisamente più fredda; altre nascono più vicino alle montagne, quando la conformazione del territorio modifica il movimento dell’aria. Nel frattempo, una perturbazione è pronta a raggiungere le regioni settentrionali e a portare un cambiamento più evidente.

Satellite Italia Sardegna 22 ottobre

Cirri e velature su Sardegna e Tirreno

I cirri si formano generalmente a quote elevate, dove le temperature sono molto basse e l’acqua presente nell’atmosfera è sotto forma di piccoli cristalli di ghiaccio. La loro struttura, spesso sottile e sfrangiata, può ricordare pennellate bianche stese sulla volta celeste. Quando sono più estesi, il loro aspetto diventa quello di un velo trasparente che lascia filtrare la luce del Sole. La presenza di cirri, da sola, non significa che stia per piovere: queste nubi non producono normalmente precipitazioni al suolo. Se però le velature diventano più diffuse e compatte, possono accompagnare l’avvicinamento di un sistema perturbato. Per interpretarle correttamente bisogna osservare come evolvono nel tempo e valutare anche la situazione atmosferica complessiva. Una singola immagine satellitare offre uno “scatto” del cielo, ma non basta da sola a definire l’evoluzione del tempo.

Come si formano le nubi orografiche

Le nubi orografiche sono legate invece alla presenza di montagne e rilievi. Quando una massa d’aria incontra una catena montuosa, può essere costretta a salire lungo i versanti. Salendo, l’aria si espande e si raffredda; se contiene abbastanza umidità, il vapore acqueo condensa e forma una nube. Questo processo può rendere più nuvolosi alcuni versanti o determinati tratti della dorsale, mentre poco più lontano il cielo può apparire diverso. In condizioni adatte, le nubi possono assumere l’aspetto di bande o addensamenti allineati ai rilievi.

A volte sembrano quasi immobili sopra una montagna: in realtà l’aria continua a muoversi e la nube si forma e si dissolve mentre attraversa il rilievo. Il termine ‘orografico’ descrive il ruolo della forma del territorio, ma non indica un’unica forma di nube. L’aspetto può cambiare a seconda dell’umidità, della direzione e della velocità del vento e della stabilità dell’aria. Inoltre, le immagini satellitari nel canale visibile non sempre consentono di stabilire con certezza l’altitudine o la classificazione precisa di ogni addensamento. Per un’analisi più completa si confrontano altre immagini e dati meteorologici.

Venerdì piogge e temporali al Nord

Il quadro è destinato a cambiare con il transito di una nuova perturbazione, collegata a un profondo vortice sul Centro-Nord Europa. Venerdì 23 ottobre il sistema interesserà le regioni settentrionali, portando piogge e qualche temporale in movimento da ovest verso est. Le precipitazioni non dovrebbero quindi concentrarsi tutte nello stesso momento e sugli stessi settori poichè il passaggio coinvolgerà progressivamente le diverse aree del Nord.

Sulle Alpi sono attese anche nevicate a quote inferiori ai 2.000 metri. Il limite della neve può variare in base alle condizioni locali e all’intensità delle precipitazioni, ma il dato indica un abbassamento della quota dei fiocchi rispetto alle cime più elevate. La neve sulle montagne sarà uno degli aspetti più significativi del peggioramento, insieme ai rovesci e ai temporali che accompagneranno il fronte.

Entro sera gli effetti della perturbazione raggiungeranno anche Toscana, alto Lazio, Umbria e Sardegna centro-settentrionale. In queste zone è atteso un aumento della nuvolosità, con il possibile arrivo delle precipitazioni legate al sistema in transito. Il passaggio interesserà quindi inizialmente il Nord e, in seguito, parte del Centro e della Sardegna.

Le immagini di oggi mostrano dunque due tipi di nubi dalle origini differenti: velature alte sul Tirreno e addensamenti influenzati dai rilievi appenninici. Venerdì, però, il protagonista sarà l’arrivo di una perturbazione più organizzata, che porterà piogge, qualche temporale e neve sulle Alpi, estendendo poi i suoi effetti verso alcune regioni centrali e la Sardegna.

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